Amleto². Il popolo non ha il pane? Diamogli le brioches

Al Teatro Franco Parenti – con una ironica rivisitazione del dramma shakespeariano – prende il via la trilogia di spettacoli di e con Filippo Timi.
Quando la maggior parte dei teatri meneghini chiude per la pausa estiva (quelli più fortunati; mentre altri, come lo Smeraldo, hanno abbassato il sipario per sempre), al Franco Parenti si inaugura la rassegna SummerTimi durante la quale l’attore di origini perugine ripropone due tra i suoi cavalli di battaglia oltre a un inedito. Nella Sala principale, gremita del pubblico delle grandi occasioni – il salotto buono milanese, quello con solidi interessi culturali – si apre la trilogia con Amleto². Il popolo non ha il pane? Diamogli le brioches – nel nuovo allestimento dello spettacolo prodotto nel 2009 da Santo Rocco & Garrincha, con la collaborazione alla regia di Stefania De Santis.
Filippo Timi, come centinaia di attori ed autori prima di lui, da Sir Laurence Olivier a scendere, non ha resistito alla tentazione di confrontarsi col sacro testo del bardo di Stratford-upon-Avon. Ovviamente lo fa a modo suo, dissacrandolo, ma al contempo facendo rivivere quelle che, probabilmente, erano le rappresentazioni nei teatri elisabettiani: ritmate, ironiche e basate molto sulla fisicità del cast, lontane nel tempo e nello spazio da certe messinscene lente e concettuali propinate da famose scuole di teatro contemporaneo.
Il copione seppur decurtato, rispetto alla composizione shakespeariana originale, per adattarlo alle esigenze di questo allestimento, ripropone fedelmente la successione degli eventi e i dialoghi che vanno in scena ininterrottamente da oltre 400 anni, come non manca di ricordare – un po’ scocciato – Amleto, nel tentativo di smuovere i suoi partner dai loro stereotipi. Fedeltà a trama e copione nella versione di un autore del calibro di Filippo Timi non sono certo un vincolo, quanto uno stimolo a lavorare sull’interpretazione, caratterizzando fortemente i personaggi, calcando la mano con disincantato cinismo, inserendo riferimenti pop ma, soprattutto, come sa fare lui, divagando dalla tragedia. Anche con questo spettacolo, l’intelligente vena comica di Timi tratteggia con lievi scudisciate il desolante spaccato della contemporaneità, mettendo sotto la luce della palla stroboscopica da discoteca vizi e malcostumi. Alla lettura dissacrante dei valori che dominano la società attuale, si sommano i siparietti di una bravissima e poliedrica Marina Rocco che riesce a incarnare la frustrazione femminile nel tentativo di raggiungere fama e (pseudo-) libertà, avendo davanti discutibili modelli di riferimento. La regia è strepitosa nell’orchestrare entrate e uscite, mantenendo sempre un ritmo serrato, opera in parte agevolata dalla brillantezza del cast che, oltre ai già citati Timi e Rocco, annovera anche Lucia Mascino, Luca Pignagnoli ed Elena Lietti nel ruolo di una sperduta Ofelia che non riesce a ribellarsi alle disposizioni impartitele dal padre Polonio.
Splendido il lavoro creativo delle costumiste che riescono a caratterizzare la folle surrealtà dei caratteri – proposta da questo nuova lettura della tragedia, sottolineando la tormentata ambiguità sessuale di Amleto e la non più credibile innocenza della “madonnina infilzata” Ofelia. Essenziale quanto interessante l’ambientazione ricreata dagli scenografi, una sorta di memoria dei fasti perduti, resa versatile e suggestiva dagli effetti ideati dal light designer, che riesce a trasformarla negli ambienti più impensabili.
Onore a Timi che, a riscuotere gli applausi, si è sempre presentato sul palco con il cast al completo senza cedere a uscite da primadonna eccitata.
Un plauso anche al direttore, Andrée Ruth Shammah che, nel ringraziare il pubblico in sala, ha confessato che assistendo alle prove le sono riaffiorate le stesse emozioni provate nel ’72 quando curò la regia dell’Ambleto di Giovanni Testori – il testo che, con Macbetto ed Edipus, costituisce una trilogia entrata a far parte della storia del teatro italiano – rappresentato in un neonato Teatro Parenti.

Silvana Costa

Lo spettacolo continua:
Teatro Franco Parenti
via Pier Lombardo, 14 – Milano
fino a domenica 15 luglio
orari: dal martedì al sabato, ore 20.45 – domenica, ore 18.00

Amleto². Il popolo non ha il pane? Diamogli le brioches
uno spettacolo di e con Filippo Timi
e con Lucia Mascino, Marina Rocco, Luca Pignagnoli, Elena Lietti
luci Marcello Jazzetti
assistente alla regia Fabio Cherstich
secondo assistente alla regia Raphael Tobia Vogel
direttore dell’allestimento Emanuele Salamanca
direttore di scena Armando Tortora
elettricista Mirco Segatto
fonico Matteo Simonetta
sarte Simona Dondoni e Ginevra Danielli
produzione Esecutiva Federico Parenti
produzione Teatro Franco Parenti
scena e costumi realizzati dal Laboratorio e dalla Sartoria del Teatro Franco Parenti
(Durata un’ora e 40 minuti)

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