Amore e Psiche

In mostra, alla sala Alessi del Comune di Milano, due capolavori ispirati alle Metamorfosi di Apuleio, eccezionalmente concessi in prestito dal Museo del Louvre.Ogni dicembre, a Milano, si ripropongono una serie di appuntamenti rituali, legati ai festeggiamenti ambrosiani oltre, naturalmente, a quelli natalizi. Indubbiamente l’evento che gode di maggior risonanza è la prima della Scala dedicata, in questa edizione 2012-2013, al 200° anniversario della nascita di Richard Wagner; non vanno tuttavia trascurate le fiere degli Oh Bej! Oh Bej! ai piedi del castello e dell’artigianato nel complesso espositivo di Rho con le loro mercanzie provenienti da ogni parte del mondo. Da cinque anni a questa parte si attende con curiosità anche un’altra iniziativa: l’arrivo, nella sala Alessi di Palazzo Marino, di capolavori dal Museo del Louvre. Sino a gennaio, nel delizioso giardino all’italiana, con le siepi di tasso a far da quinta e l’erba che profuma realmente come un prato al tramonto, sono accostate tra loro due opere di fine XVIII secolo, eseguite da Antonio Canova e François Gérard, ispirate al mito di Amore e Psiche narrato da Apuleio nelII secolo d.C. nelle Metamorfosi. Si tratta di due capolavori di artisti profondamente diversi tra loro: il Canova, già famoso all’epoca, realizza una scultura formale mentre Gérard, che raggiunge la fama proprio grazie a questo dipinto esposto al Salon del 1798, dà vita ad una scena dalla forte tensione erotica.
Nelle pagine del catalogo, gli storici dell’arte ipotizzano che queste opere siano state concepite come dono di nozze a una coppia di differente elevazione sociale: in età neoclassica, quando la suddivisione tra classi è estremamente rigida, il mito romantico di Amore – una divinità – e Psiche – una mortale – diviene il simbolo – oltre a costituire l’aulico precedente cui appellarsi – di tali inappropriate unioni. La cavolaia, la farfalla ricorrente in entrambe le rappresentazioni, allude alla leggerezza dell’anima donata da Psiche ad Amore il giorno delle nozze; altrettanto allusivi al rito sono il manto rosso – all’epoca il colore indossato dalle spose – steso sulla roccia nel dipinto di Gérard ed il drappo con strascico cingente i fianchi di Psiche nella composizione canoviana.
La curiosa scelta di Canova di conferire a Psiche dimensioni superiori a quelle dell’amato si spiega con i racconti legati alla genesi della scultura, concepita per le nozze dell’amico John Campbell con una donna appartenente alla nobiltà quindi a lui superiore per ceto. In quest’opera l’artista dà vita ad una scena molto più raccolta, di dimensioni ridotte rispetto alla scultura realizzata in precedenza, che molti di noi ricordano per la grande plasticità del dio che scende in volo ad abbracciare l’amata, ritenuta dal suo autore, col senno di poi, davvero troppo audace. Decisamente audaci invece sono i disegni realizzati negli anni precedenti dal giovane Gérard sulle vicende narrate da Apuleio ma, per la tela destinata al Salon, il pittore decide di restare sui binari dell’iconografia più tradizionale, evocando l’arte italiana rinascimentale che aveva avuto modo di ammirare da piccolo, quando era al seguito del padre nella Roma papale.
Nel video introduttivo all’esibizione dei due capolavori scorrono immagini che ci permettono una rapida incursione nella storia dell’arte per scoprire come sia stato affrontato il mito dei due amanti dall’antichità ai giorni nostri, facendo sfilare sotto i nostri occhi, tra le tante, le tele dipinte da Jacques-Louis David di cui Gérard è stato allievo e da cui ha mutuato alcuni tratti dello stile. L’episodio narrato nel dipinto non rientra tra quelli descritti da Apuleio, ma conquista ugualmente il pubblico per l’estrema sensualità dei corpi, la raffinata gestualità ispirata a Raffaello, lo sfondo che – come voleva la moda dell’epoca – potremmo definire italianeggiante.
Vi invitiamo ad addentrarvi nel giardino, con le ombre degli alberi che si riflettono sui muri della sala Alessi e, con l’ausilio dei curatori del catalogo, scoprire e capire il complesso gioco di simboli racchiuso in ciascuna versione della stessa, immortale, storia d’amore.

Silvana Costa

La mostra continua:
Palazzo Marino – Sala Alessi
piazza della Scala, 2 – Milano
sino a domenica 13 gennaio 2013
orario: tutti i giorni dalle ore 9.30 alle 20.00 (ultimo ingresso alle ore 19.30)
giovedì dalle ore 9.30 alle 22.30 (ultimo ingresso alle ore 22.00)
ingresso libero
Amore e Psiche a Milano
a cura di Valeria Merlini e Daniela Storti
allestimento Elisabetta Greci
grazie ad Eni
in partnership con il Museo del Louvre

www.amoreepsicheamilano.it

Incontri
Centro Congressi della sala conferenze di Palazzo Reale
moderati da Lella Costa
organizzati da Eni
ingresso gratuito con prenotazione
11 dicembre ore 18: Natalia Aspesi e Giulio Giorello
18 dicembre ore 18

Catalogo
a cura di Vincent Pomarède, Valeria Merlini e Daniela Storti
pubblicato da Rubbettino Editore

Didascalie
François Gérard (Rome, 1770 – Paris, 1837)
Psyche and Cupid, Museo del Louvre
Salon of 1798; H. 1.86 m; W. 1.32 m

Antonio Canova (Possagno, 1757 – Venice, 1822)
Cupid and Psyche, Museo del Louvre
c. 1797 Rome; Carrara marble H. 1.45 m

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