Anna dei miracoli

Insegnare a comunicare tra loro ai membri della famiglia Keller, superando disabilità fisica e pregiudizi mentali, è la grande sfida che attende Anne Sullivan. Il grande classico del teatro del secondo Novecento rivela tutta la sua contemporaneità in questa nuova produzione per Associazione Lega del Filo d’Oro.

Quanto male si può fare per amore, convinti di agire per il meglio?
Il desiderio di arrecare aiuto, conforto o sollievo alle persone care, al di là delle buone intenzioni, se gestito senza la necessaria competenza può causare danni irreparabili. Si prendano per esempio i genitori di Helen Keller che, non riuscendo a comunicare con la figlia, resa sorda e cieca da una malattia, finiscono per assecondarne ogni capriccio. Un atteggiamento arrendevole dovuto all’incapacità di imporsi, convinti che alla deficienza dei suoi sensi ne corrisponda anche una intellettuale. Un atteggiamento che porta Helen a irritarsi sempre più per la frustrazione di non poter interagire con il mondo che la circonda e con le persone che lo abitano.
Inizia così Anna dei miracoli, lo spettacolo teatrale di William Gibson scritto nella seconda metà degli anni Cinquanta ispirandosi alle reali vicende di Helen Keller e della sua insegnante, Anne Sullivan. Il dramma, nella versione diretta da Emanuela Giordano e prodotta da Teatro Franco Parenti per Associazione Lega del Filo d’Oro, è in scena sino al 22 maggio al teatro di via Pier Lombardo.
La storia del tenace lavoro di Anne per strappare Helen dall’isolamento in cui langue ma, prima di tutto, per ricordare ai suoi genitori l’importanza, quando necessario, di saper dire “no” è nota. Molti avranno avuto modo di vedere la versione cinematografica del 1962, diretta da Arthur Penn con protagoniste Anne Bancroft e una giovanissima Patty Duke, entrambe insignite del Premio Oscar per la loro interpretazione.
Anna dei miracoli romanza la biografia di Helen Keller che trova nella sua istitutrice la persona capace di insegnarle a prendersi cura di sé, a comunicare con gli altri e, così facendo, a conquistare finalmente la propria dignità di essere umano. È questo il punto iniziale di un percorso che la porta prima alla laurea poi, in veste sia di avvocato sia di attivista politica, a difendere i diritti dei disabili. Un percorso in costante crescita, abbattendo con la forza di volontà ogni ostacolo le si presenti davanti e ogni disabilità.
In scena Mascia Musy (Anne) e Anna Mallamaci (Helen) sono le protagoniste di un emozionante confronto fisico, sia nella fase in cui Helen, come una tigre spaventata in gabbia, cerca di capire fino a che punto riesca a spingersi con i suoi capricci, sia quando Anne le traccia sulla mano i nomi delle parole o le insegna a modulare le corde vocali per pronunciare “acqua”. Intorno a loro Laura Nardi e Fabrizio Coniglio nei panni dei genitori passano dalla rassegnata pietà alla speranza e si lasciano travolgere dall’insaziabile desiderio di imparare della figlia.
Anna dei miracoli è un intenso dramma vecchia maniera, coinvolgente e commovente, dotato di immancabile lieto fine, condito con un importante invito alla speranza lanciato al pubblico. A un pubblico che, complice la paura seminata dalla recente pandemia, sovente rifugge gli altri e si chiude in sé, in un mondo immaginario e a volte virtuale che, crede, possa compensare la lontananza dal reale.

Silvana Costa

Lo spettacolo continua:
Teatro Franco Parenti – Sala Grande
via Pier Lombardo, 14 – Milano
fino a domenica 22 maggio 2022
www.teatrofrancoparenti.it

Anna dei miracoli
di William Gibson

adattamento e regia Emanuela Giordano
con Mascia Musy
e Fabrizio Coniglio, Anna Mallamaci, Laura Nardi
scene e luci Angelo Linzalata
costumi Emanuela Giordano
musiche Carmine Iuvone, Tommaso Di Giulio
produzione Teatro Franco Parenti
per Associazione Lega del Filo d’Oro

durata 1 ora e 30 minuti

Questa voce è stata pubblicata in Milano, prosa&danza, Teatro Franco Parenti e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

I commenti sono chiusi.