Architettura addio

Il regista Antonio Syxty si confronta con la poesia dei testi dell’architetto/designer Alessandro Mendini.

Alessandro Mendini è il perfetto esempio dell’architetto eclettico vecchia scuola: un creativo che spazia dal minuto design all’imponente edificio, dal cantiere alla redazione delle riviste, vivendo la disciplina in ogni sua sfumatura. Lo studio professionale è una bottega delle meraviglie dove con la passione dell’artigiano crea e, al contempo, con l’esempio pratico forma le nuove generazioni. Mendini tuttavia sembra avere una marcia in più: è un visionario come dimostra la sorprendente attualità delle riflessioni protagoniste di Architettura addio, la performance teatrale in due parti concepita da Antonio Syxty, in scena al Teatro Litta di Milano fino a domenica 18 marzo.
Mezzo secolo di testi che evidenziano come la capacità di Mendini di stravolgere regole e stili per dar vita a veri e propri oggetti del desiderio – come la poltrona Proust (1978) che campeggia sul manifesto dello spettacolo – derivi da una profonda conoscenza della teoria e della storia dell’architettura. Gli scritti di Mendini non sono, a differenza di saggi di altri architetti, infarciti da continui rimandi filosofici; egli osserva il mondo intorno a sé e immagina il futuro; egli spoglia la progettazione di inutili sovrastrutture riportandola alla primordialità del gesto e al rispetto del fruitore finale. È straordinario constatare come già quarant’anni fa abbia predetto con tanta precisione le modalità dell’addio all’architettura tradizionalmente concepita.
Le pagine portate in scena sono estrapolate principalmente delle riviste che Alessandro Mendini ha diretto: Casabella, Domus e Modo, fondata nel 1977 con i colleghi Valerio Castelli e Giovanni Cutolo. Gli argomenti spaziano dal design di una torta alla funzionalità dell’ambiente domestico ma, a prescindere dal contenuto trattato sempre con grande autorevolezza, il tono è lieve, a volte poetico. Alla formale teoria Alessandro Mendini alterna riflessioni personali, rivela gusti e confida piccole grandi ossessioni della sua vita. Scritti insomma che non potevano non affascinare un regista come Antonio Syxty che, come il suo curriculum testimonia, ama contaminare il teatro con tutte le altre arti.
L’operazione di cernita tra le migliaia di pagine redatte da Alessandro Mendini deve essere stata complessa e Syxty ha selezionato materiale sufficiente per ben tre ore di performance, poi suddivise in due spettacoli complementari. Agli attori Tiziano Eugenio Bertrand, Alberto Colombo, Valeria Girelli, Francesca Montuori, Gabriele Scarpino e Nicole Zanin – in rigoroso ordine alfabetico – è affidato il compito di recitare i testi muovendosi su coreografie di Susanna Baccari, accompagnati da una raffinata selezione musicale.
Sebbene Architettura addio rappresenti un’impagabile occasione per (ri)scoprire Mendini autore e teorico, la messinscena ci lascia alquanto perplessi. In primo luogo il palcoscenico del Teatro Litta risulta troppo formale per un personaggio innovatore ed eclettico come Alessandro Mendini. Avremmo forse trovato più consona una lettura negli spazi intimi della Cavallerizza. Il movimento e i comportamenti degli attori – probabilmente ispirati ai piccoli gesti ossessivi compulsivi confidati dall’autore alle pagine di libri e riviste – è meccanico, arido e monotono sino all’esasperazione e alla noia dello spettatore. I sobri completi bianchi e neri degli attori e il grigio del video proiettato sullo sfondo servono indubbiamente a far risaltare l’estro delle parole ma sono in stridente contrasto con l’aura di colore che circonda Mendini e ogni sua creazione.
Comprendiamo tuttavia la difficoltà di confrontarsi e trovare la giusta chiave di messinscena per una siffatta tipologia di testi. Troviamo perciò doveroso tributare un applauso ad Antonio Syxty per aver portato a teatro la magia della progettazione architettonica.

Silvana Costa

Lo spettacolo continua:
Teatro Litta
corso Magenta 24 – Milano
fino a domenica 18 marzo 2018
orario: da martedì a sabato ore 20.30
domenica ore 16.30
lo spettacolo si articola in due parti: PARTE A e PARTE B.
lo spettatore può scegliere se vedere una sola delle due parti o entrambe, in quanto complementari ma non dipendenti l’una dall’altra
Parte A – To You 1
sabato 10 – martedì 13 – giovedì 15 – sabato 17

Parte B – To You 2
domenica 11 – mercoledì 14 – venerdì 16

durata 1 ora e 30 minuti
Maratona Architettura addio domenica 18
Parte A – To You 1 dalle 16.30 alle 18
Parte B – To You 2 dalle 18.30 alle 20
www.mtmteatro.it

Architettura addio
dagli scritti (1968-2017) di Alessandro Mendini

progetto di performance/teatro di Antonio Syxty
design del movimento e dei comportamenti Susanna Baccari
con Tiziano Eugenio Bertrand, Alberto Colombo, Valeria Girelli, Francesca Montuori, Gabriele Scarpino, Nicole Zanin
light design e proiezioni Fulvio Melli
costumi Giulia Giovanelli
foto di scena Alessandro Saletta
direttore di produzione Elisa Mondadori
durata 1 ora e 30 minuti
prima nazionale

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