Assedio a Madrid

assedio-a-madrid-3Alessandro Luigi Perna propone uno straordinario focus sugli eventi prologo della Seconda Guerra Mondiale.

Nella gran varietà di vicende che hanno segnato il XX secolo sono numerose quelle liquidate frettolosamente dai libri di storia. Eppure eventi come la Guerra Civile Spagnola rappresentano una tragica avvisaglia di quello che sarebbe stato il Secondo Conflitto Mondiale, sottovalutata da Regno Unito, Francia e USA ma utilizzata dagli eserciti Nazisti, Fascisti e Sovietici per mettere a punto strategie e armi.
La Guerra Civile Spagnola – tra antefatti e la conseguente dittatura di Francisco Franco – occupa un arco temporale che va dagli anni Trenta alla caduta del Muro di Berlino. Il 16 febbraio 1936 la sinistra del Frente Popular vince le elezioni amministrative. Con la salita al Governo prende avvio una drammatica serie di violenze perpetrate ai danni degli avversari politici ma anche delle figure sociali che si crede meglio li incarnino: il clero e i latifondisti. Il 18 luglio 1936 l’esercito si ribella agli ordini e ha formalmente inizio il conflitto: da focolai puntuali prende avvio una lunga marcia alla conquista di Toledo, Guadalajara, Barcellona e Madrid, la capitale tenacemente difesa dai Repubblicani.
Ben vengano allora mostre di approfondimento quali Assedio a Madrid 1936 – 1939, proposta da History & Photography e realizzata in collaborazione con il Ministero della Cultura del Governo spagnolo. Tale sodalizio ha permesso ad Alessandro Luigi Perna, curatore dell’evento, di esaminare le tremila immagini custodite all’interno dell’ “Archivo Fotográfico de la Delegación de Propaganda y Prensa de Madrid durante la Guerra Civil”, istituto afferente al Ministero della Cultura, selezionando le sessanta fotografie in bianco e nero esposte in mostra.
Un archivio ricco e minuziosamente articolato dove quasi tutti i documenti schedati riportano il nome dell’autore: ciò è possibile poiché durante la Guerra, per entrare nelle aree controllate dalle forze repubblicane, è necessaria un’autorizzazione e le immagini realizzate devono essere messe a disposizione del Ministero della propaganda per raccontare le devastazioni provocate dai franchisti. Campagna di comunicazione che a fine Guerra si rivela decisamente infelice per i suoi ideatori: quelle fotografie consentono ai vincitori di identificare, cercare e condannare i miliziani repubblicani. Recentemente, la stampa ha denunciato la drammatica sorte dei figli di quanti imprigionati o inviati al patibolo: anime innocenti affidate a famiglie fasciste affinché li crescessero con i “corretti” ideali, anziché ai parenti ancora in vita. Non si dimentichi che con l’insediamento della dittatura franchista, dopo la Guerra, oltre mezzo milione di spagnoli abbandona il suolo natio perchè ostili al nuovo regime; tra di loro ci sono anche grandi intellettuali e artisti del calibro di Buñuel, Rafael Alberti, Picasso e Mirò.
Gli scatti realizzati da Manuel Albero e Francisco Segovia, fondatori dell’agenzia Albero y Segovia Información Gráfica, sono i protagonisti quasi assoluti della mostra. Loro la straordinaria gigantografia che domina lo spazio espositivo de La Casa di Vetro: all’interno di una postazione fortificata con sacchi di sabbia sono allineate in successione la mitragliatrice di un soldato, la macchina fotografica di un reporter e il sassofono di un musicista; sono tre modi differenti di affrontare una battaglia, salvando la vita, la memoria e l’anima.
La Guerra come strano crocevia di vite, di incontri e di esperienze. La Guerra anche come opportunità: il Governo repubblicano, dalla forte carica progressista, si premura di non far mancare libri ai soldati al fonte e combatte l’analfabetismo sia nelle trincee sia nelle città asserragliate per difendersi dai rivoltosi. Al termine del conflitto, il tasso di analfabetismo tra gli adulti è infatti sceso dal 50% al 39,4% per le donne e al 24,4% per gli uomini.
La Guerra Civile Spagnola è anche occasione per rendere effettiva l’emancipazione femminile. Nonostante i diritti loro riconosciuti negli anni precedenti, solo ora le donne riescono ad affrancarsi dal guscio protettivo del nucleo famigliare per rendersi utili: soccorrono feriti e bisognosi, accudiscono gli orfani, costruiscono barricate e, all’occorrenza, non esitano ad imbracciare il fucile e schierarsi in prima linea.  L’ebrezza del fronte dura poco: nel 1937, con l’abolizione delle milizie e la riorganizzazione dell’esercito, i combattenti di sesso femminile vengono confinati nelle retrovie.
Il conflitto rappresenta l’apripista del moderno modo di piegare i nemici nel corpo e nello spirito. I contingenti contrapposti, forti dei contributi degli alleati stranieri, schierano corpose flotte aeree che, oltre a scontrarsi in volo, fiaccano la resistenza dei civili con continue incursioni sui nuclei abitati, distruggendo case ed edifici pubblici, seminando morte e paura.
Se nelle stampe il nero si stempera nel bianco in mille sfumature di grigio, negli anni Trenta in Spagna si contrappongono ideologie forti, definite ed inconciliabili: esercito e proletari, destra e sinistra, democrazia e repressione. Assedio a Madrid, più delle mostre che l’hanno preceduta, ha saputo attrarre scolaresche e, immagine dopo immagine, giovani e anziani in visita si chiedono se la storia europea sarebbe stata tanto diversa se gli Stati Uniti, la Francia e il Regno Unito avessero trovato vantaggi economici tali da scendere in campo, stravolgendo gli assetti sulla scacchiera.

Silvana Costa

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La mostra continua:
La Casa di Vetro
via Luisa Sanfelice  3 – Milano
fino a sabato 27 maggio 2017
orari: lunedì-sabato 15.30-19.30
(ultimo ingresso 19:00)
giovedì 15.30 – 18.:00

e in occasione della prima edizione di Milano Photo Week
da lunedì 5 a venerdì 9 giugno
dalle 19.00 alle 22.00
www.lacasadivetro.com

Assedio a Madrid
1936 – 1939, la Guerra Civile Spagnola nelle immagini
dell’ “Archivo Fotográfico de la Delegación de Propaganda y Prensa de Madrid durante la Guerra Civil”
a cura di Alessandro Luigi Perna
patrocinata dall’Instituto Cervantes de Milán
realizzata in collaborazione con il Ministerio de Educación, Cultura y Deporte. Archivo General de la Administración del governo spagnolo
prodotta  per  History & Photography – La Storia raccontata dalla Fotografia
www.effeci-facciamocose.com

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