C’era una volta il muro

A Milano, negli spazi espositivi della ex-fornace di mattoni sita a due passi dalla Darsena, è ospitata una compilation di mostre e incontri per celebrare i trent’anni dalla caduta del muro di Berlino.

Sono molti gli eventi organizzati per ricordare il 9 novembre 1989: quel giorno, quasi a ora di cena, Guenter Schabowski, portavoce del governo della DDR, annuncia che i cittadini possono spostarsi senza limite alcuno tra le due porzioni della capitale tedesca. Cade così idealmente la barriera eretta nel 1961 a delimitare l’enclave di Berlino Ovest nel cuore della Germania Est filosovietica. In precedenza oltre 200 persone erano morte nel tentativo di oltrepassarlo alla ricerca di libertà sebbene, con l’unificazione della Germania, molti di più perdano la testa abbagliati dal benessere pubblicizzato dal mondo occidentale.
Tra tanti eventi organizzati in commemorazione del fatto storico abbiamo scelto di raccontare C’era una volta il muro, una serie di mostre complementari tra loro promosse da ARCI Lombardia, Mescalina.it e Circolo Albatros. Nella ex fornace restaurata e trasformata in spazio polivalente dal Municipio 6 di Milano, in piena area della movida dei Navigli, le esposizioni in corso sono stimolo per dibattiti sugli esiti dei muri abbattuti e su quanti oggigiorno restano in piedi. Vi invitiamo a scoprire il calendario completo a piè di pagina.
Nella sala un video proietta spezzoni dei telegiornali di quel fatidico 9 novembre in cui, allo scarno comunicato di Schabowski, si sovrappongono le immagini di cittadini di ogni età che nell’entusiasmo collettivo prendono a scavalcare il muro e demolirlo a picconate. Sui tavoli una rassegna di pubblicazioni a tema alterna saggi giornalistici a racconti mentre Isabella Amaduzzi apre letteralmente Una valigia di oggetti dalla DDR: veri e propri reperti di un mondo che non esiste più.

Casa Museo Tadini presenta I profughi e i muri dopo Berlino, brandelli di un muro metaforico costruito con mattoni decorati da artisti che illustrano quali siano i muri reali o ideologici ancora presenti. La mostra espone opere realizzate in occasione dell’anniversario di 10 anni fa e, a suo modo, potrebbe essere un ulteriore reperto storico se non fosse che la maggior parte delle problematiche non sono state risolte o sono solo state traslate di coordinate geografiche. Si denunciano barriere linguistiche, ostacoli per le persone diversamente abili, difficoltà d’accesso al mondo del lavoro e catastrofi ambientali. Restano invariati soprattutto i pregiudizi sull’immigrazione: allora era un flusso proveniente da Est – la mostra per questo motivo fece tappa a Valona – mentre oggi arriva dal Sud del mondo e il confine da valicare è il mare Mediterraneo.
All’inaugurazione Melina Scalise, Presidente di Spazio Tadini, ricorda che i muri, come ogni cosa, non sono di per sé oggettivamente negativi: sin dall’antichità sono utili a proteggere l’uomo e il suo microcosmo dai pericoli derivanti dall’ambiente e dai nemici. Serve tuttavia che la struttura sia dotata di varchi per permettere il contatto, la comunicazione e lo scambio con il mondo esterno da cui trarre aiuto e benefici.

Si sviluppa su questa stessa linea di pensiero anche la rassegna Milano città senza muri? in cui sette fotografi, ciascuno servendosi di tre soli scatti, raccontano delle barriere presenti nel capoluogo lombardo. Federico Sponza riflette sulla funzione del muro: su W.a.l.l. – Walls Are Love’s Limits, la colossale opera d’arte realizzata da Eron nel nuovo quartiere di Citylife, lunga 118 metri e alta 8, a contestare tutti i muri sbagliati eretti dall’uomo; sulla cinta del carcere di San Vittore che contiene i detenuti; sulla bolla creata dagli uomini liberi per richiudersi nel proprio mondo virtuale, ignorando quanto di interessante accade intorno a loro. Elena Galimberti cattura invece con la sua macchina fotografica una situazione diametralmente opposta a quest’ultimo caso, fatta di persone che assaporano il piacere dello stare insieme, di lottare per un comune ideale o si raccolgono in una preghiera collettiva.
Domenico Martinelli affronta il tema degli edifici abbandonati, intitolando la serie Anime vuote e, di rimando, Laura Miani mostra I muri che parlano ovvero utilizzati per sensibilizzare su temi specifici. Fotografa il murales del writer siciliano Tunus in memoria dei giudici Falcone e Borsellino, le barriere antisfondamento posate nel centro storico nella speranza possano far desistere terroristi o squilibrati dal compiere attentati e il Muro delle bambole di via de Amicis, un’installazione dedicata da Jo Squillo al problema della violenza sulle donne. Gabriele Zucchella analogamente racconta di muri utilizzati quali lavagne su cui vergare messaggi personali: grida di odio, di amore o di dolore; messaggi criptici, utili più a chi scrive in un impeto d’emozione che a quanti li leggono senza coglierne il senso.
Luigi Lusenti propone tre scorci della città che nell’immaginario di chi la abita ne restituiscono immediatamente la storia e l’atmosfera: i muri di contenimento e le chiuse dei navigli che ancora scorrono in superficie; il muro di nebbia che, soprattutto in periferia, preclude la vista dell’orizzonte nei lunghi mesi invernali; la pioggia che, oltre a pulire l’aria dalle polveri sottili, sembra creare un muro in grado di paralizzare il traffico urbano.
Nino Romeo infine offre una presentazione formale dell’oggetto muro, entrando nel dettaglio delle sue tecniche costruttive per poi sorprendere illustrando un uso alternativo della struttura. Una scena insolita colta al volo, perfettamente bilanciata nella composizione delle parti, capace di sintetizzare e raccontare con disarmante efficacia la storia di un uomo qualunque, di una di quelle persone cui passiamo accanto con indifferenza.
È dal sociale ma, ancor prima, da dentro noi che si dovrebbe partire per abbattere i muri. Gli incontri in programma a C’era una volta il muro offrono spunti di riflessione che si sviluppano da esperienze vissute per ideare proposte e propositi.

Silvana Costa

La mostra continua:
Ex Fornace
Alzaia Naviglio Pavese 16 – Milano
fino a venerdì 15 novembre 2019
ingresso libero
sito Internet

C’era una volta il muro
organizzato da ARCI Lombardia, Mescalina.it, Circolo Albatros
col patrocinio di Milano Municipio 6, Goethe-Institut Mailand
con la collaborazione di Spazio Tadini – Casa Museo

MOSTRE SUL MURO DI BERLINO
Il cammino verso l’unità tedesca
a cura del Consolato Generale della Repubblica Federale di Germania a Milano

I profughi e i muri dopo Berlino
a cura della Casa Museo Tadini

Una valigia di oggetti dalla DDR
a cura di Isabella Amaduzzi

Mostra fotografica
Milano città senza muri
fotografie di Elena Galimberti, Luigi Lusenti, Domenico Martinelli, Laura Miani, Nino Romeo, Federico Sponza, Gabriele Zucchella

INCONTRI
venerdì 8 novembre  ore 18.30
Inaugurazione
intervengono Mauro Sabbadini (Arci Lombardia), Gianni Zuretti (Mescalina), Sergio Meazzi (Assessore alla cultura Municipio 6), Melina Scalise (Casa Museo Tadini), Katrin Ostwald-Richter (Direttrice Goethe-Institut Mailand)

sabato 9 novembre ore 15.30
Una valigia di oggetti dalla DDR
visita guidata
a cura di Isabella Amaduzzi

sabato 9 novembre ore 21.00
Canzoni attorno ai muri
concerto-racconto di una indagine sonora su ciò che i muri hanno costruito nel nostro immaginario musicale

con Paolo Ronchetti, Roberto Rossi “Stanga”, Luigi “Napo” Napolitano

domenica 10 novembre ore 10.30
Mi ricordo il muro di Berlino
testimonianze
con Luciana Castellina, Ennio Remondino, Peter Seidel, Paolo Pillitteri, Antonio Pizzinato, Paolo Hutter, Sergio Meazzi, Luciana Mella, Paolo Pinardi….

coordina Luigi Lusenti

martedì 12 novembre ore 21.00
Il muro dello stigma e dei pregiudizi verso la malattia mentale
Antonella Barlocco, psichiatra del Centro Psicosociale di Cuggiono ASST Ovest MI

mercoledì 13 novembre ore 21.00
Il muro e lo specchio
spettacolo teatrale

a cura della Compagnia dell’elefante 2019

giovedì 14 novembre ore 14.30
L’arte come strumento di riflessione sulla realtà: i profughi e i muri dopo Berlino
incontro con gli studenti

a cura di Melina Scalise

giovedì 14 novembre ore 18.30
Cos’è un muro
confronto fra Gabriele Nissim (presidente Gariwo), Roberto Escobar (filosofo politico e critico cinematografico), Salvatore Carrubba (presidente del Piccolo Teatro)

modera Mauro Sabbadini

giovedì 14 novembre ore 21.00
Milano città senza muri?
testimonianze

Cosima Buccoliero (direttrice Carcere Minorile Beccaria e direttrice del Carcere di Bollate), Simone Gambirasio (giornalista), Modou Gueye (Centro Internazionale di quartiere), Maryan Ismail (operatrice culturale), Nino Romeo (Camera Sud Milano), Tommaso Santagostino (antropologo), Elio Savi (presidente ReAgire aps)
coordina Laura Miani

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