Bettina

Icona indiscussa, modella fra le più celebrate e ricercate da stilisti e fotografi degli anni Quaranta e Cinquanta, Bettina è un emblema della moda francese. La mostra alla Galleria Sozzani ripercorre la sua carriera attraverso oltre cento immagini firmate dai più grandi fotografi di quegli anni.

Simone Micheline Bodin è una ragazza dal viso lentigginoso, con un ampio sorriso e due occhi espressivi che ci ricordano vagamente Audrey Hepburn in Vacanze Romane (1953). Nata nel 1925 in Normandia, nel 1944 si trasferisce nella Parigi appena liberata per inseguire il sogno di diventare una disegnatrice di moda. È il suo viso però, più che i bozzetti, a farle ottenere un lavoro da Jacques Costet, un giovane stilista che ha appena aperto il proprio atelier: inizia così, quasi per caso, la carriera da mannequin di Simone. Dopo una breve parentesi da Lucien Lelong, nel 1947 entra a far parte della casa di mode di Jacques Fath che, avendo già una modella di nome Simone, trova sia più pratico ribattezzarla Bettina. Ammirato, Fath disegna una collezione di abiti che “solo lei può indossare con naturalezza ed eleganza”, creando un nuovo stile e, di rimando, il fenomeno “Bettina”. Oggigiorno potremmo definire Bettina una supetopmodel: per decenni i fotografi la inseguono per ritrarla mentre passeggia per strada o in spiaggia, le riviste la prendono a icona di modernità mentre i grandi stilisti fanno a gara per vestirla in occasioni ufficiali, trasformandola in promotrice della moda francese nel mondo.
La mostra in corso alla Galleria Carla Sozzani, inaugurata alla vigilia di Milano Moda Donna – la settimana dedicata alle sfilate delle collezioni per la prossima primavera/estate – ripercorre la lunga carriera di Bettina, utilizzando oltre cento fotografie realizzate dai più famosi artisti attivi tra gli anni Quaranta e Sessanta. In realtà il percorso di visita si apre con immagini tratte dall’album dei ricordi personali di Bettina ma, man mano che scorrono gli anni ed aumenta la fama, le mise divengono sempre più sofisticate e nelle didascalie compaiono i nomi degli stilisti oltre che quelli degli autori degli scatti. Le stampe in mostra sono accomunate, salvo rarissime eccezioni, dall’uso del bianco e nero, le pose sono state tutte composte con cura come vogliono le regole della fotografia di moda ma, se avrete la pazienza di soffermarvi con attenzione, vi renderete conto di quanto siano diverse l’una dall’altra. Erwin Blumenfeld, Henri Cartier-Bresson, Jean-Philippe Charbonnier, Jean Chevalier, Henry Clarke, Robert Doisneau, Martin Dutkovitch, Nat Farbman, Milton Green, Gordon Parks, Willy Rizzo, Emile Savitry, Maurice Zalewski: sono solo alcuni degli autori delle fotografie esposte, cui ciascuno ha impresso il proprio, riconoscibilissimo, stile. Bettina poi è il soggetto ideale con cui lavorare: ha un viso straordinariamente espressivo che riesce a trasformarla dalla ricca signora annoiata protagonista del servizio realizzato nel 1950 da Irving Penn per Vogue America – che occupa l’intera parete di fondo della Galleria – alla ragazza comune che accudisce il gatto nel reportage a corredo dell’intervista rilasciata a Life Mgazine.
Bettina ha affermato: «nel mio lavoro avevo successo come ragazza copertina, ma dovevo questo successo più a un viso espressivo che bello». Considerando il lungo elenco di collezioni a lei ispirate – ultima in ordine di tempo quella di Coco Chanel del 1967 – non possiamo contraddirla ma, se valutiamo l’intera sua carriera nell’universo della moda, dobbiamo aggiungere a quelle doti anche grande intelligenza e lungimiranza. Nel 1952 Bettina incontra Hubert de Givenchy e lo aiuta ad aprire la sua maison nel doppio ruolo di modella e responsabile delle relazioni pubbliche: è di quell’anno il servizio di Nat Farbman che la ritrae mentre è intenta nelle prove per la prima sfilata dello stilista. Tra i pezzi forti della collezione di debutto di Givenchy – che, guarda caso, pochi anni dopo sarà ispirato anche dal fascino di Audrey Hepburn – c’è la blusa Bettina che diviene immediatamente il pezzo irrinunciabile di ogni guardaroba che si rispetti, riprodotto ad acquerello di René Gruau, disegnatore conteso dalle più famose riviste di moda.
In mostra è esposto un altro ritratto ad acquerello di Bettina, eseguito nel 1999 da Ruben Toledo, a dimostrazione di come questa donna dalla forte personalità sia stata ben più di una mera mannequin. Bettina è una vera icona di stile, inossidabile al passare del tempo, tanto da rappresentare, ancor oggi, un imprescindibile punto di riferimento nella moda, al pari degli strepitosi capi indossati nell’arco di una lunghissima carriera.

Silvana Costa

 

La mostra continua:
Galleria Carla Sozzani
corso Como 10 – Milano
fino a domenica 2 novembre 2014
orari: tutti i giorni, ore 10.30 – 19.30
mercoledì e giovedì, ore 10.30 – 21.00
ingresso libero
www.galleriacarlasozzani.org

Bettina
fotografie di Erwin Blumenfeld, Henri Cartier-Bresson, Jean-Philippe Charbonnier, Jean Chevalier, Henry Clarke, Robert Doisneau, Martin Dutkovitch, Nat Farbman, Milton Green, Gordon Parks, Irving Penn, Willy Rizzo, Emile Savitry, Maurice Zalewski
catalogo edito da Carla Sozzani Editore

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