Beyond Therapy

La nuova produzione di Alta Luce Teatro è una commedia di Cristopher Durang sugli imprevisti di un primo appuntamento tra due perfetti sconosciuti. Un gruppo di attori amati dal pubblico e diretti da Arturo Di Tullio, humor tagliente, situazioni surreali e improbabili sedute di analisi sono gli ingredienti chiave di questo spettacolo scoppiettante e trascinante, premiato al debutto con tante risate a scena aperta e un lungo applauso.

Il 23 e il 24 gennaio ad Alta Luce Teatro è andata in scena in prima nazionale Beyond Therapy, la nuova produzione del piccolo teatro milanese affacciato sul Naviglio Grande. Lo spettacolo è una graffiante commedia scritta nel 1981 dal commediografo statunitense Cristopher Durang e portata sul grande schermo nel 1987 da Robrt Altman.
Un debutto all’insegna del sold out grazie alla combinazione di un efficace passaparola e di un gruppo di attori amati dal pubblico: Monica Faggiani, Elizabeth Annable, Enrico Ballardini, Daniele Cauduro, Francesco Di Tullio e Arturo Di Tullio cui si deve anche la regia. fACTORY 32 il 31 gennaio e l’1 febbraio ospita ulteriori repliche di Beyond Therapy alla luce della felice sinergia creatasi tra le due giovani realtà teatrali.
Cristopher Durang è un caustico fustigatore dei contemporanei, mettendone alla berlina senza alcuna remora abitudini, modalità relazionali e stili di vita. Beyond Therapy è probabilmente una delle sue commedie più rappresentate per l’abilità nell’intrecciare in un unico testo molte delle questioni contro cui ama scagliarsi: follia che si manifesta sotto forma di nevrosi di diverse tipologie; incapacità nel gestire la propria vita senza il supporto di un analista; ritrosia a incasellarsi in relazioni stabili; pressioni e invadenza da parte dei famigliari; omosessualità qui associata a bisessualità o, come insinuano alcuni personaggi, a una sorta di disorientamento sessuale.
Il palcoscenico è trasformato in un ristorante e, quando le luci in sala si abbassano, fa la sua comparsa in scena un giovane cameriere (Francesco Di Tullio): è il classico stereotipo del cameriere molesto, votato più a intrattenere gli avventori con aneddoti personali che con l’elenco dei piatti del giorno. È una presenza tutt’altro che accessoria come si scoprirà man mano si evolvono le vicende.
Il ristorante è il luogo scelto per il primo appuntamento tra i due protagonisti: Bruce (Enrico Ballardini), inserzionista di una rubrica per cuori solitari, e Prudence (Monica Faggiani) che gli ha risposto. L’esplosiva combinazione dei dialoghi scritti da Cristopher Durang, la frizzante regia di Arturo Di Tullio e due protagonisti dotati di grande capacità mimica conquistano con una travolgente comicità il pubblico di Beyond Therapy sin dalla prima scena.
Una scena da cui emergono con chiarezza i caratteri dei protagonisti. Bruce è una persona estremamente emotiva e si abbandona con facilità al pianto; ha messo l’annuncio sul giornale su consiglio della sua analista perché, pur convivendo con Bob (Daniele Cauduro), è bisessuale e spera di incontrare una donna con cui costruire un nucleo famigliare tradizionale. Prudence all’opposto, dopo una serie di relazioni fallimentari, con un pizzico di cinismo, propende per frequentazioni scevre da impegno.
L’incontro, alla luce di tali premesse, si rivela disastroso e i due si sfogano con i rispettivi terapisti che suggeriscono loro di ritentare l’esperienza, questa volta puntando a un soggetto diverso da quello descritto nel precedente annuncio. Sorpresa: pur cambiando i parametri della ricerca Bruce e Prudence finiscono per ritrovarsi ma questa volta scelgono un approccio diverso e decidono di concedersi un’opportunità. Un appuntamento dall’esito felice per la coppia che tuttavia scatena la folle gelosia in Bob, che si sente messo da parte a favore di una donna, e in Stuart (Arturo Di Tullio), l’analista di Prudence, un uomo dal fare libidinoso che in passato, sfruttando il proprio ruolo ha avuto una fugace relazione con la donna.
Il gruppo dei personaggi della commedia si completa con Charlotte, l’analista di Bruce, un personaggio lunare, cui è delegato il compito di placare gli animi, reso con impareggiabile maestria e leggerezza da Elizabeth Annable. Charlotte è infatti completamente fuori dagli schemi: si relaziona con i pazienti per mezzo di un pupazzo di Snoopy e, citando battute dello psichiatra protagonista di Equus, li esorta a esprimere i propri stati d’animo, anche quando inopportuni. Il suo modo di porsi è indubbiamente agli antipodi rispetto a quello di Stuart ma non per questo meno deprecabile: osservando come entrambi vengono ritratti, non può certamente sfuggire la nota di biasimo di Durang verso la categoria in tutta la sua complessità, a prescindere da approccio o scuola di pensiero.
Beyond Therapy nonostante tutto resta una commedia romantica in cui si assiste alla nascita di una nuova coppia. Deve inoltre essere divertente, soprattutto per le nuove generazioni, vedere come ciò accada in un’epoca in cui i giornali sono cartacei e i telefoni analogici.
Beyond Therapy si configura come una combinazione di umorismo, ironia, citazioni del teatro dell’assurdo e terrore esistenziale, elementi che non si sommano ma si moltiplicano tra loro a conquistare anche lo spettatore più serioso.
Il ritmo dettato da Di Tullio agli attori è un crescendo vivace, concedendo tuttavia le giuste pause alla narrazione per sottolineare entrate in scena a effetto o per permettere di metabolizzare sprazzi di autentica follia.
Il risultato è convincente ed estremamente coinvolgente, un giudizio confermato da un pubblico che si diverte come non mai e che a fine spettacolo tributa un lungo applauso agli artisti.

Silvana Costa

Lo spettacolo continua:
Alta Luce Teatro

Alzaia Naviglio Grande 190 – Milano
23 e 24 gennaio 2026
www.altaluceteatro.com
 
fACTORy32
via Watt 32 – Milano
31 gennaio e 1 febbraio 2026
www.factory32.it
 
Beyond Therapy
di Cristopher Durang
regia di Arturo Di Tullio
con Monica Faggiani, Arturo Di Tullio, Elizabeth Annable, Enrico Ballardini, Daniele Cauduro
e con la partecipazione straordinaria di Francesco Di Tullio
luci e scene Viviana Martin
produzione Alta Luce Teatro