Casa Castiglioni

Un’esposizione per raccontare, attraverso un allestimento semplice, dinamico ed interattivo, alcuni dei progetti dei fratelli Castiglioni che hanno fatto la storia del design italiano insieme ad oggetti anonimi di ieri e di oggi.L’ex studio di Achille Castiglioni, trasformato in museo nel 2006, è un luogo magico, sospeso nello spazio-tempo, tra fantasia e realtà, con tutto il fascino della bottega – nel senso rinascimentale del termine – in cui prendono vita straordinari progetti. Si trova in pieno centro a Milano, al piano rialzato di quei monumentali edifici che delimitano il Foro Bonaparte, affacciato sulla quiete del parco Sempione ed a due passi dalla Triennale che, ad ogni allestimento del Design Museum, non può esimersi dall’esporre qualcuno dei celebri oggetti concepiti dai fratelli Castiglioni.
I listoni di parquet grezzo scricchiolano sotto i nostri piedi, sprigionando l’aroma del legno e del tempo, mentre ci spostiamo lungo l’infilata di stanze, dall’archivio alla biblioteca, attraversando la luminosa sala, inondata di luce, con il tavolo su cui Achille Castiglioni ha dato forma alle sue geniali idee. Appese alle pareti, intervallando scaffali che raggiungono il soffitto, carichi di pubblicazioni e faldoni d’archivio, ci sono pensieri, disegni di gatti, foto, cartoline, locandine, bozzetti. Restiamo affascinati da una vetrinetta in cui sono accatastati alla rinfusa oggetti e contenitori raccolti da Castiglioni negli anni: una collezione bizzarra da cui trarre ispirazione per le tante sfide cui i clienti lo pongono di fronte, spaziando dall’architettura al design, dall’allestimento alla grafica, come usava tra i professionisti della vecchia scuola. Il lavoro compiuto dalla Fondazione è eccezionale, non tanto per aver saputo conservare lo studio come se si attendesse il ritorno del famoso inquilino, quanto per aver mantenuto e valorizzato lo spirito di genialità, creatività e immensa curiosità che hanno contraddistinto questo Maestro del design italiano.
La Fondazione spalanca ciclicamente le porte dello Studio Museo per iniziative che contribuiscano a mantenere alto il livello di energia creativa in circolo tra quelle mura, dando spazio a esposizioni ed incontri con giovani designer da tutto il mondo, eventi ed esposizioni dedicate al padrone di casa come nel caso della mostra in corso che proseguirà sino a febbraio inoltrato. Si intitola Casa Castiglioni ed all’apparenza è un piccolo allestimento itinerante, proposto per la prima volta in occasione di Abitami, in Fiera a Milano nel 2011, proseguita a Roma e a Mantova grazie a De Padova e che, infine, ha fatto tappa a Palermo, al Castello della Zisa. Ricevendo l’invito alla presentazione per la stampa ci siamo chiesti come avrebbero fatto a ricavare lo spazio necessario per posizionare il tutto, tenendo presente la quantità di oggetti già presenti nello studio, salvo rimuoverli completamente snaturando però il senso dell’iniziativa. Non tradendo lo spirito del Maestro, Giovanna Castiglioni e Marco Marzini, i curatori dell’iniziativa, hanno integrato i nuovi arredi e complementi con le preesistenze, dando vita ad un unicum organico che, idealmente, riproduce il processo creativo, dallo schizzo, al prototipo sino al prodotto finito realizzato industrialmente. Tra mobili e complementi in mostra, oltre ai celebri pezzi che, a distanza di svariati decenni, sono ancora best seller come le lampade Toio, Arco e Gibigiana, il Tavolo 95, le posate Dry o l’imponente radiofonografo stereofonico RR126, sono esposti elementi inediti, come la graziosa libreria sospesa che, a breve, sarà prodotta in serie.
L’invisibile ragnatela di cavi in nylon permette di sagomare il nastro di raso rosso a forma di casetta, tendendolo sino al suolo grazie a dei piccoli pesi: semplice e geniale come il sistema di sospensione della Parentesi, l’apparecchio illuminante vincitore del Compasso d’Oro nel 1979. In questa casa virtuale, ogni giovedì sera, Giovanna Castiglioni e Marco Marzini si propongono in veste di attori per raccontare al pubblico come tutti questi oggetti del desiderio siano in realtà nati come soluzioni a problemi pratici, come risposte ad esigenze del mercato, spesso sfruttando materiali comuni, magari assemblando elementi industriali già in produzione, modificandone le funzioni e cercandone nuove applicazioni. Il tutto senza mai tralasciare la componente ludica della progettazione.

Silvana Costa

La mostra continua a:
Studio Museo Achille Castiglioni
piazza Castello, 27 – Milano
si effettuano visite guidate solo su prenotazione, dal martedì al venerdì, alle ore 10.00 – 11.00 – 12.00; giovedì sera con visite guidate alle 18:30 – 19:30 – 20:30
sabato è visitabile solo al raggiungimento di un numero minimo di 15 persone.
durata della visita circa 60 minuti; sono ammessi gruppi fino ad un massimo di 20 persone per ogni ingresso
è possibile effettuare visite guidate speciali al di fuori degli orari e dei giorni indicati
www.achillecastiglioni.it

Casa Castiglioni
mostra itinerante
a cura di Giovanna Castiglioni e Marco Marzini – Fondazione Achille Castiglioni
allestimento “50 metri di nastro rosso, 100 metri di cavo di nylon”
progettazione e realizzazione Marco Marzini
prestatori degli oggetti in mostra Brionvega, Meritalia e Tacchini
con il sostegno di Alessi, Brionvega, De Padova, Flos, Relco Group
fino a sabato 22 febbraio 2014
ogni giovedì sera, a richiesta, una performance anima Casa Castiglioni con Giovanna Castiglioni e Marco Marzini

Didascalie:
l’allestimento e la performance
fotografie di Federico Ambrosi

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