Confidenze fatali

Al Teatro Parenti di Milano torna in scena la magia dei testi di Borges in un complesso gioco di intrecci e ricordi.

Cita a Ciegas è l’opera più celebre di Mario Diament, autore ultrasettantenne di origini argentine, ispirata a uno dei più affascinanti scrittori del XX secolo: Jorges Luis Borges. La versione italiana dello spettacolo è prodotta da Teatro Franco Parenti e Fondazione Teatro della Toscana e vanta la traduzione, l’adattamento e la regia di Andrée Ruth Shammah. Dopo il debutto nel 2018 e un lungo tour lo spettacolo torna a Milano dall’11 al 22 dicembre per rendere ancora più suggestivo il periodo prenatalizio meneghino.
Gioele Dix veste i panni del protagonista del dramma, un celebre scrittore argentino affetto da una malattia ereditaria che lo porta progressivamente alla cecità. Ormai privo della vista ma capace di vedere con chiarezza nell’animo della gente, l’uomo ama trascorrere il tempo in uno dei parchi di Buenos Aires, a conversare con le persone in cui si imbatte casualmente. Quelli che iniziano come banali dialoghi sfociano in una sorta di seduta psicoanalitica: lo scrittore ascolta in silenzio, intervenendo con domande che obbligano l’interlocutore a una più meticolosa introspezione, a un impietoso confronto con sé stesso su aspettative, delusioni e desideri.
Sul palcoscenico, il destino del protagonista si incrocia con quello di due coppie formate da madre e figlia (Laura Marinoni e Roberta Lanave) e da marito e moglie (Elia Schilton e Sara Bertelà). Tutti i personaggi, nessuno escluso, sono accomunati da un’esperienza amorosa non vissuta sino in fondo che lascia nei cuori struggimenti e rimpianti, inducendoli per disperazione a compiere gesti estremi.
Nelle riflessioni proposte da Cita a ciegas si intrecciano alcune delle tematiche care a Borges: le scelte che pongono gli individui dinnanzi a bivi e generano infiniti mondi paralleli; la finzione; il peccato; il perdono in un’accezione che trascende da qualsiasi connotazione religiosa. Non manca l’omaggio a Flaubert, l’autore preferito da Borges che in Discussione, una raccolta di saggi datata 1932, arriva a definire “il primo Adamo di una specie nuova di narratori”.
L’allestimento essenziale progettato da Gianmaurizio Fercioni fa convergere l’attenzione del pubblico sugli attori in scena, diretti da Andrée Ruth Shammah che, come di consueto, lavora meticolosamente sulla parola. Una cifra stilistica che la avvicina a Borges, autore che fa di questo elemento il mattone fondante della propria arte, conferendogli un potere evocativo che va ben al di là del mero significato letterale. Un approccio che non si limita alla scrittura ma che è parte fondante del suo vivere quotidiano come racconta ad Artalks il fotografo Ferdinando Scianna che nel 1984 trascorre un’intera settimana al fianco di Borges.
Gli attori – e in particolare Gioele Dix – recitano scandendo con cura le parole, caricando ogni considerazione, ogni racconto, ogni esclamazione di un mondo di significati, alludendo a una miriade di persone, situazioni e mondi paralleli o, più semplicemente, suggerendo allo spettatore indizi utili a riannodare tra loro i fatti accaduti in scena. Una recitazione impostata, capace di riportare alla mente la compostezza dell’alta borghesia del secolo scorso insieme al suo rigido sistema di formalità sociali.
Sospeso tra la biografia di uno degli autori più amati e citati del secolo breve e il dramma, Cita a ciegas (Confidenze fatali) di Mario Diament sembra capace di ricreare quell’alone di magia, che sospende nello spazio e nel tempo, sprigionato dai testi di Jorges Luis Borges. La storia giunge all’epilogo, nell’aria resta sospesa la malinconia per l’infelicità dei protagonisti ma l’applauso è d’obbligo e scaturisce direttamente dal cuore.

Silvana Costa

Lo spettacolo continua:
Teatro Franco Parenti – Sala Grande
via Pier Lombardo, 14 – Milano

fino a domenica 22 dicembre 2019
orari: martedì 20.00; mercoledì 19.45; giovedì 21.00; venerdì 20.00; sabato 20.30; domenica 16.15
www.teatrofrancoparenti.it

Cita a ciegas
(Confidenze fatali)
di Mario Diament
traduzione, adattamento e regia di Andrée Ruth Shammah
con Gioele Dix, Laura Marinoni, Elia Schilton, Sara Bertelà, Roberta Lanave
scena Gianmaurizio Fercioni
luci Camilla Piccioni
costumi Nicoletta Ceccolini
musiche Michele Tadini
produzione Teatro Franco Parenti e Fondazione Teatro della Toscana
durata: 2 ore

Il tour
8-12 gennaio
Trieste – Teatro Rossetti

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