Corpi di reato

Alla Galleria Bel Vedere di Milano, Tommaso Bonaventura e Alessandro Imbriaco ci raccontano storie di resistenza, di successi ma anche di sconfitte nella continua lotta contro la criminalità organizzata.Nella Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime di mafia e camorra,promossa da Libera in tutta Italia lo scorso 21 marzo, è stata inaugurata alla Galleria Bel Vedere di Milano la mostra Corpi di reato. Il progetto fotografico di Tommaso Bonaventura e Alessandro Imbriaco percorre tutta la nazione, indagando il territorio per denunciare le ferite inferte da mafia e camorra al fine di portare alla nostra attenzione storie di resistenza, di successi ma anche di sconfitte.
Questa serie di immagini si è aggiudicata la vittoria nell’ambito della IX edizione del Premio Amilcare G. Ponchielli, organizzato e sostenuto, sin dal 2002, dal G.R.I.N. (Gruppo Redattori Iconografici Nazionale). La giuria, per l’occasione presieduta da Giuseppe Di Piazza, editorialista del Corriere della Sera, annovera Leonardo Brogioni (fotografo), Valeria Moreschi (Fnac Milano), Maurizio Zanuso (Galleria Bel Vedere), Mariuccia Stiffoni Ponchielli e le photoeditor Sara Guerrini, Serena Prinza e Giulia Soave. Il premio è assegnato per il “grande valore civile e artistico rappresentato dalla ricerca svolta per non dimenticare e dalla secca modernità con la quale i due fotografi hanno rappresentato la realtà ferita dalla mafia”.
Arrivando alla Galleria si è accolti da una maestosa vista di Corleone: l’imponenza della stampa –misura quasi 150 x 200 cm – ci permettere di vedere i dettagli della stratificazione della roccia su cui si abbarbicano il paese e la vegetazione, arida come l’animo di un clan che tra gli anni ’80 e ’90 è artefice della più sanguinosa offensiva allo Stato italiano. I fascicoli del maxiprocesso a Cosa Nostra, svoltosi nell’aula bunker dell’Ucciardone, il carcere palermitano, tra il 10 febbraio 1986 e il 16 dicembre 1987, sono il soggetto di un’altra immagine, emblematica della mole di lavoro affrontata dai giudici per arrivare ad infliggere 360 condanne, di cui 19 ergastoli ai principali boss, per un totale di 2665 anni di carcere. In un viaggio ideale, i due fotografi ci mostrano luoghi meravigliosi seppur tristemente noti perché associati ai nomi di pericolosi latitanti: contrada Montagna dei Cavalli dove nel 2006 arrestano Bernardo Provenzano; la collina di Pizzo Sella a Palermo sulle cui pendici una ditta di costruzioni vicina a Michele Greco, negli anni’70, ottiene il permesso di costruire centinaia di villette; la valle del fiume Jato da sempre presidio dei Corleonesi; il salone del castello Mediceo di Ottaviano da cui Rosetta Cutolo gestisce la contabilità delle estorsioni; la vista dal balcone della casa di Gaetano Badalamenti a Cinisi. Strazianti sono invece gli scatti di oggetti che evocano i caduti in questa guerra contro la criminalità, iniziando dalla Fiat Croma su cui viaggiavano Giovanni Falcone e la moglie quel tragico 23 maggio 1992 per proseguire al marsupio che ha fortunosamente salvato la vita a Tiberio Bentivoglio reo di rifiutarsi, da vent’anni, di pagare il pizzo o il tratto di ferrovia Palermo-Trapani dove venne rinvenuto il cadavere di Peppino Impastato. Bando alle ipocrisie! Bonaventura e Imbriaco sanno, come tutti noi del resto, che ormai, dalla Sicilia, Cosa Nostra domina tutta le penisola perciò non ci sorprende trovare in questo reportage sulla mafia anche la discarica abusiva di Desio dove si ipotizza siano sepolti rifiuti tossici, i pesi dell’hinterland milanese dove le ‘ndrine lombarde organizzano i piani di attacco al sistema democratico e le verdi vedute della Repubblica di San Marino i cui istituti di credito si crede ripuliscano i proventi delle azioni illecite.
Il giovane Bonaventura ed il giovanissimo Imbriaco dimostrano non solo di possedere un’ineccepibile tecnica fotografica – unita alla scelta di un ottimo stampatore – ma anche un grandissimo senso civico: quella voglia di non dimenticare e/o tacere che fa tanto bene alla parte onesta della nostra società così come al territorio giovano gli interventi di recupero delle terre sottratte alle mafie per cui Libera,poche settimane fa, si è aggiudicata l’onore di rappresentare l’Italia al Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa.
Ricordiamo infine che Corpi di reato è una delle tante mostre che compongono il ricco programma dell’edizione 2013 di Phofestival che animerà Milano sino a fine aprile.

Silvana Costa

La mostra continua:
Bel Vedere fotografia
via Santa Maria Valle 5 – Milano
orari: da martedì a sabato dalle 15.00 alle 19.00
fino a sabato 20 aprile
ingresso libero
www.belvederefoto.it

Tommaso Bonaventura e Alessandro Imbriaco
Corpi di reato
Premio Amilcare G. Ponchielli 2012
progetto a cura di Fabio Severo per ZONA
realizzato grazie al contributo Seat PG (che ha sostenuto il Premio Ponchielli) e dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MIBAC)

Photofestival 2013
Milano – varie sedi
fino a martedì 30 aprile
www.photofestival-milano.it

Share
Questa voce è stata pubblicata in fotografia&cinema, Galleria Bel Vedere, Milano e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

I commenti sono chiusi.