Due secoli di grande arte a Ferrara

Una selezione di un’ottantina di capolavori delle collezioni delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara in mostra a Palazzo dei Diamanti per sensibilizzare alla salvaguardia dei altri beni artistici danneggiati dal terremoto.Lo sciame sismico che lo scorso maggio ha scosso la Pianura Padana, non solo ha lasciato crepe negli edifici residenziali e messo in ginocchio il sistema produttivo ma ha anche danneggiato la rete culturale: musei e gallerie chiusi perché non sicuri per i visitatori ed i tesori che racchiudono.
Tra gli spazi espositivi in attesa di esecuzione delle opere di consolidamento rientra anche il complesso di Palazzo Massari a Ferrara, che ospita le collezioni delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea; per rendere comunque fruibili al pubblico i capolavori colà custoditi oltre che sensibilizzare alla salvaguardia di questo e di altri beni artistici danneggiati dal terremoto, il Comune di Ferrara e Ferrara Arte hanno organizzato una mostra itinerante con prima tappa a Palazzo dei Diamanti e poi in altre città italiane.
Sono state portate in mostra circa un’ottantina di opere tra tele, sculture ed opere su carta, eseguite da artisti locali nel XIX e XX secolo che narrano non solo quanto accadesse lungo le rive del Po ma testimoniano anche la fama che alcuni di loro raggiunsero. Spartanamente disposte nelle sale del palazzo progettato a fine XIV secolo da Biagio Rossetti per Sigismondo, fratello del duca Ercole I d’Este artefice della grande trasformazione urbanistica ferrarese, possiamo ammirare le creazioni di autori del calibro di: Boldini, Previati, Mentessi, Minerbi, Boccioni, Melli, Sironi, Funi e De Pisis.
Il percorso si apre sugli artisti attivi in città ad inizio ‘800 che, come voleva la tradizione accademica, narravano eventi religiosi o storici, indugiando a rievocare l’apice della gloria raggiunta dalla signoria estense durante il Rinascimento come, per esempio, accade col pensieroso Torquato Tasso in Sant’Anna dipinto da Gaetano Turchi nel 1838. Avanzando lungo il percorso, ai volti delle madonne si succedono i ritratti di Boldini, forse il più elegante tra gli artisti in mostra – già protagonista di una monografica allestita sempre a palazzo Diamanti giusto un anno fa – che restituiscono tutta la magia della Belle Époque. Gran frequentatore di salotti, prima a Firenze dove viene in contatto con i macchiaioli e poi a Parigi, la città che lo consacra al successo, Boldini cattura scene di vita urbana ed episodi di mondanità per trasferirle su tela con uno stile che denuncia una personale rilettura della lezione impressionista. Bellissime le sue donne immortalate in pose audaci per l’epoca – a tratti maliziose – i cui volti, come nel caso de La signora in rosa o di Fuoco d’artificio, hanno la definizione di una fotografia mentre il corpo in movimento conferisce all’insieme una dinamicità inattesa.
Dinamico quanto drammatico risulta invece Paolo e Francesca (1901) di Gaetano Previati che avviluppa in un’unica spirale i temi cari ai simbolisti con un pregevole esempio di tecnica divisionista; molto più evanescente e romantica la personificazione della Pace (1907) eseguita dal coevo Giuseppe Mentessi. Col nostro procedere a balzi tra le sale, citandovi solo una minima parte di quanto in mostra, giusto per incuriosirvi al punto da spingervi a visitarla, restando in tema di rappresentazioni allegoriche non possiamo ignorare la maestosa Giustizia (1935-6) dalle importanti dimensioni, realizzata con un interessante mix di tecniche pittoriche da Mario Sironi.
Ricca infine la sezione dedicata a Filippo De Pisis che copre tutta la sua parabola artistica, dalle nature morte come I pesci marci (1928) in cui ancora si percepisce l’influenza dell’incontro con De Chirico e Savinio agli eccezionali scorci parigini resi con uno stile tanto asciutto quanto nervoso. Stile che si asciugherà ancor più con la maturità come possiamo ammirare ne La rosa nella bottiglia (1950) e confrontarla con la ben più ingenua composizione I grandi fiori di casa Massimo risalente al 1931.
Ribadiamo l’invito ad andare a vedere questi capolavori sia per la gioia di vedere raccolti in un unico evento tanti artisti che hanno segnato l’evoluzione dell’arte moderna sia per dare un segno di solidarietà a una parte del nostro paese che lotta per tornare alla normalità nel più breve tempo possibile.

Silvana Costa

La mostra continua:
Palazzo dei Diamanti
Corso Ercole I d’Este 21 – Ferrara
Aperto tutti i giorni, feriali e festivi, lunedì incluso: 9.00-19.00 orario continuato
la biglietteria chiude 30 minuti prima
www.palazzodiamanti.it

Boldini, Previati e De Pisis. Due secoli di grande arte a Ferrara
aperta sino a domenica 13 gennaio 2013
a cura di Maria Luisa Pacelli, Barbara Guidi e Chiara Vorrasi
organizzata da Ferrara Arte e dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara

Catalogo
Boldini, Previati e De Pisis. Due secoli di grande arte a Ferrara
a cura di Maria Luisa Pacelli, Barbara Guidi e Chiara Vorrasi
introduzioni di sezione e schede di Maria Luisa Pacelli, Barbara Guidi, Chiara Vorrasi, Marcello Toffanello e Teresa Sacchi Lodispoto
biografie di Massimo Marchetti e Teresa Sacchi Lodispoto
120 pagine a colori
Ferrara Arte Editore

Share
Questa voce è stata pubblicata in Ferrara, Palazzo dei Diamanti, pittura&scultura e contrassegnata con , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

I commenti sono chiusi.