È tutto da vedere

C'è da morire dal vivere 2È tutto da ridere lo spettacolo in prima nazionale di Martino Corti e Vanessa Korn che apre la Stagione 2017/18 di quella fucina di giovani talenti che è lo Spazio Avirex Tertulliano.

Come accade da alcuni anni a questa parte spetta a Martino Corti il compito di dare il via alle danze allo Spazio Avirex Tertulliano di Milano. Nel vero senso della parola perché quando inizia a suonare e cantare è impossibile restare immobili sulla poltrona; al suo fianco Luca Nobis, musicista di grande talento nonché impareggiabile spalla comica.
Sin dai primi spettacoli milanesi, in cui la disincantata visione della realtà scivola in una canzone a tema, viene spontaneo a pubblico e critica accostare le performance di Martino Corti al teatro canzone di Giorgio Gaber. Nel capoluogo meneghino il confronto con il Signor G è molto più impegnativo che cimentarsi in un dramma shakespeariano e, forse anche per questo, Corti – come quei figli che cercano una strada propria –  vuole fuggire ogni riferimento rifugiandosi nel format dei Monologhi Pop. Gli spettacoli si conformano come la divertente successione di canzoni introdotte da riflessioni divertenti e a tratti un po’ ciniche ispirate alla quotidianità: dal viaggio all’innamoramento, dalla spesa al supermercato al matrimonio di conoscenti, dal traffico cittadino agli emozionanti ricordi del nonno. L’esperimento è riuscito però il tempo passa e giunge il momento di crescere.
Per È tutto da vedere la presenza di un’ulteriore personaggio sul palco cambia radicalmente le carte in tavola: quando le luci si alzano e in scena compare anche Vanessa Korn è chiaro che nulla sarà più come prima. La poliedrica attrice, grazie a una straordinaria vis comica, è la perfetta compagna di scena per Martino Corti nello spaziare dal surrealismo al tormento interiore, dal canto ai dialoghi, dimostrando una forte intesa artistica e conferendo naturalezza alla recitazione. Gli autori – gli stessi Corti e Korn – costruiscono ora una storia di senso compiuto, in cui recitato e cantato acquisiscono pari importanza. La trama? È una variazione in chiave moderna della tematica più vecchia e al contempo più emozionante del mondo: l’amore. Conquistare una ragazza ai tempi dei social media, soprattutto se rientra nella schiera degli “amici”, è davvero un’impresa: una volta la si poteva sorprendere raccontando di un fatto divertente o di una cosa strana che si è vista. Ora, leggendo le riflessioni in bacheca e guardando le fotografie pubblicate lei, come centinaia di altre persone, conosce ogni cosa. O forse no?
Inizia così il divertente racconto che mischia, in un continuo salto avanti e indietro nel tempo, le tappe della crescita di una coppia, dal primo incontro sino al fatidico momento in cui due gocce di pipì e un bastoncino di plastica comunicano che diventeranno genitori. Tutto, ancora una volta, cambia tra attese, ansie, senso di inadeguatezza, propositi di non ripetere gli errori dei genitori, ed è dominato da  quel senso di “paura di aver paura” che Corti canta in Un attacco di panico che non arriva mai. Arriva invece Mirtilla, un piccolo concentrato di energia e tenerezza che, col solo suono dei passettini in avvicinamento, scaccia ogni timore.
Mirtilla proprio come la piccola di casa Corti che sembra aver dissipato un po’ del sarcasmo paterno per far spazio a un nuovo filone narrativo. In È tutto da vedere c’è probabilmente molto di autobiografico, valorizzato da un accurato lavoro di scrittura che prende i ricordi dei due autori per frammentarli ed estrarne piccoli sketch, ciascuno con protagonista una singola emozione. La regia ricompone le parti conferendo allo spettacolo un ritmo sostenuto grazie al quale le situazioni, ciascuna sottolineata da un diverso gioco di luci, scorrono in un flusso continuo. Lì, in scena, vestiti di bianco e nero, con gilet e bretelle, impegnati in una recitazione dalla forte componente fisica che a tratti sembra sconfinare in passi di danza al suono della chitarra di Luca Nobis, i due protagonisti maturano pian piano dai monelli di un film muto ai personaggi di una Nouvelle vague.
Appuntamento a teatro, allo Spazio Avirex Tertulliano, fino a domenica 29 ottobre. Lo spettacolo è davvero tutto da vedere! A quanti non potranno essere presenti sveliamo che non tutto è perduto, le canzoni di Martino Corti, nella versione acustica registrata in studio, sono disponibili sul suo sito web.

Silvana Costa

Lo spettacolo continua:
Spazio Avirex Tertulliano
via Tertulliano 70 – Milano

fino a domenica 29 ottobre 2017
inizio spettacolo: da giovedì a sabato 21.00
domenica 16.30
domenica 29 ottobre doppia replica 16.30/20.30
www.spazioavirextertulliano.it

È tutto da vedere
di e con Martino Corti e Vanessa Korn
con Luca Nobis (chitarra acustica, loop station e tutto il resto)
regia di Martino Corti e Vanessa Korn
produzione Cimice
prima nazionale
www.cimicerecords.it
www.martinocorti.it

 

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