Elogio dei perdenti

Nel Ridotto del Teatro Puccini di Firenze va in scena Andrea Muzzi con All’alba perderò.

Un one man show sui generis con al centro gli sconfitti, i bicchieri mezzi vuoti, gli antieroi, in altre parole: tutti noi, prima o poi, nella vita – quella vera, quella lontana dalle copertine patinate e dai flash dei paparazzi.
Un piacevole excursus sul lato meno glamour dell’esistenza, non per sollecitare la facile risata alle spalle dell’altrui miseria, ma per esorcizzare l’idea stessa di fallimento, compartecipandola.
Protagonisti par excellence gli sportivi, con un prologo dedicato a Roberto Baggio (ai tempi in cui era “un miraggio”) e al suo rigore che ci costò i Mondiali del ’94 – perché anche i più grandi (e ne scrive una juventina) perdono, perché le vittorie sono lastricate di errori, battute d’arresto e persino cocenti sconfitte. Alla fine, quello che conta è rialzarsi e crederci.
Durante l’ora e mezza, i ricordi personali – più o meno drammatizzati – si mischiano alle biografie altrui, il riso si condisce con un pizzico di sana filosofia e, nello spettacolo di Muzzi, ci si diverte evitando certa goliardia un po’ greve alla toscana e ci si sente, alzandosi dalla poltrona per tornare a casa, riconciliati con sé stessi e più concilianti con gli altri.
Unica pecca la battuta su Gaza, che non abbiamo capito. I palestinesi, autentico esempio di popolo condannato a essere perdente, in quanto “problema” dovrebbero essere “risolti”, passandogli sopra con una serie di automobili guidate da ottantenni rincitrulliti? Speriamo di avere compreso male, ma forse la battuta è poco felice o andrebbe riformulata.

Simona M. Frigerio e Luciano Uggè

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Puccini (Ridotto)

via delle Cascine, 41 – Firenze
giovedì 4 maggio, ore 21.30

All’alba perderò
di Andrea Muzzi e Matteo Vicari
con Andrea Muzzi

 

 

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