Ennio Morlotti a Imbersago

È in mostra alla Fondazione Corrente una selezione di opere realizzate da Ennio Morlotti, sulle rive dell’Adda, nel decennio tra il 1955 e il 1965. Si tratta di un’occasione imperdibile per ammirare uno tra i protagonisti della vicenda artistica italiana ed europea del secondo ‘900.La mostra in corso alla Casa delle rondini vuole approfondire uno dei pittori che, con Ernesto Treccani, Renato Guttuso, Renato Birolli e Bruno Cassinari, gravitano attorno alla rivista Corrente: Ennio Morlotti. Nel 1952, Raffaele De Grada lo include nel volume Il movimento di Corrente, tratteggiando un profilo molto arguto dell’artista. “A Brera un ribelle faceva parlare di sé, era considerato il più geniale degli allievi di Achille Funi, il più classico e pure il più picassiano.” Il ritratto prosegue avendo cura di non trascurare nessuno dei fattori che contribuiscono a delinearne la forte personalità: le umili origini, gli studi dell’arte antica, la folgorazione per lo stile di Picasso ma, soprattutto, il forte legame con la sua terra d’origine ed un animo passionale che lo spinge spesso ad abbracciare posizioni estreme in campo pittorico.
Originario di Lecco, Morlotti nel 1937, come per affrancarsi dal percorso di studi incentrato sui Maestri toscani – Masaccio, Giotto e Piero Della Francesca –  compie un viaggio a Parigi per approfondire le tendenze allora in corso nell’arte contemporanea: da Cézanne al Fauvismo sino all’Espressionismo di Soutine e di Rouaulte, restando infine folgorato al cospetto di Guernica, il capolavoro di Picasso. Gli undici dipinti e le serie di disegni, selezionati da Giorgio Seveso con la collaborazione di Aldo Mari per la mostra alla Fondazione Corrente, illustrano come Morlotti abbia rielaborato la lezione appresa in riva alla Senna, adattandola alla sua sensibilità “lombarda” sia in termini di carattere che di predilezioni tematiche. Questi lavori, realizzati nel corso dei lunghi soggiorni ad Imbersago, sulle rive dell’Adda, tra il 1955 e il 1965, trasmettono tutto il sapore della Brianza lecchese, delle sue caldi estati e della vita del paese che trascorre placida come il fiume in cui si specchia. Il colore ad olio steso denso, con ampie e nervose pennellate che lo sollevano plasticamente dalla tela quasi dà vita ad un altorilievo, come possiamo osservare in Fiori (1958): nella quasi monocromaticità del verde, la luce si riflette sugli spessi strati di pittura, rivelando il soggetto grazie all’emozionate gioco dei chiaroscuri.
Il segno vigoroso di Morlotti e la potenza del colore restituiscono a chi osserva tutto il sapore della vita rurale: in Paesaggi (1945) il semplice accostamento delle macchie ocra, gialle e verdi sono sufficienti per richiamare alla mente una calda giornata estiva, in cui le colline sembrano diventare liquide e le coltivazioni dei diversi appezzamenti si fondono tra di loro. Restiamo affascinati dalla veduta del lungofiume L’Adda a Imbersago  (1955) in cui gli alberi lussureggianti schermano il paese che sta alle loro spalle e si riflettono nelle acque cristalline moltiplicando il proprio volume. Il soggetto si ripete, lungo il trascorrere degli anni e delle stagioni, denunciando l’affezione di Morlotti per quei luoghi ove ha lasciato tracce umane e artistiche rilevanti, di cui ancora oggi permane il suo ricordo. La cittadinanza onoraria conferitagli nel 1988 dal Comune ne è la testimonianza affettuosa.
Ai dipinti sono affiancati i disegni e, come di consueto, una ricca selezione di documenti d’archivio che ripercorrono le tappe del percorso artistico negli anni oggetto della mostra oltre che i rapporti dell’autore con gli esponenti di Corrente, in particolare con Ernesto Treccani. I disegni esposti mostrano due delle tematiche più studiate e sviluppate da Morlotti: i nudi e la natura. Restiamo particolarmente affascinati da quest’ultima serie, dai cartoncini in cui, col solito tratto energico, dalla sfumatura della matita, a volte emergendo in negativo, altre marcandone con vigore i bordi, prendono corpo le spighe e le pannocchie di granoturco, i rami ed i fiori di un personalissimo erbario.

Silvana Costa

La mostra continua alla:
Fondazione Corrente
via Carlo Porta 5 – Milano
fino a venerdì 15 novembre 2013
orario: martedì, mercoledì e giovedì ore 9.00-12.30 e 15.00-18.30, venerdì ore 15.00-18.30 ingresso libero
su prenotazione sono possibili visite guidate per gruppi e scuole sia alla fondazione che alla mostra
www.fondazionecorrente.org
 
Ennio Morlotti a Imbersago
Un pittore e una comunità tra gli anni ’50 e gli anni ‘60
a cura di Giorgio Seveso
con la collaborazione di Aldo Mari
con il contributo di Fondazione Cariplo

Catalogo:
Ennio Morlotti a Imbersago.
Un pittore e una comunità tra gli anni ’50 e ‘60
testi di Giorgio Seveso e Giovanni Ghislandi
edizioni Scalpendi, 2013

Prossima tappa:
Mediateca comunale
via Camillo Benso Conte di Cavour – Imbersago (LC)
novembre e dicembre 2013

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