Esequie solenni al Teatro i

La Stagione di Teatro i si apre con una prima assoluta e l’annuncio di un addio.

Esequie solenni di Antonio Tarantino è lo spettacolo inaugurale della nuova Stagione di Teatro i di Milano.
L’ultima.
Risale infatti al 10 ottobre, a 10 giorni dal debutto di Esequie solenni, la divulgazione della triste notizia che con il 2022 avranno termine anche le attività in questo storico teatro milanese, già messo duramente alla prova dalla chiusura forzata degli anni scorsi.
Tutto ha inizio nel 1995, quando il regista Renzo Martinelli e l’attrice Federica Fracassi fondano una propria compagnia che, in quasi trent’anni, dà vita ad autentici capolavori. Nel 2004 il Comune di Milano assegna loro lo spazio di via Gaudenzio Ferrari 11 che l’anno successivo, dopo lunghi lavori, aprono al pubblico trasformato in teatro: il Teatro i. In breve tempo questo diventa il luogo di riferimento a Milano dove ammirare all’opera esponenti di punta del teatro italiano – e non solo – del calibro di Edoardo Sanguineti, Rodrigo Garcia, Stefano Massini, Forced Entertainment, Ricci/Forte, il Royal Court Theatre con Martin Crimp e Mark Ravenhill, Ontroerend Goed oltre a giovani quanto interessanti compagnie quali Motus, Masque Teatro, Fanny&Alexander, Accademia degli Artefatti o Fortebraccio Teatro di Roberto Latini, Gianluca Misiti e Max Mugnai.
Osservando dunque quel “Grazie” che Teatro i pubblica sui social viene spontaneo rispondere “No, grazie a voi per averci fatto sognare e, sognando, crescere”.
Grazie anche per questa ultima Stagione che, sebbene composta di soli sei titoli in scena dal 20 ottobre al 12 dicembre, allevierà il trauma del distacco.

Esequie solenni è la prima delle due produzioni di Teatro i in programma, la successiva è Lamentazioni per San Siro (11/16 novembre) di Angela Dematté.
Un titolo che, con il senno di poi, ha un sapore di triste premonizione.
L’opera di Antonio Tarantino diretta da Renzo Martinelli ha per protagoniste due donne, Leona e Franca, interpretate rispettivamente da Elena Arvigo ed Emanuela Villagrossi.
È il giorno del funerale di un importante uomo politico, un capo di partito che ha segnato indelebilmente la storia e la vita dell’Italia del dopoguerra. Leona, la sua compagna da molti anni, è titubante all’idea sia di partecipare alle esequie solenni sia di leggere il lungo discorso predisposto dalla segreteria di partito. Decide pertanto di chiedere consiglio a Franca che, alcuni anni prima, si è trovata in una situazione analoga alla sua.
Questa è apparentemente l’unica analogia tra le due donne.
Franca è infatti il perfetto esempio della moglie anni Sessanta: una donna che ha subordinato la vita alle esigenze del marito, la silenziosa ed elegante presenza al fianco del leader nelle occasioni pubbliche e la perfetta padrona di casa. La morte dell’uomo l’ha resa devota custode della sua memoria, relegandola per sempre nella loro casa mausoleo che la scenografia mostra logorata dallo scorrere del tempo, tanto decadente quanto opprimente.
Leona appartiene a un’altra generazione: è una figura di riferimento all’interno dello stesso partito del compagno e ora che è rimasta sola si interroga su quale possa essere il suo futuro, sia in termini politici sia amorosi. Sicuramente difenderà strenuamente la propria libertà di decisione, evitando il partito le imponga lo stesso destino di Franca.
Sono due donne di primo acchito distanti eppure, scavando lentamente, dialogo dopo dialogo, si scoprono attanagliate dagli stessi dubbi e dagli stessi timori, sviluppando un’inattesa complicità. Interessante a tal proposito il lavoro svolto dalle due interpreti nel caratterizzare i rispettivi personaggi, lasciando scivolare loro di dosso pian piano il velo nero che ne cela l’animo per rivelarne la vera essenza, tra esitazioni e diffidenza nei confronti l’una dell’altra.
Analogamente Renzo Martinelli conferisce a Esequie solenni un incedere lento e cadenzato, in un progressivo crescendo di drammaticità e colpi di scena degni di un evento destinato a restare a lungo scolpito nella mente di quanti vi presenzino. È lui tra l’altro ad aprire con solennità il sipario a svelare lentamente le due donne sul palcoscenico e il contesto che le ospita. Un eccesso di teatralità per nulla inadeguato a questo testo di Tarantino incentrato formalmente sulle dinamiche che governano la vita pubblica e privata delle figure di primo piano della politica nazionale, basate su un coacervo di convenzioni e rituali, urgenze, false necessità e bugie. Tante bugie.
Dallo sfondo emerge nel mentre con prepotenza il ruolo della figura femminile e il suo rapporto con il potere nella seconda metà del XX secolo, contrapponendo lo stereotipo domestico preponderante nell’immediato dopoguerra al processo di emancipazione degli anni Settanta, in un esercizio che oggi può forse apparire ozioso ma che, alla luce dell’involuzione in corso – supportata da un nuovo governo dalla visione sociale tutt’altro che progressista –, è più urgente che mai.

Silvana Costa

Lo spettacolo continua:
Teatro i
via Gaudenzio Ferrari 11 – Milano
fino a martedì 8 novembre 2022
www.teatroi.org

Esequie solenni
di Antonio Tarantino
regia Renzo Martinelli
assistente alla regia Diego Zanoni
con Elena Arvigo, Emanuela Villagrossi
suoni Gianluca Agostini
luci Andrea Ceriani e Beppe Sordi
costumi Lapilou
produzione Teatro i

La Stagione prosegue:
11-16 novembre
Lamentazioni per San Siro
di Angela Dematté
regia Athos Mion
con Alice Redini
produzione Teatro i

18-21 novembre
Kiva
con Eleonora Sedioli
regia Lorenzo Bazzocchi
produzione Masque Teatro

25-28 novembre
Due volte Tito
Sopravvivere alla tragedia
di Francesca Mignemi, Eleonora Paris
regia Virginia Landi
con Francesco Aricò, Diana Bettoja, Federico Gariglio, Valeria Girelli

2-5 dicembre
Benji
Adult Child Dead Child
di Claire Dowie
regia Pierpaolo Sepe
con Chiara Tomarelli
produzione ASS.CULT. INARTE

9-12 dicembre
Dall’altra parte – 2+2=?
di Putéca Celidònia
drammaturgia e regia Emanuele D’Errico
con Emanuele D’Errico, Dario Rea e Francesco Roccasecca
produzione Putéca Celidònia/Cranpi

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