Foresta Rossa

In mostra alla Fondazione Corrente disegni e modelli in scala di Foresta Rossa la suggestiva installazione di Velasco Vitali che nei prossimi mesi approderà in Triennale.La mostra in corso alla Fondazione Corrente di Milano ci sorprende svelandoci appunti del percorso creativo di un giovane artista, Velasco Vitali, prepotentemente balzato all’attenzione della critica nel 2010 con il branco di cani che compongono l’installazione Sbarco, realizzata nel 2010 a Pietrasanta. Ci chiediamo a cosa si debba la presenza di opere contemporanee in questo spazio che, sin dall’apertura, è dedicato allo studio di quel periodo di rinnovamento culturale che va dal Movimento di Corrente al Realismo. Le parole di Jacopo Muzio, curatore della mostra, ci spiegano i motivi di questa scelta: “L’interesse per l’opera di Vitali nasce dal branco di Pietrasanta. In quella mostra il branco dei cani nella chiesa di Sant’Agostino ha toccato le corde più profonde con quella sensazione che deriva dall’inconscia inquietudine da cui lo spettatore, in qualche modo, viene catturato e si ritrova…. Nelle sale intorno al Chiostro (sempre a Pietrasanta n.d.r.) quell’Attesa,una tela di dimensioni enormi, nei toni dei grigi, brulicante di presenze anonime, alienate, ci ha ricordato Un popolo di volti di Ernesto Treccani dipinto dopo la strage di piazza Fontana che, senza rimandi al luogo, suscita un senso di drammaticità rappresentando l’accalcarsi della massa di gente.”
Il percorso espositivo divide in due parti i diversi tipi di materiali presentati, raggruppando nella biblioteca le tele e ordinando sul tavolo allestito nella sala inferiore – a guisa di enorme passe-partout – gli schizzi e i bozzetti preparatori, così da proporre al pubblico un percorso di approfondimento delle idee all’origine di ogni opera, perfettamente in sintonia con un’istituzione storica e di studio quale è la Fondazione. La mostra è il preambolo di due installazioni che saranno visibili a breve: la prima, da marzo ad ottobre, sull’Isola Madre sul lago Maggiore e la seconda, dedicata alle città abbandonate, visibile in Triennale durante i mesi estivi.
Muovendoci tra i due piani dell’esposizione possiamo chiaramente individuare la ricorrenza di alcuni elementi, sia combinati tra loro che proposti singolarmente: gli alberi, la giostra e la casa sull’albero il rifugio per antonomasia di ogni bambino. Sono però i cani quelli che ci affascinano in modo particolare: abbandonando il ruolo di fedele accompagnatore dell’uomo che ha rivestito nell’arte dalla notte dei tempi, l’animale diviene qui la proiezione di sentimenti tipici del vivere della società contemporanea. Il randagio è un essere instabile, alla perenne ricerca di qualcosa (si tratti di cibo o riparo), che condivide gli spazi con i suoi simili per sola necessità denunciando un atteggiamento analogo al nostro inquieto vivere la città.
Se l’installazione concepita per le Isole Borromee è frutto di un dialogo intimo tra l’artista e la natura al fine di assecondare le suggestioni di un percorso che si snoda tra lago, terra ed edifici monumentali, il lavoro sulle città abbandonate appare invece in linea con le precedenti opere dell’artista e nelle corde di Fondazione Corrente che dedica, da sempre, iniziative allo studio delle trasformazioni urbane. Vitali, sin dalle origini, pone attenzione al reale, focalizzandosi sui grandi nuclei abitati come avviene con le vedute delle Città del Mediterraneo (1998-2010) e con Milano fantasma (2008) dove alle illustrazioni combina i testi dello scrittore milanese Michele Mari compilando un itinerario sospeso tra sogno ed esistente.
Osservando i lavori esposti nella biblioteca della Fondazione, restiamo colpiti dall’impressionante censimento delle centinaia di città abbandonate negli ultimi secoli, o in avanzato stato di decadenza, presenti nel mondo in cui la sensibilità d’artista riesce tuttavia a scorgere i germi di una possibile rinascita. Questa antologia dal sapore scientifico – forse in futuro verrà utilizzata a guisa di guida come accade oggi per Pompei ed Ercolano sepolte dal Vesuvio nel 79 d.C. – ha un sogno intrinseco: è una fonte preziosa di contenuti, di memoria, un embrione da cui partorire altre follie, costruire altre città che a loro volta diverranno il ritratto dell’incertezza, dell’instabilità e dell’utopia non realizzata. Foresta rossa, così arida, isolata, inospitale sorge appunto dalle rovine dei nuclei urbani scomparsi in seguito all’esplosione di Chernobyl, come mutazione che trascende metafisicamente la realtà portando il pubblico in una nuova dimensione urbana.

Silvana Costa

La mostra continua alla:
Fondazione Corrente
via Carlo Porta 5 – Milano
fino a martedì 16 aprile
orario: martedì, mercoledì e giovedì ore 9.00-12.30 e 15.00-18.30, venerdì ore 15.00-18.30 ingresso libero
su prenotazione sono possibili visite guidate per gruppi e scuole sia alla fondazione che alla mostra
www.fondazionecorrente.org

Velasco Vitali
Foresta rossa. Città abbandonata
a cura di Jacopo Muzio e Deianira Amico
progetto artistico e allestimento: Alexander Bellman, GRUPPO C14

Catalogo:
Foresta Rossa (a cura di Luca Molinari), Skira, 2012

Conferenze:
martedì 19 marzo 2013, ore 18.00
Milano che cambia. Passi e luoghi
reading di poesie di Giancarlo Consonni, Franco Loi, Adelio Rigamonti.
proiezione video di Francesco Fei

mercoledì 10 aprile 2013, ore 18.00
Foresta Rossa
presentazione della monografia Foresta Rossa, a cura di Luca Molinari.
intervengono: Deianira Amico, Alexander Bellman, Luca Molinari, Velasco Vitali

Mostre correlate:
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dal 23 marzo al 20 ottobre
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La Triennale di Milano
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