Gli Americani di Robert Frank

Robert Frank 1Approda, per la prima volta in Italia, il reportage realizzato on the road, negli USA di metà anni Cinquanta, da uno dei Maestri della fotografia contemporanea.

Sempre più spesso le riviste di moda si rivelano una straordinaria fucina ove si perfezionano autentici talenti della fotografia. Gordon Parks per esempio, nato nel profondo Kansas, esordisce nel mondo dei professionisti alternando ai servizi di moda reportage mirati a denunciare le condizioni di emarginazione e degrado in cui ancora vivono, alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, le persone di colore. Divenuto celebre, Parks si avvicina al mondo cinematografico, dapprima come consulente, poi come documentarista per la National Educational Television, divenendo infine regista di successo.
Sono molti i punti che accomunano la carriera di Gordon Parks a quella Robert Frank, fotografo di origini svizzere, giunto nel 1947 negli Stati Uniti. A New York ottiene un ingaggio presso la rivista Harper’s Bazaar e, in parallelo, svolge attività come freelance. Il suo talento non passa inosservato e nel 1955 è il primo autore europeo a ricevere dalla Fondazione Guggenheim una borsa di studio destinata alla realizzazione di un lavoro che racconti gli Stati Uniti. Nell’arco di un anno Frank visita quarantotto Stati, realizzando centinaia di scatti che restituiscono il sapore più vero dell’America, l’anima nascosta nei paesini dell’entroterra così come nei vicoli delle grandi metropoli. La selezione finale – in mostra sino al 19 febbraio alla galleria Forma Meravigli di Milano – consta di ottantatré strepitosi scatti che, come una ballata dal ritmo lento e melanconico, descrivono senza bisogno di didascalie il dolore di un funerale, il sapore degli hot dog mangiati caldi in un drug store, l’emozione di un rodeo, la gioia di una novella coppia di sposi ma anche la vita che scorre placidamente nei piccoli paesi. Le fotografie hanno il taglio dell’istantanea realizzata al volo per cogliere l’attimo fuggente eppure, per quanto scorciata, nessuna inquadratura è mai casuale o gratuita: osservando da vicino le singole stampe si può scoprire un’incredibile ricchezza di dettagli, un impareggiabile equilibrio compositivo, la capacità di contestualizzare la scena – sin da una prima rapida occhiata – in un preciso, quanto riconoscibile, contesto socio-territoriale. La serie completa vintage è presentata in mostra a Milano accompagnata da alcune stampe a contatto dei provini, per dimostrare quale minuzioso processo di sintesi abbia compiuto Frank sulla gran quantità di negativi prodotti, e dalle edizioni The Americans pubblicate in tutto il mondo a partire dal 1958.
Le fotografie scelte da Robert Frank per riassumere un anno di lavoro restituiscono un’istantanea degli Stati Uniti molto dura: nel 1955 la segregazione razziale divide ancora rigidamente le persone in base al colore della pelle (il 2 marzo di quello stesso anno si verifica il caso di Rosa Parks e iniziano, lentamente i primi moti di rivolta) ma anche per l’estrazione sociale. Gli americani tuttavia non si riconoscono nel reportage del fotografo di origini europee tanto che i colleghi e i critici lo stroncano drasticamente. Nel 1960, sul numero di maggio della rivista Popular Photography, ben cinque redattori si scagliano contro Robert Frank, accusandolo di restituire il ritratto un popolo di “bevitori di birra, suonatori di jukebox, gente pomposa, egoista, intollerante, attaccata ai soldi, interessata solo alla bandiera, sacrilega e insensibile”. Non deve dunque sorprendere se la selezione finale delle fotografie esce per la prima volta raccolta in volume  in Francia nel 1958: la pubblicata Robert Delpire con il titolo Les Américains, intervallando le immagini con un’antologia di testi dedicati agli States, firmati da Simone de Beauvoir, William Faulkner, John Steinbeck, Henry Miller e molti altri. È questa la consacrazione del suo lavoro di fotografo e, l’anno seguente, Grove Press lancia finalmente anche negli Stati Uniti The Americans, accogliendo il progetto originario di Frank di utilizzare l’introduzione scritta appositamente da Jack Kerouac, il cantore della Beat Generation, di cui nel frattempo è divenuto intimo amico.
Robert Frank trae ispirazione da questa intensa esperienza e nel 1959, in collaborazione con il pittore Alfred Leslie (autore dell’illustrazione che compare sul retro di copertina della prima edizione statunitense di The Americans), dirige il film considerato il capostipite del New American Cinema: Pull My Daisy, scritto e narrato da Jack Kerouac. Ma questo è l’inizio di un’altra storia.
Per i cultori del genere segnaliamo che l’edizione de Gli americani disponibile in mostra, pubblicata da Steidl (da Contrasto per l’edizione italiana) e curata da Robert Frank, utilizza scansioni digitali in tricromia delle stampe originali vintage per offrire una qualità dell’immagine nettamente superiore e due fotografie inedite.
Un ciclo di incontri e proiezioni organizzati in galleria Forma Meravigli arricchisce lo straordinario  viaggio, iniziato con la visione delle fotografie di Robert Frank, di nuove ed interessanti curiosità.

Silvana Costa

Cover_Gli_americani 2Robert Frank, Ranch market, Hollywood, 1955-56

La mostra continua:
Forma Meravigli
via Meravigli 5 – Milano
fino a domenica 19 febbraio 2017
orario: mercoledì, venerdì, sabato e domenica 11.00 – 20.00
giovedì 12.00 – 23.00
lunedì e martedì chiuso
www.formafoto.it

Gli Americani di Robert Frank
un’iniziativa di Fondazione Forma per la Fotografia in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano e Contrasto
realizzata in collaborazione con MEP – Maison Européenne de la Photographie di Parigi
promossa da Forma Meravigli
con il patrocinio del Comune di Milano

Catalogo:
Gli americani
fotografie di Robert Frank
introduzione di Jack Kerouac
Contrasto
21 x 18,5 cm, 180 pagine, 83 fotografie in bianco e nero, rilegato con sovraccoperta
prezzo 39,00 Euro
www.contrastobooks.com

Ciclo di incontri:
Prima e dopo Robert Frank
Gli Americani e la nuova visione dell’America
giovedì 19 gennaio, ore 18.30
Robert Frank e la fotografia americana
a cura di Francesco Zanot

giovedì 26 gennaio, ore 18.30
Robert Frank e il cinema
a cura di Filmidee

giovedì 2 febbraio, ore 18.30
Un viaggio americano
proiezione del film di Philippe Séclier dedicato al making of di Gli Americani di Robert Frank

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