Gospodin

Dopo il debutto al Romaeuropa Festival è in tournèe, per la prima volta in Italia, la pièce del giovane e pluripremiato drammaturgo tedesco Philipp Löhle dedicata alle vicende di un anti-eroe in lotta contro il capitalismo.

Quanto e come il denaro condiziona le nostre vite?
La risposta sembra scontata – ci si passi il bisticcio di parole – eppure non è così. Probabilmente non ci siamo mai soffermati a riflettere su quanto spesso la componente economica entri nei rapporti con le persone che ci sono care: un prestito ad un famigliare, l’esibizione dell’ultimo acquisto o la discussione con la moglie insoddisfatta del nostro impiego. Pressoché ogni relazione che intratteniamo con il prossimo è regolata dalla componete monetaria; anche le attività più disinteressate, come quelle delle associazioni no profit – volendo indagare – difendono interessi ben precisi…che tanto nobili non sono.
Sconvolgente vero? L’ansia si è già impadronita di voi? Tuttavia non vi abbiamo ancora invitato a considerare quante decisioni, piccole o grandi, ci tocchi prendere nell’arco di una giornata lavorativa: ebbene, quest’obbligo, per quanto l’attività svolta ci possa piacere, è causa di stress che, nel lungo periodo, mina l’equilibrio psichico di ciascuno di noi. In maniera diretta o tramite subdole insinuazioni, nella società capitalista i soldi sembrano essere presenti in troppa parte della nostra esistenza.
Philipp Löhle parte da queste considerazioni per dare vita a Gospodin, un eroe anti-capitalista contemporaneo, protagonista della pièce dolce-amara con cui l’autore tedesco debutta nel 2008 nel mondo del teatro, ottenendo numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Giovane Drammaturgo della Federation of German Industry. Gospodin persona estremamente pacata ed accomodante, arriva ad abbracciare la decisione di rendersi assolutamente indipendente dal denaro a causa di un’infelice concatenazione di eventi. Tutto ha inizio la mattina in cui Greenpeace ottiene gli venga sequestrato l’amato lama, unica sua fonte di guadagno, con l’accusa di maltrattamento: eppure loro si limitano a passeggiare per città! La sorte sembra accanirsi ancor più quando la fidanzata lo lascia, portando con sé il letto in cui dormivano insieme. Gospodin, irato e confuso, si mette allora a corre senza meta per la città,  cercando di sfuggire alla pressione di una situazione che non vuole accettare e, in fondo, anche da sé stesso. Stanco, rientra nell’appartamento ormai vuoto e lì, buttato su un giaciglio creato con il fieno del lama, ha una sorta di illuminazione: decide di ribellarsi alle convenzioni sociali e portare avanti la sua originale forma di protesta, nella speranza di sentirsi finalmente libero. Scrive entusiasta i principi del suo nuovo stile di vita sui muri della cucina e si impone di utilizzare il baratto come unica via per entrare in possesso di cibo e altri beni, evitando così anche lo stress derivante dal lavoro. Contraddicendo lo scetticismo generale, il nuovo percorso di vita sembra procedere con successo, complice – come qualcuno ironicamente insinua – l’assoluta mancanza di denaro nelle tasche di Gospodin. Peccato che l’equilibrio, tanto faticosamente raggiunto, stia per essere nuovamente stravolto dall’arrivo di un misterioso uomo con la sciarpa blu ed una valigetta.
Si ride molto al Teatro Menotti, complice la schiera di bizzarri personaggi che circondano Gospodin, tutti mirabilmente interpretatati da Marcello Prayer e Valentina Picello che rivelano sorprendenti doti da trasformisti. L’artista, il direttore del supermercato, la fidanzata, la madre, i poliziotti sono solo alcune delle figure che, seppur cerchino di piegare Gospodin alla razionalità del loro modo di pensare, in realtà sono persone insicure, fragili che, a differenza del protagonista della storia, non hanno il coraggio di ammettere – a sé stessi ed agli altri – di stare sbagliando.
Si sorride accondiscendenti però anche quando Gospodin espone le sue teorie perché ci sovvengono alla memoria decine di trattati sull’economia socialista e comunista che, quando applicati, hanno prodotto risultati fallimentari. Eppure, riflettendo attentamente – soprattutto sull’epilogo della storia – Gospodin ci offre l’opportunità di guardare il mondo da un’altra angolazione, dimostrandoci come, solamente imponendo limiti all’azione, l’essere umano riesca a sviluppare risorse inattese, sentendosi  così libero ed appagato.
La messa in scena dello spettacolo è mirabile. Il testo alterna sketch di grande comicità a distillati di pura poesia che ci trasportano, sulle ali degli ideali più nobili, nel mondo surreale di Gospodin. Le musiche di Gianfranco Tedeschi e Stefano Cogolo sono il necessario complemento alla narrazione, sottolineandone ogni passaggio e, in particolare, riuscendo magistralmente ad avviluppare gli spettatori in quella stessa ansia che attanaglia Gospodin. Giorgio Barberio Corsetti dirige con la meticolosità di un direttore d’orchestra il viavai di personaggi in scena, assicurandosi il perfetto sincrono tra la recitazione e la proiezione dei video che animano i grigi pannelli della scenografia, rendendoli elementi chiave del racconto. Nulla da aggiungere se non, come fa ad ogni replica il pubblico in sala, un lungo applauso a Claudio Santamaria che riesce a dare vita, in modo estremamente convincente, ad un eroe sospeso tra sogno e realtà. Anche questa volta Santamaria ha scelto di farsi coinvolgere nella sfida di portare in scena un testo contemporaneo, controverso e poco noto al grande pubblico, invece di ripararsi sotto la rassicurante egida dell’ennesimo testo classico: onore al coraggio della scelta, premiata dalla calda accoglienza di pubblico ed addetti ai lavori.

Silvana Costa

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Menotti
via Ciro Menotti 11 – Milano

fino a domenica 25 gennaio 2015
www.teatromenotti.org
 
Gospodin
di Philipp Löhle
regia di Giorgio Barberio Corsetti
con Claudio Santamaria, Marcello Prayer e Valentina Picello
traduzione di Alessandra Griffoni a cura del Goethe Institute
scene di Giorgio Barberio Corsetti e Massimo Troncanetti
costumi di Francesco Esposito
luci di Gianluca Cappelletti
graphics di Lorenzo Bruno e Alessandra Solimene
video di Igor Renzetti
musiche di Gianfranco Tedeschi e Stefano Cogolo
regista assistente Fabio Cherstich
prodotto da Fattore K. / L’UOVO Teatro Stabile Di Innovazione
in collaborazione con Romaeuropa Festival
www.teatroluovo.it
www.fattorek.net
 
Tournée
5 febbraio, Padova
6 febbraio, Verona
7 febbraio, Vicenza

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