Jentu

JENTU 2Debutto nazione al Pim Off per il nuovo spettacolo di Zerogrammi ispirato al capolavoro di Miguel De Cervantes.

Era già l’ora che volge il disio / ai navicanti e ‘ntenerisce il core / lo dì c’han detto ai dolci amici addio; / e che lo novo peregrin d’amore / punge, se ode squilla di lontano / che paia il giorno pianger che si more” (Purgatorio, VIII, 1-6). Il crepuscolo, come canta Dante, è il momento della giornata in cui più languidamente ci si abbandona ai pensieri. Una donna, dopo una giornata trascorsa tra mille occupazioni, si sofferma con un certo struggimento a contemplare il sole che tramonta all’orizzonte, lasciando che la mente galoppi tra desideri e rimpianti, in attesa che giunga il momento di accendere la lampada che l’accompagnerà nelle incombenze serali. Un viaggiatore avanza nella pioggia attirando la sua attenzione. La donna resta colpita dalla libertà che rende i suoi passi leggeri. La lampada può attendere mentre lei raggiunge il viandante, incarnazione dei suoi desideri di evasione dalla quotidianità, di esplorazione di luoghi inattesi e di scoperta di emozioni nuove.
Jentu è il titolo scelto per questo nuovo spettacolo di danza realizzato da  Zerogrammi in collaborazione con PimOff e LUFt casacreativa. Il termine in dialetto salentino significa vento e, sul palcoscenico, acquisisce una duplice valenza. Metaforica: è l’irrequietezza che spinge la protagonista a lasciare il rassicurante tepore domestico per avventurarsi fuori casa nella notte, alla ricerca dei propri sogni. Reale: i corpi fluttuano leggeri nell’aria come uccelli che sfruttano il favore delle correnti ascendenti per sconfiggere la forza di gravità.
Stefano Mazzotta autore, regista e coreografo di Jentu afferma che la performance vuole essere una rilettura di Don Chisciotte della Mancia, il romanzo capolavoro di Miguel De Cervantes. Tuttavia il riferimento si rivela troppo distante dall’esito creativo di Mazzotta: egli manda la protagonista all’inseguimento dei propri sogni priva della potente arma dell’ironia che caratterizza l’eroe secentesco. Arma che ha reso Don Chisciotte uno tra gli eroi più amati di tutti i tempi. Il passo a due emoziona per la forte carica poetica dell’incipit ma poi, come un disco rotto, si perde in quella che sembra l’ossessiva ripetizione della stessa emozione, sottolineata dal monotono cadere della pioggia. Nessun prigioniero nel bosco da liberare; nessun gigante da sconfiggere; nessun esercito da sbaragliare; nessun gesto folle, platealmente destinato al fallimento ma non per questo affrontato con minore slancio. Un loop che non cattura né raggiunge alcun climax.
Fortunatamente, il viaggio nel mondo dei sogni deve volgere al termine e il ritorno al focolare marca un cambio narrativo. La platea, alla fine, si scuote dal torpore. Peccato. Perché lo spettacolo nel complesso emoziona e coinvolge, confermando la fervida vena creativa e performativa di Zerogrammi che, sin dalla sua creazione nell’ormai lontano 2006, riesce a raccontare in modi suggestivo i piccoli gesti quotidiani.

Silvana Costa

Lo spettacolo è andato in scena:
Pim Off
via Selvanesco 75 –  Milano
fino 23-24-25 maggio 2016
www.pimoff.it

Jentu
una riscrittura dal Don Quijote di Miguel De Cervantes

progetto, regia e coreografia Stefano Mazzotta
creato con Chiara Guglielmi
collaborazione all’allestimento e drammaturgia Fabio Chiriatti
luci Stefano Mazzotta, Alberta Finocchiaro
produzione Zerogrammi
coproduzione PimOff, LUFt casacreativa
con il sostegno di Regione Piemonte, MIBACT Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo
debutto nazionale
www.zerogrammi.org

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