Joakim Kocjancic e Sebastião Salgado

Due mostre di fotografia allestite al Forma di Milano, una del giovane Joakim Kocjancic e l’altra del maestro Sebastião Salgado (visitabile in contemporanea anche al Museo dell’Ara Pacis di Roma), prendono a prestito concetti dalla Sacra Bibbia per descrivere la potenza e la suggestione delle immagini.A Forma si moltiplicano gli appuntamenti con la grande fotografia, lasciando spazio sia a indiscussi maestri  sia a giovani talenti che si avventurano con successo lungo nuove strade espressive.
Joakim Kocjancic, artista trentenne, cresciuto a Milano ma con origini per metà svedesi, ha condotto un interessante reportage per le vie di Stoccolma, facendo emergere il lato oscuro di questa capitale nordeuropea. Paradise è un documento artistico sospeso tra sogno (a tratti sembrerebbe meglio definirlo incubo) e quotidianità, in cui le istantanee sembrano catturare un mondo parallelo, restituendoci visioni oniriche molto lontane dagli stereotipi che associamo a quella città. L’immancabile ritratto dei reali ad un evento di gala è sfocato, la realtà si dissolve e il visitatore si ritrova ad osservare la fitta vegetazione tropicale, con tanto di ponte di corde sospeso; avanzando nella sala espositiva si materializzano gli elefanti del circo, un cowboy che si è perso in metropolitana e la regina di cuori (o forse, più probabilmente, di piche).
Kocjancic ha percorso Stoccolma in lungo ed in largo, dall’alto dei palazzi da cui ha scattato le vedute panoramiche alle gallerie della metropolitana giocando con inquadrature ambigue al punto da suggerirci letture bizzarre della realtà in cui si imbatte. Sono indubbiamente immagini complesse, in cui si stratificano innumerevoli livelli di lettura, carichi di simboli e rimandi storico-culturali: il mare dei cartelloni pubblicitari, le facciate dei palazzi riflesse sul cofano di un’automobile, le insegne che promettono il Paradiso. Il Paradiso citato nel titolo però altro non è che un mondo illusorio, in cui le persone in carne ed ossa si muovono silenziose come fantasmi, creato ad uso pubblicitario e divulgato insistentemente col risultato di creare un cortocircuito nelle persone tra realtà e sogno generando l’interrogativo posto a inizio del percorso espositivo: “lost or found?” (perso o ritrovato?) Non è che magari si tratta dell’Inferno?
Kocjancic spiega che con questo progetto, ideato nel 2006, ha voluto realizzare una sequenza di istantanee dirette, intuitive ed istintive rimandando la parte riflessiva alla fase di stampa: nel silenzio della camera oscura, l’artista ha la possibilità di evidenziare i diversi livelli di lettura della fotografia, conferendo all’insieme un tono grottesco, degno di certi film di Federico Fellini. Fotografare e stampare divengono dunque azioni di pari importanza per il conseguire il prodotto finale.
Al romano Museo dell’Ara Pacis è in scena il suggestivo spettacolo di Genesi, l’ultimo grande lavoro di Sebastião Salgado, il più importante fotografo documentario dei giorni nostri. La mostra offre uno sguardo appassionato, teso a sottolineare la necessità di salvaguardare il pianeta, di cambiare il nostro stile di vita, di conquistare una nuova armonia, di assumere comportamenti più rispettosi della natura e di quanto ci circonda. Si tratta di un evento colossale, composto da oltre 200 stampe, suddivise in cinque sezioni secondo le zone geografiche in cui sono state realizzate: il Pianeta Sud, i Santuari della Natura, l’Africa, il grande Nord, l’Amazzonia e il Pantanàl. Il catalogo è un imponente volume di 520 pagine, per quasi quattro chilogrammi di peso; lungo il percorso di visita  è  prevista una tappa di sosta per vedere il film Sebastião Salgado. Fotografie che offre una selezione dei progetti precedenti intrapresi da Salgado; segnaliamo che alla Galleria Forma di Milano è possibile ammirare circa una trentina tra le immagini più emozionanti esposte a Roma.
Genesi è il frutto di otto anni di lavoro ed oltre trenta campagne fotografiche; presenta visioni forti del nostro pianeta dove l’imponenza degli scenari incontaminati, plasmati da millenni di erosione, combinata alla suggestione dei raggi del sole che squarciano lo spesso strato di nubi caricano il contesto di pathos, suggeriscono l’idea di trovarsi al cospetto dell’atto creativo divino. Il pubblico ammira estasiato queste porzioni della superficie terrestre dove la natura regna ancora sovrana: le foreste tropicali, le distese desertiche, i movimentati paesaggi polari e alcune isole, come il Madagascar, la Papua Nuova Guinea e i territori degli Irian Jaya, definite da Lélia Wanick Salgado – curatrice della mostra oltre che collaboratrice e moglie del fotografo – “i santuari del pianeta” per la particolarissima biodiversità che custodiscono. Stringendo il campo, l’obiettivo cattura scene di vita quotidiana degli animali e degli umani che abitano queste terre, in perfetta simbiosi con la natura. Scorrono davanti gli occhi del pubblico, oltre ai simpatici pinguini, ai rettili preistorici ed alla corsa di un elefante, le attività delle tribù indigene dove ritroviamo la poesia dei gesti compiuti dai nostri nonni, in un’epoca in cui coltivare era ancora un rapporto intimo di amore, fatica e rispetto tra l’uomo e la terra.

Silvana Costa

Le  mostre continuano:
Forma
piazza Tito Lucrezio Caro, 1 – Milano
orari martedì-domenica 10-20; giovedì 10-22; lunedì chiuso
www.formafoto.it

Paradise
fotografie di Joakim Kocjancic
fino a domenica 23 giugno

Museo dell’Ara Pacis – Nuovo spazio espositivo Ara Pacis
Lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli) – Roma
orario martedì – domenica 9 -19, giovedì ore 9 – 22, chiuso il lunedì
la biglietteria chiude un’ora prima
fino a domenica 15 settembre
www.arapacis.it
www.museiincomuneroma.it

Forma Galleria
piazza Tito Lucrezio Caro, 1 – Milano
orari martedì – venerdì ore 10-19, sabato ore 12-18 e su appuntamento
fino a venerdì 6 settembre
www.formagalleria.com

Genesi
Fotografie di Sebastião Salgado
realizzata da Amazonas Images
prodotta da Contrasto e Zètema Progetto Cultura
a cura di Lélia Wanick Salgado

Catalogo
Sebastião Salgado. GENESIS
a cura di Lélia Wanick Salgado
editore: Taschen
520 pagine, copertina cartonata, 24,3×35,5 cm
prezzo 49,99 Euro

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