La magnifica preda

Nella perfetta cornice della Camera delle Arti – all’interno della Villa Medicea di Buti – una Marilyn in disfacimento racconta gli ultimi fuochi di una star al tramonto.

Magnifica come Lorenzo, MM non poteva scegliere – come luogo d’elezione per confessare gli ultimi pensieri, le umiliazioni e i sogni di una vita à bout de souffle – niente di più adatto della Villa Medicea di Buti: sontuosa, sinuosa e un po’ decadente come le fulgide star della Hollywood anni 50.
Su un letto disfatto, tra profumi e balocchi, Marilyn si racconta: qualche sprazzo di vita vissuta (come gli amori per JF e Bob Kennedy che, per destino o casualità, non le sopravviveranno a lungo) e molti voli pindarici tra emozioni contrastanti e pensieri in libertà.
L’ambientazione in villa aggiunge veridicità alla situazione: Marilyn si muove tra il bagno – del quale intravediamo uno specchio e dal quale sentiamo provenire il rumore di una doccia (che giustifica poi una MM nuda, avvolta in un asciugamano) o di uno sciacquone – e la camera da letto, dove siede il suo pubblico che sembra spiarla nell’intimità, ascoltare la sua confessione con piglio voyeuristico.
Ne emerge un quadro piuttosto fedele all’originale e alquanto sfaccettato, al quale manca forse un pizzico di incosciente ingenuità: tra i numeri che scandivano l’esistenza della diva ci si è dimenticati di quelle 2 gocce di Chanel n° 5 che ne definiscono il personaggio proprio perché impudiche, infantili ma profondamente sincere come lei.
Difficile immaginare lo spettacolo in una cornice diversa: l’intimità tra spettatore e personaggio è fondamentale e la suggestione che riesce a ricreare una stanza reale all’interno di un luogo storico si sposa perfettamente a questo tentativo – in gran parte riuscito – di farci toccare con mano forse l’ultima stella di un Paese, gli Stati Uniti, che da lì a poco avrebbe perso la sua innocenza fasulla per scoprire di essere razzista, minato dalle disuguaglianze e guerrafondaio.

Simona M. Frigerio e Luciano Uggè

Per il ciclo Piccoli fuochi in villa, lo spettacolo è andato in scena:
Villa Medicea
via Castel Tonini – Buti
giovedì 2 ottobre, ore 21.30
e replica, ore 22.30
www.villamedicea.it

Bye Baby Suite
interpretazione e regia Alessia Innocenti
testo Chiara Guarducci
40 minuti in camera con Marilyn
 
il prossimo appuntamento:
giovedì 9 ottobre, ore 21.30
Brendulo, ovvero il Che Guevara delle colline
di e con Silvia Frasson
musiche eseguite in scena da Stefania Nanni

Share
Questa voce è stata pubblicata in 2014, Pisa, Villa Medicea e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

I commenti sono chiusi.