La trilogia della villeggiatura

Debutta al Teatro Leonardo di Milano la nuova produzione firmata Quelli di Grock: La Trilogia della Villeggiatura, un trittico di commedie firmate Carlo Goldoni che narrano la partenza, le avventure e il ritorno dalla villeggiatura.
I testi teatrali di Carlo Goldoni, così come quelli di Shakespeare, si prestano ad essere trasposti nel tempo e nello spazio, mantenendo assolutamente invariati il copione e l’effetto coinvolgente sul pubblico, come dimostra lo spettacolo in scena al Teatro Leonardo di Milano. Si tratta del debutto nazionale de La Trilogia della Villeggiatura, lanuova produzione di Quelli di Grock, un gruppo storico di artisti che propongono un modo di fare teatro basato, oltre che sull’irrinunciabile perizia interpretativa, anche su una forte fisicità in scena.
La divertente commedia riassume in un’unica serata il trittico composto in origine da: Le smanie per la villeggiatura, Le avventure della villeggiatura e Il ritorno della villeggiatura in cui si narrano – citiamo le parole dello stesso Goldoni – i “pazzi preparativi, la folle condotta e le dolorose conseguenze” messi in atto da un gruppo di amici, tramutati dall’autore in uno studio sull’uomo e sugli uomini. Non è raro assistere alla rappresentazione dei tre testi accorpati, limando solamente le parti introduttive, che servivano a ricordare agli spettatori cosa era accaduto “nelle puntate precedenti”, rispettando la sequenza delle spassosissime battute. Nello stendere l’adattamento per questa nuova versione, Valeria Cavalli e Claudio Intropido – colonne portanti della compagnia sin dalle sue origini – hanno collocato le vicende nell’Italia degli anni ’60, quando la borghesia, ripresasi dai sacrifici connessi al conflitto mondiale, pensa spensierata ad apparire al meglio nel corso delle irrinunciabili ferie estive. In un tripudio di gonne a ruota, vezzosi copricapo, occhialoni da diva, fili di perle, colori sgargianti e canzonette dell’epoca, rivivono gli escamotage di Leonardo (Simone Severgnini) per andare in villeggiatura con la bella Giacinta (Clara Terranova), sfoggiando una ricchezza che in realtà non possiede, al fine di mettete in ombra Guglielmo (Francesco Alberici), il detestato rivale in amore. Nel triangolo amoroso in breve si inseriscono anche Vittoria (Sabrina Marforio), la sorella di Leonardo, e Filippo, il padre di Giacinta che su chi debba essere il futuro consorte della figlia sembra avere le idee chiare. A corollario si muovono tanti altri buffi personaggi, ciascuno a corto di soldi ma sicuro che quella villeggiatura possa cambiare le sorti di vita o con un buon matrimonio o con le vincite al gioco; in realtà l’unica cosa certa è che, al ritorno, troveranno una lunga fila di creditori impazienti ad attenderli. C’è Ferdinando (Andrea Robbiano) il perfetto parassita in tenuta marinaresca, animatore della combriccola di amici e buon giocatore; c’è Sabina, la vecchia zia di Giacinta, interpretata da Cristina Liparoto acconciata come Wanda Osiris che, come lei, attraversa enfatica il palcoscenico, attirando l’attenzione – e non solo quella – di Ferdinando. L’aspetto più gustoso delle commedie goldoniane sono indubbiamente le figure dei servi impertinenti che si prodigano per soddisfare ogni desiderio del padrone – non trascurando il proprio tornaconto – a costo di mentire, portando messaggi amorosi, riferendo i pettegolezzi raccolti in giro e cercando di contenere la totale dissipazione delle fortune. A sottolinearne la differenza di classe sociale, elemento sempre presente nelle opere di Goldoni, Cavalli ed Intropido hanno lasciato che le parti della servitù fossero recitate con un coloritissimo accento veneziano, rendendo così ancor più memorabile l’interpretazione di Jacopo Fracasso e Francesca Dipilato.
Il cast si dimostra, come sempre, estremamente affiatato e, grazie anche alla sapiente regia di Valeria Cavalli e Claudio Intropido, la concertazionecomica de La trilogia della villeggiatura è garantita; azioni e battute sono sottolineate dalle musiche originali di Gipo Gurrado mentre i costumi di Anna Bertolotti ci fanno rivivere appieno la magia degli anni ’60. Un ulteriore plauso a Claudio Intropido, ma questa volta per il suo ruolo di scenografo e light designer, per il cumulo di valige e bauli del primo atto e la leggiadria degli arredi da esterno in ferro battuto che, da soli, basterebbero a raccontare una storia di viaggio ed eleganza.

Silvana Costa

Lo spettacolo continua:
Teatro Leonardo Da Vinci
Via Ampère, 1 – Milano
fino a domenica 12 maggio
orari da martedì a sabato 20.45; domenica 16.00; lunedì riposo
www.teatroleonardo.it

La trilogia della villeggiatura
autore da Carlo Goldoni
adattamento Valeria Cavalli, Claudio Intropido
con Francesco Alberici, Antonio Brugnano, Pietro De Pascalis, Francesca Dipilato, Jacopo Fracasso, Cristina Liparoto, Sabrina Marforio, Andrea Robbiano, Simone Severgnini, Clara Terranova
regia Valeria Cavalli, Claudio Intropido
produzione Quelli di Grock
assistente regia Pietro De Pascalis
musica Gipo Gurrado
costumi Anna Bertolotti
scenografia e luci Claudio Intropido
trucco Beatrice Cammarata
direzione di produzione Daniela Quarta
musiche eseguite da Valentino Finoli – sassofoni e clarini, Gipo Gurrado – chitarre, Lorenzo Mondinari – sassofoni, Mell Morcone – pianoforte, ALex Orciari – contrabbasso, Lucio Sagone – batteria
durata 120 minuti
www.quellidigrock.it

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