La feroce caricatura della borghesia francese di metà Ottocento offerta dai vaudeville di Eugène Labiche non cessa di divertire il pubblico. Lo dimostra la nuova messa in scena di La cagnotte prodotta da Comteatro, in replica al Teatro Litta a Milano.
Il Teatro Litta di Milano ospita sino a domenica 18 gennaio La cagnotte. Labiche avec le coeur, un divertente vaudeville scritto nel 1864 da Eugène Labiche con l’ausilio del librettista Alfred Delacour.
La cagnotte del titolo è la cassa comune dove sei amici, ogni volta che si ritrovano per giocare a carte, versano una percentuale dei soldi vinti. Partita dopo partita nel tempo si accumula una bella somma e, al termine di una votazione, la maggioranza decide di spenderla per un viaggio a Parigi. Un viaggio che consentirà a ciascuno di loro di realizzare un sogno o di togliersi un capriccio: mangiare in un ristorante di classe, andare a un gran ballo, comprare finalmente una zappa o recarsi da una famosa sensale per coronare il sogno di sposarsi. Le aspettative verranno in parte deluse perché gli amici – solo cinque perché uno arriva tardi in stazione e perde il treno – una volta giunti nella capitale hanno amare sorprese, cadendo in fraintendimenti e imbrogli, perdendo parte del denaro e ritrovandosi in gendarmeria. L’ottimismo, la speranza e le idee – più discutibili che buone – tuttavia non vengono mai meno, conducendoli al tanto sospirato lieto fine.
Labiche è magistrale nell’inanellare una serie di bizzarre situazioni, ironizzando sulla dabbenaggine dell’abitante della provincia che, una volta in città, nonostante si dia grandi arie da persona forbita, finisce preda di disonesti figuri. La cagnotte è una feroce satira della società del tempo, giocata sulla continua contrapposizione di valori e stili di vita: città e campagna, semplicità e scaltrezza, candore e menzogna, amore e denaro.
Una satira di quello che, in fondo, è il principale pubblico dei vaudeville: la ricca e frivola borghesia cittadina.
Una satira capace di rendere Eugène Labiche uno degli autori francesi più amati e rappresentati sin dal debutto delle prime opere alla fine degli anni Trenta dell’Ottocento.
La messa alla berlina della semplicità di modi e sentimenti del gruppo di amici, interpretato da Umberto Banti, Carola Boschetti, Cinzia Brogliato, Antonio Brugnano, Michele Clementelli e Riccardo Dell’Orfano – elencati in rigoroso ordine alfabetico e non certamente di merito –, è enfatizzata sia dalle goffe movenze degli attori sia dalle soluzioni adottate da Beatrice Cammarata per il trucco e da Vittoria Papaleo e Rossella Annicchiarico per i costumi a renderli buffi sino al limite del grottesco. In un simile contesto, per contrasto, spicca Enrico Ballardini, ora nel ruolo del cameriere con i baffi impomatati e i modi affettati, ora in quello della scaltra sensale che vede in ogni coppia combinata non la nascita di un amore quanto un affare riuscito e ottima pubblicità.
I cinque atti dell’originale in questa produzione firmata da Comteatro sono accorpati in un atto unico di oltre due ore, imponendo a Papaleo e Annicchiarico di concepire una scenografia fatta di elementi semplici e mobili da far ricomporre dagli attori velocemente, a sipario aperto, senza perdere il ritmo della narrazione, per dar vita ad ambientazioni sempre diverse, a far da sfondo a nuove disavventure dei protagonisti.
Gipo Gurrado e Stefano Piro sono gli autori di musiche e canzoni dal ritmo incalzante e con il ritornello orecchiabile che, come da tradizione, movimentano ogni vaudeville.
La turbinante alternanza di recitato e cantato, le situazioni surreali che si vengono a creare, la vivace recitazione e la bizzarra caratterizzazione dei personaggi fanno indubbiamente di La cagnotte uno spettacolo divertente e coinvolgente. Centotrentacinque minuti tuttavia sono decisamente molti e, nonostante il ritmo brioso conferitogli dal regista Claudio Orlandini, a un certo punto subentra la noia. Noia da scene forse troppo lunghe e da situazioni troppo simili tra loro, reiterate talmente tante volte da sembrare infinito.
Una pecca indubbiamente importante per quanto non sufficiente a mettere in ombra la bella prova offerta da Enrico Ballardini, Umberto Banti, Carola Boschetti, Cinzia Brogliato, Antonio Brugnano, Michele Clementelli e Riccardo Dell’Orfano. Il pubblico in sala ride, applaude a scena aperta e canta con loro i ritornelli delle canzoni dimostrando, a distanza di quasi due secoli, la capacità dei testi di Labiche e del vaudeville in genere di offrire momenti di gioia, distraendo dalle seccature della quotidianità.
Silvana Costa
Lo spettacolo continua:
Teatro Litta
corso Magenta 24 – Milano
fino a domenica 18 gennaio 2026
orari: martedì – sabato 20.30
domenica 16.30
www.mtmteatro.it
La cagnotte
Labiche avec le coeur
di Eugène Labiche
con Enrico Ballardini, Umberto Banti, Carola Boschetti, Cinzia Brogliato, Antonio Brugnano, Michele Clementelli, Riccardo Dell’Orfano
regia Claudio Orlandini
trucco Beatrice Cammarata
canzoni e musiche Gipo Gurrado, Stefano Piro
scene e costumi Vittoria Papaleo, Rossella Annicchiarico
produzione Comteatro
durata: 100 minuti

