Carrozzeria Orfeo torna a Milano con una nuova dark comedy, riuscita e coinvolgente come non accadeva da tempo. Gabriele Di Luca utilizza una volta ancora dialoghi taglienti e situazioni paradossali, resi magistralmente in scena da un cast tutto al femminile, per denunciare le problematiche che affliggono la contemporaneità.
Carrozzeria Orfeo dal 21 al 26 aprile è in scena al Teatro Elfo Puccini di Milano per l’ultima tappa del tour del nuovo spettacolo: Misurare il salto delle rane.
La storia è ambientata in un piccolo paese di pescatori, compresso tra il lago dalle acque buie e profonde e la palude. È la fine degli anni Ottanta, il telefono funziona solo con la linea fissa e Internet non ha ancora trasformato il mondo in un villaggio globale. Bella la scenografia ideata da Enzo Mologni, ricreando l’atmosfera rurale che si respira nei borghi ancora segnati dal forte connubio tra uomo e natura.
La vita scorre lentamente e uno dei pochi eventi capace di vivacizzare il paese, richiamando persone persino dall’altra sponda del lago, è l’annuale competizione di salto delle rane e Betti, una delle tre protagoniste, non vede l’ora di parteciparvi con il suo Froggy.
Betti abbina un carattere fumantino a un cuore tenero e a grande generosità: Chiara Stoppa è eccezionale nel renderne l’irruenza dei modi, i repentini cambiamenti di umore e l’affrontare la vita un giorno alla volta, senza progetti per il futuro che vadano oltre la data della gara di salto delle rane. È un approccio adolescenziale che crea grande ansia a Lori (Elsa Bossi), la donna con cui convive e che chiama zia, appellandosi alla figlia di lei con “mia sorella”: quale sia il reale legame tra di loro lo si scopre man mano la storia avanza. Sin dall’inizio si percepisce tuttavia il grande dolore che le accomuna, originato dalla tragedia accaduta vent’anni prima. Un evento dalle ragioni ignote ma di cui, in modo diverso, si sentono entrambe responsabili, rendendo loro pesante vivere e convivere.
Noemi Apuzzo interpreta Iris, una forestiera con una missione assegnatale dal destino da compiere in quello sperduto angolo di mondo. Lì, seduta su una panchina in riva al lago, immersa nella quiete – salvo quando Betti decide di andare a farle compagnia –, la donna ha modo di pensare alla propria vita, alle scelte sino ad allora compiute e a quali sia giunto il momento di compiere.
Tre donne afferenti a diverse generazioni, ciascuna coinvolta nella tragedia attorno cui si sviluppa la storia, in grado di ritrovare la serenità solo quando decidono di condividere almeno parte del peso che preme sui loro cuori. Gabriele Di Luca descrive Misurare il salto delle rane come “un viaggio nell’intimità di tre esistenze femminili che si specchiano l’una nell’altra e che, in modo diverso, rifiutano etichette imposte dall’esterno. Tre età, tre mondi, tre stagioni della vita che intrecciano le loro esistenze, scavate da lutti e assenze, ma anche da rinascite, alleanze e complicità profonde”.
L’autore con poche battute e il meticoloso lavoro di regia, condotto insieme a Massimiliano Setti, riesce a restituire un approfondito ritratto psicologico delle protagoniste sebbene Misurare il salto delle rane non si configuri come un dramma psicologico quanto come un’indagine poetica e tragicomica sulla condizione umana contemporanea, virando nel finale al genere della dark comedy. È una celebrazione della forza delle donne contrapposta alla debolezza delle figure maschili incontrate dalle protagoniste. Battute brillanti, situazioni surreali, riflessioni cervellotiche, denuncia sociale e suspense sono intervallati da momenti di assoluto lirismo, giocati solo sulla componente fisica della recitazione e sottolineati dalle musiche originali composte da Massimiliano Setti che da sempre accompagnano le produzioni di Carrozzeria Orfeo.
Gabriele Di Luca, dopo una serie di commedie non particolarmente convincenti, con Misurare il salto delle rane sembra aver ritrovato la ricetta per quel perfetto equilibrio tra dolore e caustica comicità, infarcito di situazioni paradossali e battute spiazzanti, che ha reso Thanks for Vaselina un autentico capolavoro. Di Luca ha inoltre abbandonato il brutto vizio di raccontare cosa il futuro riservi ai personaggi una volta concluse le vicende oggetto dello spettacolo, lasciando finalmente al pubblico il piacere di fantasticare in merito.
La commedia è molto ben bilanciata, sfacciata e divertente, pur ponendo una serie di importanti spunti di riflessione, in particolare in merito ai rapporti distorti tra uomini e donne: è proprio nei meccanismi famigliari sfilacciati e degenerati che va cercata l’origine della ruvidezza dei modi di Betti e Lori. Ottime Noemi Apuzzo, Elsa Bossi e Chiara Stoppa nel valorizzare il testo di Gabriele Di Luca, rivelando una notevole duttilità interpretativa, spaziando dal dramma famigliare alla commedia, creando un gruppo compatto e perfettamente allineato con i ritmi dettati dai due registi. Gabriele Di Luca e Massimiliano Setti conferiscono infatti a Misurare il salto delle rane un ritmo sinusoidale, alternando spaccati di quotidianità – spesso restituiti con la mera sequenza di gesti evocativi di origine ancestrale – con colpi di scena, rivelazioni o una nuova peripezia di Betti.
Misurare il salto delle rane alla pari degli ultimi spettacoli della compagnia è stato accolto dal pubblico milanese con grande entusiasmo. È forse ancora possibile trovare un biglietto per svelare le origini della tragedia e scoprire se Froggy riesce a vincere la gara di salto.
Silvana Costa
Lo spettacolo continua:
Teatro Elfo Puccini – Sala Shakespeare
c.so Buenos Aires 33 – Milano
fino a domenica 26 aprile 2026
orari: martedì – sabato 21.00
domenica 16.30
www.elfo.orgMisurare il salto delle rane
uno spettacolo di Carrozzeria Orfeo
drammaturgia Gabriele Di Luca
regia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti
con Noemi Apuzzo, Elsa Bossi, Chiara Stoppa
assistente alla regia Matteo Berardinelli
musiche originali Massimiliano Setti
scene Enzo Mologni
costumi Elisabetta Zinelli
produzione Fondazione Teatro Due, Accademia Perduta/Romagna Teatri, Teatro Stabile d’Abruzzo, Teatri di Bari e Fondazione Campania dei Festival – Campania Teatro Festival in collaborazione con Asti Teatro 47
durata 1 ora e 30 minuti

