Mutuo soccorso

Al Teatro Parenti di Milano debutta la nuova commedia di Francesco Brandi incentrata sull’incontro/scontro di quattro personaggi – e di un cane – che dovranno imparare come superare insieme le rispettive solitudini.

Aristotele sostiene che “l’uomo è un animale sociale”, portato ad aggregarsi ai suoi simili e a dar vita a una comunità dove gli individui si supportino mutualmente. La convivenza non è tuttavia facile. In realtà non lo è mai come testimoniano le violente liti tra vicini o famigliari che puntualmente assurgono agli onori di cronaca.
Inutile cercare di essere sempre sorridenti, disponibili e concilianti perché comunque, prima o poi, si finisce invischiati in una discussione per l’alto volume del televisore, i bambini che giocano in cortile o il portone d’ingresso dimenticato aperto una volta di troppo. Analogamente, all’interno di una coppia, è necessario scendere a compromessi o ricorrere a piccoli grandi escamotage per non far naufragare il rapporto: lo sa bene Giacomo, il protagonista di Mutuo soccorso, la nuova commedia di Francesco Brandi in scena fino al 24 ottobre al Teatro Franco Parenti di Milano. Al suo fianco, ancora una volta, c’è Raphael Tobia Vogel nel ruolo di regista: il tandem artistico ha già all’attivo Per strada e Buon anno, ragazzi, due autentici distillati di lunare comicità accolti con gran calore da pubblico e critica a ogni replica.
Vogel non delude le aspettative del pubblico: ha ormai piena padronanza nel dirigere il cast nel continuo oscillare tra i monologhi introspettivi e le scene corali, le impreviste esplosioni di gioia e le sgradevoli sorprese che caratterizzano i testi di Brandi, analogamente a quanto accade nella vita vera. Un oscillare in cui è supportato da Paolo Casati, il tecnico delle luci, e dal fonico Emanuele Martina, fondamentali nel marcare colpi di scena e sconquassi emotivi.
Francesco Brandi si è cucito addosso il ruolo di Giacomo, un giornalista sportivo che con la moglie Silvia – interpretata da Silvia Giulia Mendola – si è appena trasferito nell’appartamento comprato accendendo un mutuo ventennale: è un passo importante per la loro vita di coppia e condizionerà ogni scelta futura. Sin dalle prime battute è evidente come Giacomo, apprensivo ai limiti del patologico, punti su una combinazione di meticolosità, pianificazione e accondiscendenza verso il prossimo per prevenire il più possibile gli imprevisti che la sorte potrebbe porgli lungo il cammino. L’impulsività della moglie resta purtroppo la sua principale fonte di ansia: al suo agire senza aver valutato pro e contro si deve tra l’altro l’arrivo in casa di Nicola, un cane problematico, accolto nonostante la tendenza ad abbaiare più del dovuto.
A questa coppia di giovani sposi fa da contraltare quella costituita da Miro Landoni e Daniela Piperno nei panni rispettivamente di Nicola e Matilde, gli anziani vicini di casa. Nicola con il trascorrere degli anni è diventato insofferente verso qualsiasi fattore turbi la quiete domestica; la moglie, al contrario, è all’incessante ricerca di novità che la rallegrino e la facciano sentire viva, a iniziare dall’amore. Con simili premesse è giocoforza pensare sia Nicola l’autore dei messaggi minatori anonimi accompagnati da polpette avvelenate spediti ai padroni di Nicola: confessiamo che ci diverte questa omonimia sebbene infastidisca assai il Nicola umano. Un casuale incontro sul pianerottolo sembra offrire l’occasione per scuse e chiarimenti ma finisce per trasformarsi in un gran bisticcio cui Giacomo e Matilde cercano invano di porre fine.
Obbligati da un imprevisto a passare del tempo insieme, le due coppie colgono l’occasione per studiarsi a vicenda e ben presto, nonostante il divario generazionale, realizzano di avere in comune le stesse aspettative, delusioni e insicurezze. Vedersi riflesso negli errori dell’altro e capire quanto il partner sia cambiato nel corso del tempo getta progressivamente ciascun personaggi nello sconforto.
La fuga alla ricerca della felicità sarebbe sicuramente un’opzione tuttavia comprendono quanto più semplice sarebbe rinunciare ad autocommiserarsi, aprire gli occhi e accettare la mano tesa da chi è loro vicino. Il lieto fine può arrivare o forse no ma in questo caso non sarebbero soli ad affrontare la delusione.
Nessuno tra il pubblico di Mutuo soccorso sembra invece essere rimasto deluso dall’abilità di Francesco Brandi di scrivere dei fatti della vita ammantandoli di quella vena di amara comicità che li rende ancor più realistici. Impossibile non riconoscere sé stessi o il proprio dirimpettaio in uno dei protagonisti.
Gli attori, dopo l’esperienza di Buon anno, ragazzi, sono ormai un gruppo collaudato ma, anche presi singolarmente, dimostrano come sia meritato definirli autentici pezzi da 90 del teatro e del cinema italiano. Francesco Brandi permette loro di esprimere a 360 gradi le proprie doti interpretative, spaziando attraverso la vasta gamma dei sentimenti umani e riflessioni profonde, aggiungendo quel pizzico di ironia necessario a ricordare che Mutuo soccorso, nonostante la serietà del tema di fondo, è pur sempre una commedia. Godibilissima come testimoniano le sonore risate a scena aperta e il lungo applauso finale.

Silvana Costa

Lo spettacolo continua:
Teatro Franco Parenti – Sala AcomeA
via Pier Lombardo, 14 – Milano
fino a domenica 24 ottobre 2021
con obbligo di Green Pass
www.teatrofrancoparenti.it

Mutuo soccorso
di Francesco Brandi

con Francesco Brandi, Miro Landoni, Silvia Giulia Mendola, Daniela Piperno
regia Raphael Tobia Vogel
scene e costumi Laura Benzi
luci Paolo Casati
macchinista Paolo Roda
elettricista Cristiano Cramerotti
fonico Emanuele Martina
sarta Silvia Roncolato
assistente alla regia Beatrice Cazzaro
pittrice scenografa Clara Chiesa
scene costruite presso il laboratorio del Teatro Franco Parenti da Marco Pirola e Riccardo Scanarotti
costumi realizzati presso la sartoria del Teatro Franco Parenti diretta da Simona Dondon
produzione Teatro Franco Parenti
prima nazionale

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