Nel teatro dell’arte

Nelle fotografie di Roberto Cotroneo i musei si trasformano nei fondali di palcoscenici su cui il pubblico è protagonista mentre l’obiettivo spazia tra l’estasi indotta dai capolavori di Leonardo e Raffaello e le giocose interazioni con l’arte contemporanea.

Roberto Cotroneo è un giornalista che sin dagli anni Ottanta, dalle pagine di importanti testate italiane, conquista l’affetto dei lettori grazie alla lucidità con cui analizza fatti e fenomeni. Un attento sguardo sul mondo e sulla società che nel tempo si è evoluto, affiancando alla penna la macchina fotografica: da tale connubio scaturisce Genius loci. Nel teatro dell’arte, il volume edito da Contrasto nel 2017 e oggi trasformato in una mostra a cura di Denis Curti, visitabile a Palazzo Reale di Milano fino al 26 luglio.
Sono oltre 50 le stampe di grande formato esposte negli ambienti dell’Appartamento dei Principi, stagliandosi con decisione sulle carte da parati dai bagliori dorati e riflesse all’infinito nel gioco creato dagli ampi specchi barocchi. Le fotografie sono ripartite tra le differenti stanze per assonanze e sono accompagnate da riflessioni dell’autore che sembrano più uno spunto per sollecitare nuove associazioni di idee che una mera guida alla mostra. È questa una prova ulteriore della capacità di Cotroneo di far riflettere i lettori e spingerli a elaborare un proprio pensiero. La fotografia non è infatti un mezzo di rilevamento oggettivo della realtà quanto uno strumento che, come la penna per il critico, immortala un preciso punto di vista.
Nel teatro dell’arte non si propone dunque quale semplice catalogo delle opere esposte nei principali musei romani e milanesi ma è un reportage sociologico volto a indagare come i visitatori reagiscano dinnanzi ad esse. Come lo spettatore in platea durante una rappresentazione così Cotroneo osserva le suggestioni scatenate nelle persone da quadri, sculture e installazioni, ottenendo una ricca panoramica delle emozioni umane. Il confronto con un’opera d’arte, a prescindere dal suo effettivo valore storico e artistico, costituisce un momento estremamente intimo, che può far scaturire reazioni a volte inattese, generate più dal bagaglio emotivo accumulato nel corso della vita che dal retaggio culturale. Un approccio questo che enfatizza come ciascuna crezione – inclusi i capolavori assoluti –  si carichi di nuovi riferimenti e di ulteriori significati a seconda del contesto in cui la si collochi o dalla prospettiva da cui la si guardi.
L’occhio attento di Roberto Cotroneo coglie anche inattese analogie tra opera e osservatore, alcune divertenti altre toccanti: la signora sovrappeso a confronto con i protagonisti del dipinto di Botero; la donna con i lunghi capelli a coprirle le spalle, come la Maddalena penitente, dinnanzi alla Madonna Litta di Leonardo; la ragazza immobile in posizione centrale rispetto allo Sposalizio della Vergine di Raffaello a marcarne la perfetta simmetria.
Nel teatro dell’arte offre inoltre la rassicurante conferma che l’arte non ha età o ceto, mostrando un pubblico poliedrico che ammira estatico, studia con attenzione, interagisce mimandone i movimenti o semplicemente resta immobile in attesa l’opera gli suggerisca un senso interpretativo. Il lavoro di Cotroneo riscontra la grande presenza di giovani che – come avviene anche a teatro – con la loro fruizione informale infondono nuova linfa alle realtà espositive sebbene sia indubbiamente più semplice scherzare in luoghi come i romani Maxxi o Galleria Nazionale d’Arte Moderna che nelle più austere Pinacoteca di Brera o Villa Borghese dove al cospetto del ritratto scultoreo di Paolina Bonaparte viene spontaneo togliersi il cappello in segno di rispetto.
Luci, colori e forme sono componenti fondamentali per il successo di ogni messinscena per tale motivo l’autore presta pari attenzione sia alle posture dei visitatori sia all’architettura, enfatizzando la plasticità dei volumi concepiti da Zaha Hadid per il Maxxi, la solennità dell’accesso a Palazzo Reale a Milano o la drammaticità di Palazzo Altemps.
Roberto Cotroneo. Nel teatro dell’arte è una mostra piccola e preziosa – oltre che gratuita – capace di portare un tocco di poesia nell’animo di ciascuno e di ribadire quanto l’arte in ogni sua forma sia sorgente irrinunciabile delle emozioni umane.

Silvana Costa

La mostra continua a:
Palazzo Reale –
Appartamento dei Principi

piazza Duomo, 12 – Milano
fino a domenica 2 agosto 2020
per orari e modalità di ingresso si veda il sito web
ingresso gratuito
www.palazzorealemilano.it

Roberto Cotroneo
Nel teatro dell’arte
a cura di Denis Curti
una mostra Comune di Milano – Cultura, Palazzo Reale, Civita Mostre e Musei
 
Volume di mostra
Genius loci. Nel teatro dell’arte
di Roberto Cotroneo
Contrasto, 2017
16 x 22,4 cm, 144 pagine, 110 fotografie a colori, cartonato telato
prezzo: 22,00 euro
https://contrastobooks.com/

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