Non si torna indietro dalla felicità

A dieci anni da Favola Mrs. Fairytale torna a calcare le scene per svelare al pubblico come tenere stretta a sé la felicità conquistata. Con mantello e corazza da autentica supereroina – e splendidi abiti anni Cinquanta – Filippo Timi sfida le avversità, soprattutto quelle create dalla propria mente.

È il 2011 quando la timida Mrs. Fairytale (Filippo Timi) fa capolino sul palcoscenico del Teatro Franco Parenti di Milano insieme all’amica, la risoluta Mrs Emerald (Lucia Mascino), nella commedia Favola. Come ogni amica degna di questo nome, Mrs Emerald la scuote per indurla ad uscire da quel circolo vizioso di infelicità matrimoniale cui le convenzioni borghesi tengono ancora inchiodate le donne della provincia americana negli anni Cinquanta. La storia, per quanto a tratti assuma sfumature noir, tiene fede al titolo e si conclude felicemente, con Mrs. Fairytale che prende coscienza di sé e impara ad assecondare i propri desideri invece di anteporvi quelli del marito.
Favola riscuote ampio successo e nel 2017 viene trasposta per il grande schermo nell’omonimo film, diretto da Sebastiano Mauri con la coppia Timi-Mascino ancora nei panni delle due protagoniste.
La storia è coinvolgente ma come da bambini, trascinati dall’emozione per le prove affrontate dall’eroina con tutte le proprie forze, è impossibile non chiedersi cosa abbia significato davvero per Mrs. Fairytale “vissero per sempre felici e contenti”. Filippo Timi in occasione delle festività decide dunque di sorprendere il pubblico con Mrs. Fairytale. Non si torna indietro dalla felicità. Il nuovo capitolo, in scena al Teatro Parenti sino a venerdì 14 gennaio 2022, è come il precedente scritto e interpretato dallo stesso Timi che si cala nei panni del suo alter ego anche grazie ai superbi costumi disegnati da Fabio Zambernardi.
Questa pièce dolceamara è ambientata nella notte di Capodanno: Stan, il marito, se ne è andato e, mentre tutti festeggiano, Mrs. Fairytale preferisce restare a casa con Lady, l’amata barboncina impagliata. La solitudine consente alla donna di dar libero sfogo a qualsiasi pensiero le passi per la testa e di assecondare il turbinio di emozioni che questi scatenano, infischiandosene di convenzioni sociali e buone maniere. Si passa così dai tentativi di suicidio al ballo scatenato sulla musica dei Beatles, dalla nostalgia per il marito al dolce ricordo del primo amore. Sulla parete di fondo le proiezioni dei cartoni animati in bianco e nero degli anni Trenta sfumano in quelle dei cortei di protesta delle persone di colore che rivendicano i propri diritti sociali.
Mrs. Fairytale. Non si torna indietro dalla felicità non si configura come una vera e propria storia ma come un insieme di quadri ispirati all’idea di felicità, gioia e libertà, vissuta o da conquistare, che in quel momento attraversa la mente della protagonista. È una narrazione per associazione di idee, interrotta ora dal suono del campanello, ora da colpi di scena. Tale soluzione narrativa spiazza inizialmente il pubblico in sala che poi decide di abbandonarsi senza remore all’estrosità dell’autore, si sistema più comodo nella poltrona e si gode ogni singolo momento della performance, ridendo di gusto delle situazioni comiche – talmente surreali che persino Timi non riesce a restare impassibile mentre le interpreta – e annuendo quando Mrs. Fairytale si confronta con temi seri.
Sono tante le problematiche contro cui la composta casalinga non esita a puntare il dito dalla perfetta manicure: la parità dei diritti per le persone di colore nell’America degli anni Cinquanta, il vergognoso affossamento del Ddl Zan contro le discriminazioni di genere e il rifiuto di una classe politica incapace di essere specchio della gente che dovrebbe rappresentare e tutelare, solo per citare quante riscuotono più consenso in sala. A queste questioni, implicitamente, lo spettacolo affianca anche quella dell’incontrollata diffusione nelle case degli americani delle armi da fuoco con le drammatiche conseguenze a tutti note. L’aspetto divertente è che, nonostante la disinvoltura con cui Mrs. Fairytale maneggia il fucile, è la religione ad armarle la mano con un crocefisso e farle inavvertitamente ferire l’uomo invisibile (Emiliano Coltorti) che da un po’ di tempo si aggira per casa.
Per quanto lo scontro tra divinità pagane e uomini dai poteri eccezionali abbia ispirato alla Marvel molte saghe di successo, l’unico supereroe dello spettacolo è lei: Mrs. Fairytale. Lei, cinta da un mantello dorato, con la F impressa sul grembiule e una lucida corazza a proteggerle il cuore dai colpi del destino – e a modellarle il prorompente seno –, ogni giorno si impone di perseguire la felicità perché Non si torna indietro dalla felicità, come intima il sottotitolo dello spettacolo.
La felicità raggiunta a caro prezzo in Favola è un bene cui non si può ma soprattutto non si deve rinunciare. La felicità non è data dalle cose: Mrs. Fairytale è infatti infelice quando si aggira per il suo salotto borghese, dove ogni cosa è finta, impagliata o di plastica o ricoperta di plastica come i – tanti, troppi – mobili che lo affollano. La felicità arriva quando si spoglia della corazza e si abbandona tra le braccia del nuovo corteggiatore, quando toglie la parrucca e lascia sia la vera sé a prendere possesso della scena e a guidare l’azione sino all’inatteso epilogo. Lasciamo tuttavia ai lettori il piacere di scoprire a teatro cosa abbia architettato la timida casalinga che tanto ama i gesti plateali.
Non facciamo invece mistero di quanto Filippo Timi sia straordinario e coinvolgente in scena grazie a quel pizzico di follia che lo accomuna al suo alter ego in tacchi a spillo e gonna a ruota. Egli infatti tanto è meticoloso nel seguire le indicazioni del regista nell’interpretare opere altrui – si veda per esempio il recente Promenade de Santé diretto da Giuseppe Piccioni –, tanto si lascia trascinare dal desiderio di sorprendere e sperimentare quando si cimenta con le proprie creazioni.
Il pubblico dal canto suo, dopo aver gemuto per lo stupore o riso di cuore per tutto lo spettacolo, tributa un lunghissimo applauso a lui e a Emiliano Coltorti, incomparabile nel tentativo di portare amore e misura nella vita di Mrs. Fairytale.

Silvana Costa

Lo spettacolo continua:
Teatro Franco Parenti – Sala AcomeA
via Pier Lombardo, 14 – Milano
fino a domenica 23 gennaio 2022
con obbligo di Green Pass rafforzato e mascherina FFP2
www.teatrofrancoparenti.it

Mrs. Fairytale
Non si torna indietro dalla felicità
di e con Filippo Timi

e con Emiliano Coltorti
costumi Fabio Zambernardi
assistenti alla regia Beatrice Cazzaro, Daniele Menghini
macchinista Alberto Accalai
capo elettricista Gianni Gajardo
elettricista Cristiano Cramerotti
fonico Domenico Ferrari
sarta Chiara Lo Mauro
truccatore Enrico Maria Ragaglia
amministratrice di compagnia Carlotta Pircher
scene costruite presso il laboratorio del Teatro Franco Parenti 
produzione Teatro Franco Parenti
durata: 1 ora e 20 minuti
prima nazionale

 

Questa voce è stata pubblicata in eventi in corso, Milano, prosa&danza, Teatro Franco Parenti e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

I commenti sono chiusi.