Palco Off al Libero

come-un-granello-marco-costantinoAl via la terza edizione della rassegna teatrale dedicata alla Sicilia con Come un granello di sabbia, un monologo dalle tinte drammatiche che affronta il problema della giustizia deviata.

Il 24 novembre il monologo Come un granello di sabbia dà l’avvio al Teatro Libero di Milano alla terza edizione di Palco Off, la rassegna teatrale che, come recita il sottotitolo, è dedicata ad Attori, autori, storie di Sicilia. L’idea nasce lontano, a Catania nel 2012, e nel 2015 Renato Lombardo, il Direttore Organizzativo dell’evento, e Francesca Vitale, la Direttrice Artistica, decidono di esportarla nel capoluogo lombardo. Il pubblico risponde numeroso e curioso di conoscere meglio la Trinacria: indagando in sala si scopre infatti come i siciliani siano davvero un’esigua minoranza.
Questa terza edizione di Palco Off pone in calendario cinque titoli che andranno in scena da novembre a fine maggio, alternando prime visioni meneghine a piacevoli ritorni, racconti dai toni poetici a strazianti spaccati di storia contemporanea per restituire un ritratto della ricchezza e delle contraddizioni siciliane. Egle Doria e Francesca Vitale sono le protagoniste di Virginedda Addurata (21, 22, 23 dicembre), opera in cui si interroga Santa Rosalia, patrona di Palermo, sul tema del femminicidio. A gennaio Claudia Gusmano interpreta Mozza (26, 27, 28 gennaio), il monologo che racchiude tutto l’incondizionato amore dei siciliani per il mare che li circonda e li nutre. La voce di Peppino Impastato (23, 24, 25 febbraio) rievoca la tragedia del giornalista ucciso il 9 maggio 1978 a causa della sua attività di denuncia contro l’operato di Cosa Nostra. La cosa brutta (18, 19, 20 maggio), il testo di Tobia Rossi segnalato per il Premio Hystrio – scritture di scena 2016, affronta invece il difficile rapporto tra una madre afflitta da depressione e i suoi due figli.
Al termine di ogni rappresentazione gli autori e gli attori si fermano per discute con gli spettatori delle tematiche appena affrontate in scena.
Le serate di Palco Off permettono di esplorare culturalmente la più grande isola del mar Mediterraneo non solo apprezzandone le produzioni teatrali ma anche assaporando le eccellenze enogastronomiche: prima di ogni spettacolo è infatti programmato un incontro per la degustazione di cibi e vini siciliani.

L’applicazione della giustizia è il controverso tema di Come un granello di sabbia, il primo spettacolo di Palco Off in cartellone. Salvatore Arena e Massimo Barilla partono dal libro autobiografico Alkamar – la mia vita in carcere da innocente per portare in scena la storia vera di Giuseppe Gulotta che ha scontato ventidue anni di carcere per un duplice delitto mai commesso.
È la notte del 27 gennaio 1976 quando nella caserma di Alcamo Marina, in provincia di Trapani, vengono uccisi i carabinieri Carmine Apuzzo e Salvatore Falcetta. Dopo aver scandagliato diverse piste, le indagini puntano in direzione di quattro giovani del luogo: Giuseppe Gulotta, all’epoca appena diciottenne, e tre suoi amici. Durante l’interrogatorio i carabinieri fanno ricorso a una spropositata dose di violenza fisica e psicologica: Giuseppe, un ragazzo semplice, che ancora vive con i genitori e lavora come muratore, in tarda serata è strappato dalla propria abitazione e trattenuto in caserma per ore prima di essere interrogato. Interrogato su cosa non lo sa, non lo immagina e glielo si spiega solo dopo svariate insinuazioni cui il ragazzo non ha idea di cosa vogliano si risponda. Vittima e carnefici sono consapevoli di quale sia la verità ma poco importa, ci sono fatti da insabbiare e colpevoli da tutelare perciò, come ai tempi dell’Inquisizione, si estorce la confessione con l’ausilio della tortura e la si presenta ai magistrati. La confessione, come viene dimostrato in seguito, in più punti risulta contraddittoria ma all’epoca nessuno sembra prestarci attenzione.
Assolto in primo grado, Gulotta viene poi condannato all’ergastolo; solo nel 2008, grazie a nuove dichiarazioni, la Procura di Taranto decide di aprire due inchieste: una sul duplice omicidio di Alcamo Marina e una contro i militari che effettuarono l’interrogatorio, dichiarandoli al termine del procedimento rei di sequestro di persona e lesioni gravissime. Nel 2012, dopo un calvario lungo trent’anni, Giuseppe Gulotta è finalmente riconosciuto innocente.
Come un granello di sabbia è un monologo intenso, infarcito di violenza e speranza, accompagnato dalle musiche composte per l’occasione da Luigi Polimeni. Sul palcoscenico Salvatore Arena dà spazio e voce a Giuseppe Gulotta come persona prima che come caso processuale. Tanti brevi episodi si inanellano, fluendo l’uno nell’altro per descrivere un ragazzo spensierato che va al mare con gli amici, che si entusiasma per il ragù cucinato dalla madre o le domeniche al mare ma anche lo strazio di essere portato via in manette davanti ai figli, l’amore per la moglie, il terrore provato durante gli interrogatori e lo sconforto che lo assale al termine di ogni processo. In circa un’ora di spettacolo Arena ha modo di esprimere una ricchissima gamma di emozioni e lo spazio scenico allestito da Aldo Zucco pare troppo stretto per contenerle tutte.
Sin dalle prime battute il caso di Gulotta non si conforma come un caso di errore giudiziario quanto un chiaro depistamento delle indagini attraverso omissioni, errori, falsificazioni e violazioni dei diritti basilari dell’imputato. Indagini che comunque a tutt’oggi non sono ancora state in grado di assegnare un nome all’assassino e, ancor meno, di fornire le motivazioni delle uccisioni. La speranza e l’affetto dei parenti supportano Giuseppe Gulotta nella difficile battaglia per il diritto di far valere la propria estraneità ai fatti, nonostante sia conscio di essere solo un granello di sabbia nell’immensa spiaggia del sistema giudiziario italiano.
Il lieto fine delle vicende narrate non solleva certamente gli animi di quanti assistono alla messinscena di un episodio della storia italiana degno degli anni bui della dittatura più che di un Paese moderno e democratico. A fine spettacolo Giuseppe Gulotta si offre alle domande del pubblico: si rivela essere una persona mite ma non rassegnata, indubbiamente inferocita con chi ha spezzato il flusso della sua vita ma non per questo incline a demonizzare le intere categorie di magistrati e carabinieri. Il suo unico cruccio, come più volte ribadisce, è non capire perché abbiano scelto di accanirsi su di lui e i suoi amici, circondandoli di un muro di gomma che impedisse loro di far udire la propria voce, di far valere i propri diritti di cittadini.

Silvana Costa

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Lo spettacolo continua:
Teatro Libero
via Savona, 10 – Milano

fino a domenica 26 novembre 2017
orari: venerdì e sabato 21.00
domenica 16.00
www.teatrolibero.it

Come un granello di sabbia
Giuseppe Gulotta, storia di un innocente
produzione Mana Chuma Teatro
testo e regia di Salvatore Arena e Massimo Barilla
con Salvatore Arena
scene Aldo Zucco
musiche originali Luigi Polimeni
disegno luci Stefano Barbagallo
equipe tecnica di scenografia Antonino Alessi, Grazia Bono, Caterina Morano
assistente alla regia Ylenia Zindato
consulenza storica Giuseppe Gulotta e Nicola Biondo autori del libro Alkamar-la mia vita in carcere da innocente, ed. Chiarelettere
una co-produzione Mana Chuma Teatro / Fondazione Horcynus Orca /Horcynus Festival ‘15
in collaborazione con La.P.E.C. E Giusto Processo
con il sostegno di Provincia di Reggio Calabria, Comune di Reggio Calabria, Comune di Bova

Repliche successive
14 gennaio 2018, Teatro del Grillo, Soverato
4 marzo 2018, Auditorium Comunale Unità d’Italia, Roccella Jonica

 
Palco Off
Attori, autori, storie di Sicilia
3^ Stagione Teatrale 2017 | 2018
rassegna di 5 spettacoli
orari: venerdì e sabato 21.00
domenica 16.00
ad eccezione di domenica 20 maggio 21
orari degustazioni: venerdì e sabato ore 20.30
domenica – fine spettacolo
ad eccezione di domenica 20 maggio ore 20:30
www.palcooff.it

24 – 26 novembre
Come un granello di sabbia

21 – 23 dicembre
Virginedda Addurata
con Egle Doria e Francesca Vitale
regia di Nicola Alberto Orofino.

26 – 28 gennaio
Mozza
La fiaba moderna del rapporto tra una ragazza e il mare
di e con Claudia Gusmano

23 – 25 febbraio
La voce di Peppino Impastato
con Pierpaolo Saraceno e Mariapaola Tedesco

18 – 20 maggio
La cosa brutta
con Francesca Vitale, Matthieu Pastore e Ilaria Marchianò
regia di Manuel Renga
testo di Tobia Rossi

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