Passione civile al Teatro Parenti

Durante il mese di maggio al Teatro Franco Parenti di Milano sono in programma spettacoli e iniziative dedicati all’eredità delle contestazioni sessantottine. A distanza di mezzo secolo è infatti giunto il momento per analizzare con occhio critico quali ideali siano andati frantumandosi e quali valori siano entrati a far parte della coscienza civile italiana.

Sono ormai passati cinquant’anni dalle manifestazioni sessantottine e, volendo farne un bilancio, non sempre si traggono risultati positivi. È stato indubbiamente l’anno della grande svolta per la rivendicazione dei diritti civili che ha spianato la strada verso una democrazia più concreta. Eppure molte delle ideologie di allora sono naufragate, le certezze rivendicate con arroganza si sono sciolte come neve al sole, i giovani hanno appeso l’eskimo nell’armadio e ora vestono il completo grigio come i loro padri. Però, non è tornato tutto come prima.
Il Sessantotto ha abbattuto le barriere nazionali spalancando le porte alla globalizzazione e ha infuso nelle persone un maggior senso civico. Da queste considerazioni parte il Teatro Franco Parenti che per il mese di maggio propone Passione civile, una rassegna di spettacoli accomunati da testi intensi e complessi che invitano il pubblico a porsi domande, ripensare le proprie convinzioni e, talvolta, a contraddirsi. Scorrono sul palcoscenico le tragedie dell’Italia contemporanea, intese più come monito a evitare che si ripetano che con l’intento poliziesco di scoprire i colpevoli (noti da sempre, al di là degli esiti processuali).
A Ruggero Cappuccio – dal 2016 direttore del Napoli Teatro Festival – l’onere di aprire la fitta sequenza di riflessioni a sfondo civile con Paolo Borsellino. Essendo Stato (15–20 maggio). Lo spettacolo si concentra su quei cinquantasette giorni intercorsi tra l’attentato di Capaci in cui perde la vita Giovanni Falcone (23 maggio 1992) e la strage di via D’Amelio (19 luglio 1992). Cinquantasette giorni durante i quali il magistrato palermitano si scaglia contro la mafia che tiene in pugno la sua amata Sicilia, ricorda l’infanzia felice, indugia a parlare degli amici che lo sostengono e cercano di proteggerlo. Un monologo intimista di un uomo che vive, ama e lotta con passione nonostante una condanna a morte penda sul suo capo; uno spettacolo reso ancor più suggestivo dalla scenografia di Mimmo Paladino.
È trascorso oltre un decennio dal rogo scoppiato la notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007 all’acciaieria Thyssen Krupp di Torino; sette operai morirono; il processo si è protratto per anni sino alla condanna in cassazione di un gruppo di dirigenti per negligenza nelle misure di sicurezza. Marco Di Stefano con l’ausilio di Lara Franceschetti ha esaminato i documenti disponibili, ha intervistato i parenti delle vittime, ha incontrato i superstiti dell’incendio e incanalato le emozioni raccolte in Acciaio liquido (17–18 maggio).
Gaetano Colella ambienta Capatosta (29–31 maggio) all’ILVA di Taranto, un’altra acciaieria, la più grande d’Europa. Qui un operaio con vent’anni di servizio alle spalle, che sogna solo di andarsene dallo stabilimento e dalla città, discute con un giovane neoassunto, scopre i suoi sogni e cerca di disilludere le sue speranze. È un amaro scontro generazionale inserito in uno scenario dove nulla, dal 1962, pare destinato a mutare.
Marco Pezza scrive Pioggia (23–25 maggio) ispirandosi a un episodio di razzismo avvenuto nel 2006 nell’hinterland milanese. La questione razziale e dell’odio per il diverso oggi, in Italia, raggiunge livelli paradossali e l’autore si interroga sulle ragioni di tanta acrimonia. Il testo nel 2016 ha vinto il Premio Ugo Betti alla XVI edizione del Concorso Nazionale di Drammaturgia.
In un mondo malato in cui sembra che solo le persone sane vadano dallo psicologo ben si inserisce Tutti non ci sono – La legge 180 (21 maggio), la riflessione di Dario D’Ambrosi sugli esiti della Legge Basaglia promulgata quarant’anni fa esatti e sul labile confine tra normalità e malattia di mente.
Passione civile si propone come una rassegna coinvolgente che obbliga il pubblico a considerazioni importanti sul presente del nostro Paese e sugli obiettivi concreti per un futuro più “civile” e integrato. Una rassegna che, proprio per mostrarci la ricchezza storico-culturale degli “altri”, debutta con Verso Sankara. Alla scoperta della mia Africa (8–20 maggio), uno spettacolo dedicato alla figura di Thomas Sankara, il Che Guevara africano. Primo presidente del Burkina Faso, Tomà si spende per combattere la povertà, per sopprimere le caste, le disuguaglianze sociali e gli sprechi statali. Viene ucciso nel 1987 a soli 38 anni da Blaise Compaore, suo compagno di rivoluzione, che governerà il Paese nella corruzione sino al 2014, quando è cacciato da un’insurrezione popolare.
Le joli Mai recita la locandina del Teatro Franco Parenti prendendo a prestito il titolo del documentario-intervista del 1962 girato per le strade di Parigi al termine di ventitré anni di guerra (il Secondo Conflitto Mondiale e poi la guerra in Algeria). Un maggio di festa con un programma impegnativo di rappresentazioni, dibattiti e proiezioni cinematografiche ma alleggerito da eventi musicali di alto livello, spaziando da Electropark Exchanges a Piano City.

Silvana Costa

Lo spettacolo continua:
Teatro Franco Parenti

via Pier Lombardo, 14 – Milano
www.teatrofrancoparenti.it

PASSIONE CIVILE
8 – 20 maggio Alla scoperta del Burkina Faso
Verso Sankara
Alla scoperta della mia Africa
testo e regia Maurizio Schmidt
con Alberto Malanchino
 
9 – 11 maggio
Ricchi di cosa? Poveri di cosa?
di e con Livia Grossi
regia Benedetta Frigerio
 
12 – 13 maggio 
Senza Sankara
Stage di danza afro contemporanea
con Irène Tassembedo
 
15 – 20 maggio
Paolo Borsellino
Essendo Stato
di e con Ruggero Cappuccio
 
17 – 18 maggio
Acciaio liquido
di Marco Di Stefano
ideazione, adattamento e regia Lara Franceschetti
 
21 maggio
Tutti non ci sono – La legge 180
di Dario D’Ambrosi
 
23 – 25 maggio
Pioggia
testo e regia Marco Pezza
con Alberto Astorri, Alberto Onofrietti, Diego Runko, Giovanni Gioia, Marco Pezza
 
29 – 31 maggio
Capatosta
di Gaetano Colella
con Gaetano Colella e Andrea Simonetti
Cooperativa Teatrale CREST
 
 
GIORNALE PARLATO. INFORMAZIONE IN SCENA
ideazione e conduzione di Livia Grossi
martedì 15 maggio – ore18.30
Lorenzo Cremonesi
 
giovedì 24 maggio – ore18.30  
Gabriele Micalizzi
 
giovedì 31 maggio – ore18.30
Francesco Battistini
 
 
CINEMA
Il delirio dissacrante tipico di quel periodo
in collaborazione con Cineteca di Milano
26 maggio – ore 20.30
Nostra signora dei turchi
regia, sceneggiatura, scenografia e costumi Carmelo Bene
 
27 maggio – ore 20.30
Prima che la vita cambi noi
regia Felice Pesoli

28 maggio – ore 20.30
La montagna sacra
regia e sceneggiatura Alejandro Jodorowsky

INCONTRI
14 maggio – ore 18.30
Thomas Sankara Osare inventare il futuro
in collaborazione con Farneto Teatro, Tamat di Perugia
nel quadro del Festival del Mondo in Comune
cofinanziato da Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e con il patrocinio della Università Statale di Milano
 
 
Una notte insieme aspettando il concerto dell’alba
Bagni Misteriosi – venerdì 18 maggio – ore 21.30
                                                                                                                        
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