Pissarro, l’anima dell’Impressionismo

A Pavia tornano gli impressionisti con una mostra dedicata ad un decano del movimento: Camille Pissarro. Grazie al forte temperamento, alle doti pedagogiche e ai saggi consigli questo artista divenne punto di riferimento per tutti i suoi compagni e per molti giovani pittori indipendenti dell’epoca – come Paul Cézanne, Paul Gauguin, Vincent Van Gogh – svolgendo un ruolo fondamentale nella promozione dell’arte.Volendo cavalcare l’onda lunga del successo di pubblico registrato con Monet, au coeur de la vie, a nemmeno venti giorni dalla chiusura, alle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia è già allestita la mostra successiva. Ovviamente dedicata ad un altro autore impressionista perché, come dimostrano i tanti eventi dedicati in tutta Italia agli esponenti di questa corrente artistica, l’afflusso di pubblico è sempre molto elevato. Largo dunque ad una nuova esposizione, prodotta da Alef, avvalendosi sempre della consulenza scientifica di Philippe Cros, senza attendere, come nei casi precedenti, l’arrivo dell’autunno.
Ispirandosi a Vortici di gloria. Il romanzo degli impressionisti di Irving Stone, il percorso di visita è volto a esplorare, sala dopo sala, la vita e l’opera di Camille Pissarro attraverso i rapporti instaurati con gli altri artisti. Nato nelle Antille danesi nel 1830, Pissarro giunge a Parigi per studiare nel 1842 e vi ritorna nuovamente nel 1855 per dedicarsi all’arte. Mentre frequenta l’Êcole des Beaux-Arts e l’Accademie de Suisse, dove conosce Monet e altri futuri impressionisti, diviene amico ed allievo di Jean-Baptiste Camille Corot che lo spinge a dipingere all’aria aperta, ammonendolo “Vai nei campi! La musa è nei boschi”. Le Chemin, Paysage Hivernal – Il sentiero, paesaggio invernale (1862), che possiamo ammirare nella prima sala,  è un’opera emblematica di questa sua fase artistica, contraddistinta da un uso di colori dalle tonalità scure che conferiscono ai paesaggi una vena di drammaticità. A lungo Corot lo inviterà a usare colori sobri, molto più vicini al reale.
Pissarro ha l’opportunità di esporre i suoi paesaggi al Salon in numerose occasioni, dal 1859 al 1870, ma lo scoppio della guerra franco-prussiana lo costringe a riparare velocemente a Londra  con la famiglia, abbandonando in patria buona parte della sua produzione che va irrimediabilmente dispersa. Anche Monet si è trasferito nella capitale inglese: insieme visitano i musei ammirando la tecnica di Constable e Turner in cui trovano conferma delle proprie teorie sulla divisione dei toni e la combinazione dei colori complementari che mettono, quindi, in pratica nelle lunghe sedute en plein air. Mentre Monet predilige dipingere nei parchi, Pissarro si reca nelle aree periferiche, di nuova urbanizzazione dove può trovare un’equilibrata commistione tra natura ed edifici: uno spettacolare esempio di questa sua predilezione paesaggistica è il Dulwich College (c. 1871). Possiamo ritenere la veduta dell’edificio scolastico che si riflette nel laghetto l’emblema del cambiamento di stile in corso, ritrovando nelle leste pennellate che catturano i giochi di luce dell’acqua le stesse sperimentazioni portate avanti da Monet. Pissaro è dunque inserito, di diritto, nella cerchia dei capiscuola dell’Impressionismo; rientrato in patria, partecipa a tutte le esposizioni del movimento – da quella organizzata nel 1874 allo studio del fotografo Nadar, al 1886. Molto meno individualista dei colleghi, riesce a portare avanti il proprio percorso artistico ignorando i dissensi sorti all’interno del gruppo, restando fedele al proprio impegno estetico e condividendo la tecnica con gli artisti più giovani. Il percorso di mostra evidenzia come abbia saputo insegnare a Gauguin e Cézanne a creare la forma attraverso il colore, guidato giovani neoimpressionisti quali Seurat, Signac e Matisse e, dopo aver aiutato Gauguin a trasformare la pittura da passione a professione, abbia anche fornito consigli e parole di incitamento a Van Gogh.
Negli anni della maturità artistica si moltiplicano le tele dedicate alla natura agreste e alla vita rustica: Pissarro si nutre avidamente della quotidianità rurale per approfondire la sostanza della sua pittura. In questa ricerca i suoi contadini – si veda per esempio Paysanne, la brouette / Contadina che spinge una carriola (1891-1892) – non sono certamente personaggi idealizzati ed attraenti e, forse proprio per questa ragione, riescono ad emanare il senso di genuinità e di libertà peculiare del pittore che rifiuta i manierismi leziosi e se ne infischia delle critiche di pubblico ed esperti. Il pittore ritrae la stagionalità dei campi e il variare della luce, passando dai toni brulli invernali al tripudio dei verdi e dei gialli estivi come in La Verger à Éragny / Frutteto a Éragny (1896) – in cui i contorni di alberi e persone sembrano liquefarsi sotto il calore della luce del sole agostano. Quest’olio su tela è emblematico anche della costante evoluzione artistica perseguita da Pissarro studiando e facendo proprie le innovazioni – dei divisionisti in questo caso – e contribuendo all’evoluzione della lezione dell’Impressionismo nella nuova corrente del post o neo-impressionismo, che dir si voglia.
La curiosità di Pissarro ricade su ogni innovazione che lo circondi, così come nel 1876 dipinge L’Oise a Pontoise, temp gris / Giornata grigia sull’Oise a Pontoise mettendo ben in evidenza la ciminiera sullo sfondo, simbolo dell’avanzare della civiltà industriale, allo stesso modo, quando nel biennio 1897-98 è a Parigi per cure mediche agli occhi, non può non restare affascinato dalle grandi trasformazioni urbanistiche firmate dal Barone Haussmann. Renoir – negli anni 70 – era rimasto così abbagliato dalla gente che passeggiava per i nuovi grandi boulevard, brulicanti di negozi e bistrot, da immergersi nella folla e trasferire entusiasta su tela il passeggio della nuova borghesia. Pissarro invece, come fa Monet nel Boulevard des Capucines, dipinge la città dall’alto, dalla stanza d’albergo da dove è costretto a lavorare a causa dei problemi alla vista che gli precludono l’attività all’aria aperta: da quella posizione le persone che si muovono per la città sembrano un variopinto fiume che scorre tra gli austeri edifici ottocenteschi.
Riteniamo sia doveroso spendere qualche parole sull’allestimento. La componente multimediale aiuta indubbiamente il visitatore a meglio comprendere i dipinti, sia presentando sempre una contestualizzazione storico-culturale, sia offrendo brani del romanzo di Stone, sia ponendo a confronto tra loro alcune delle opere presenti in sala al fine di evidenziarne le caratteristiche principali, gli elementi di innovazione e i tratti in comune con gli artisti con cui Pissarro intrattiene rapporti. Tuttavia, la scelta di trasformare un’intera parete per ogni sala espositiva in uno schermo ci sembra eccessiva: le proporzioni tra le dimensioni dello schermo e quelle dei quadri risultano infelici, facendo apparire le opere come un corollario dei video ed insinuando il sospetto che quello non sia altro che un modo maldestro per mascherare il ridotto numero di pezzi in mostra. Alla luce di ciò, non ci resta che concludere scrivendo che le opere, giunte a Pavia da ogni parte del mondo, sono davvero eccezionali, belle e raffinate, che abbiamo modo di assorbire molte informazioni utili alla comprensione del lavoro di Pissarro e delle scelte del curatore ma, giunti al termine della visita, abbiamo quasi l’impressione di aver utilizzato il senso dell’udito più di quello della vista e ci assale un senso di insoddisfazione.

Silvana Costa

La mostra continua:
Scuderie del Castello Visconteo di Pavia
viale XI febbraio  35 –  Pavia
orari: lunedì – venerdì 9.00 – 19.00
sabato, domenica e festivi 9.00 – 20.00
la biglietteria chiude un’ora prima
fino a lunedì 2 giugno 2014
www.scuderiepavia.com

Pissarro, l’anima dell’Impressionismo
a cura di Philippe Cros
promossa da Comune di Pavia
ideazione, produzione e organizzazione Alef – cultural project management
partner promozionale Associazione Pavia Città Internazionale dei Saperi
con la consulenza scientifica di Philippe Cros
con il patrocinio di Regione Lombardia
family guide Artkids
storytelling design Storyfactory
progetto video e realizzazione N!03 [ennezerotre]

Catalogo:
Pissarro, l’anima dell’Impressionismo
a cura di Philippe Cros
Rubbettino Editore, 2014
102 pagine
prezzo 22,00 Euro

Attività collaterali:
per tutta la durata dell’esposizione, Educational alef – dipartimento educativo di Alef – propone visite guidate, laboratori e visite guidate alla città, per scuole di ogni ordine e grado, infanzia, primaria, secondaria ed università e per tutti i gruppi di adulti per scoprire l’opera e la vita di uno dei più grandi rappresentanti del movimento impressionista

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