I promessi sposi alla prova 

A oltre trent’anni di distanza dal debutto sulle scene della rilettura del capolavoro manzoniano per mano di Giovanni Testori, Andrée Ruth Shammah convince e conquista il pubblico con un nuovo adattamento de I Promessi sposi alla prova.

È il 1985 quando al Salone Pier Lombardo va in scena per la prima volta I Promessi sposi alla prova, il testo di Giovanni Testori con la regia di Andrée Ruth Shammah. Franco Parenti interpreta il maestro e la sua voce echeggia in palcoscenico anche oggi, nel nuovo allestimento prodotto da Teatro Franco Parenti e Fondazione Teatro della Toscana con il sostegno dell’Associazione Giovanni Testori e diretto, ancora una volta, dalla Shammah.
L’opera racconta di un gruppo di attori di provincia alle prese con le prove de I promessi sposi sotto la direzione di un regista di fama che – alter ego di Testori – lavora ossessivamente sulla dizione, saturando ogni singola parola di significati allusori al tormento interiore del personaggio che la pronuncia. La compagine di sei soli attori si prodiga nel dar vita ai passaggi salienti del capolavoro manzoniano, talvolta dividendosi tra più ruoli, sempre infarcendoli del proprio vissuto. Gli attori che interpretano Agnese (Carlina Torta), la giovanissima e ingenua Lucia (Nina Pons) e il bonario Renzo (Filippo Lai) dimostrano la semplicità e il candore che per stereotipo si associano alle persone di campagna, che vivono con naturalezza e un po’ di timore il rapporto con la religione. La visione dei tre personaggi in fuga dal paese natio, avvolti dai lunghi cappotti e con le ampie valige in mano, per un attimo fa correre la mente a quei ritratti di emigranti che sino a tutto il dopoguerra hanno lasciato l’Italia in cerca di fortuna. Una composizione dal forte potere evocativo che ben interpreta l’intento di Testori di descrivere le sventure della classe più povera della società. A questo gruppo compatto si contrappongono le anime tormentate del maestro (Luca Lazzareschi) e della primattrice, sua amante, (Laura Marinoni) che offre una struggente restituzione di Gertrude. Attorno a loro si muovono l’indaffarata assistente, che all’occorrenza si cala nei panni di Perpetua (Laura Pasetti), e il sornione Don Rodrigo (Sebastiano Spada).
Le due attrici cui sono assegnate le parti di Perpetua e Agnese, figure che potremmo essere indotti a ricordare dai tempi della scuola come secondarie, incarnano qui la dignità della gente comune che, pur felice del ruolo conquistato, non accetta soprusi e arroganza, non si fa intimidire dalla celebrità di turno.
Seguendo le orme di Manzoni, Testori si cimenta con la propria versione de I promessi sposi dopo aver sperimentato in prima persona la – tanto discussa – riscoperta della fede in Dio: nello spettacolo, così come nel romanzo originale, le figure che più affascinano sono proprio quelle delle anime tormentate dal rimorso, dell’Innominato e della monaca di Monza che trovano nell’infelice coppia di giovani la possibilità di riscattarsi da una vita di peccato. Interessante la scelta di far uscire di scena Gertrude, dopo l’intenso monologo che ammalia quanti vi assistono, facendola scendere attraverso un’angusta botola nel sottopalco, come venisse inghiottita dal silenzio e dall’oblio della clausura.
La superba prova di Laura Marinoni, gli enormi occhi ingenui di Nina Pons che cercano l’approvazione del maestro e il piglio deciso di Carlina Torta e Laura Pasetti ci inducono a considerare questo I promessi sposi alla prova un adattamento dalla forte connotazione femminile, con buona pace della proverbiale misoginia di Testori. Non dimentichiamo poi la presenza di Andrée Ruth Shammah sul ponte di comando dove si immedesima idealmente nel ruolo del maestro della pièce e dirige con il consueto polso fermo gli attori, trasferendo loro – in particolar modo ai più giovani del cast – il suo punto di vista su questa professione. A distanza di oltre trent’anni, ora che gli straordinari personaggi allora al suo fianco non ci sono più, ora che le sue doti di regia non sono assolutamente in discussione, riprendere in mano e rivedere un’opera che ha rappresentato una tappa significativa del teatro contemporaneo denunciano la combattività mai doma di Andrée Ruth Shammah e un grande amore per questa forma d’arte.

Silvana Costa

Lo spettacolo continua:
Teatro Franco Parenti – Sala Grande
via Pier Lombardo, 14 – Milano
fino a domenica 7 aprile 2019
orari: martedì 20.00, mercoledì, venerdì, sabato 19.30
giovedì 20.15, domenica 16.15
www.teatrofrancoparenti.it

I promessi sposi alla prova 
di Giovanni Testori
adattamento e regia Andrée Ruth Shammah
con Luca Lazzareschi (il maestro), Laura Marinoni (l’attrice che fa Gertrude), Filippo Lai (l’attore che fa Renzo), Nina Pons (l’attrice che fa Lucia), Laura Pasetti (l’attrice che fa Perpetua), Sebastiano Spada (l’attore che fa Don Rodrigo)
e la partecipazione di Carlina Torta (l’attrice che fa Agnese)
scena Gianmaurizio Fercioni
luci Camilla Piccioni
musiche Michele Tadini e Paolo Ciarchi
costumi scelti dalla regia dal materiale di sartoria del Teatro curata da Simona Dondoni
aiuto regista Benedetta Frigerio
assistente alla regia Lorenzo Ponte
assistenti allo spettacolo Diletta Ferruzzi, Beatrice Cazzaro
direttore dell’allestimento Alberto Accalai
pittore scenografo Santino Croci
assistente scenografa Olivia Fercioni
macchinista Marco Pirola
elettricista Domenico Ferrari
fonico Matteo Simonetta
sarta Caterina Airoldi
scene costruite presso il laboratorio del Teatro Franco Parenti
produzione Teatro Franco Parenti/Fondazione Teatro della Toscana
con il sostegno dell’Associazione Giovanni Testori
durata 3 ore con intervallo

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