La purezza e il compromesso

Dopo Pasolini e Scerbanenco debutta l’atteso terzo capitolo della Trilogia della Città di Paolo Trotti, ispirato ai racconti di Giovanni Testori e mediato dalla restituzione cinematografica proposta da Visconti.

Paolo Trotti, autore e regista di La purezza e il compromesso, indugia una volta ancora nel raccontare la Milano del boom economico. Attingendo a piene mani dai testi di celebri autori del periodo, Trotti si addentra nella coltre di nebbia che avvolge la metropoli lombarda per andare oltre i dati ISTAT su immigrazione, occupazione, sviluppo economico e produzione industriale. Scendendo di scala, dall’entusiasmante quadro generale si passa alle micro realtà locali per mettere in luce differenti forme di disagio di chi è emarginato dalla società, dal ciclo produttivo e dal crescente benessere. Nasce così la Trilogia della Città – un viaggio attraverso l’Italia ed i suoi mutamenti che ha già riscosso ampio plauso di critica e pubblico con  La Nebbiosa di Pier Paolo Pasolini e I ragazzi del massacro tratto da un romanzo della serie di Duca Lamberti scritto da Giorgio Scerbanenco.
È ora la volta di Giovanni Testori con i racconti de Il ponte della Ghisolfa (1958) da cui in precedenza aveva tratto spunto anche Luchino Visconti per il celeberrimo Rocco e i suoi fratelli (1960). Il testo, rielaborato ora da Paolo Trotti per La purezza e il compromesso, vuole slegarsi dal tempo e dai luoghi originari per assumere una connotazione universale, raccontando il dramma dell’immigrazione e della ricerca del riscatto sociale. Essere obbligati a lasciare la terra natia perché non si è più in grado di provvedere ai bisogni famigliari è in generale un atto di violenza che lede l’animo delle persone, cui si aggiungono la mortificazione per il disprezzo e l’ostilità degli abitanti del luogo in cui ci si trasferisce.
Rocco e Simone, alla morte del padre, partono dal loro paese nell’Italia meridionale per raggiungere al Nord Vincenzo, il fratello trasferitosi tempo prima, che lì vi ha trovato lavoro. Vincenzo li ripudia e il mesto gruppo trova alloggio nel seminterrato di un palazzo: tra i migranti purtroppo sembra vigere l’uso di relegare ai livelli più infimi della scala sociale gli ultimi arrivati, inclusi i parenti stretti, per timore di sfigurare. Conquistare un posto fisso, un alloggio e il trascorrere del tempo elevano gl’immigrati sino alla quasi completa integrazione con chi in quella città vi è nato, inducendoli a dimenticare – se non rinnegare – le proprie origini.
In un simile contesto Rocco e Simone, da poco in città e bisognosi di trovare lavoro, cercano di farsi largo a suon di pugni: entrano nella palestra di Duilio Morini e iniziano a tirare di boxe. Come indica il titolo, La purezza e il compromesso, per i due fratelli e per Nadia – la prostituta che abita nel loro palazzo, di cui entrambi si innamorano – l’esistenza si trasforma in un continuo dilemma morale su quanto si sia disposti a fare per guadagnare denaro. Non solo Nadia vende il proprio corpo ma anche i due fratelli sono indotti a prostituirsi nei locali omosessuali piuttosto che a truccare i propri incontri di pugilato. Le loro vite si trasformano in una lotta contro il mondo e la propria coscienza per la sopravvivenza mentre la selezione naturale trama senza indugio per far soccombere gli animi più deboli.
La purezza e il compromesso colpisce il pubblico allo stomaco e al cuore grazie anche a un cast tanto giovane quanto convincente nel portare in scena siffatto esempio di lotta per un riscatto umano prima che sociale. Stefano Annoni è Rocco, l’idealista, mentre a Diego Paul Galtieri sono assegnate le parti del padre padrone, della madre che nonostante il lutto trova la forza di decidere le sorti dell’intera famiglia e di Duilio. A questi attori, già apprezzati nei precedenti episodi della trilogia, si uniscono i parimenti eccelsi Michele Costabile e Margherita Varricchio nei panni rispettivamente di Simone e Nadia. A Paolo Trotti un plauso per la scrittura dei dialoghi ma anche per un meticoloso lavoro di regia che ha saputo caricare la rappresentazione di elevato valore evocativo grazie a un’attenta e misurata coreografia dei movimenti scenici, enfatizzati dal disegno delle luci di Gabriele Santi e dalle musiche.
Non conosciamo il progetto originale delle scene di Francesca Biffi ma il fondale che richiama l’immagine tanto stereotipata quanto efficace del caseggiato popolare con il bucato steso ad asciugare, utilizzando panni anneriti più dal fuoco che dall’uso, sembra alludere alle traversie di La purezza e il compromesso. Lo spettacolo avrebbe infatti dovuto debuttare la scorsa Stagione ma il 30 aprile un incendio danneggia il Franco Parenti – il celebre teatro milanese che fa da cornice al debutto nazionale di tutti e tre gli episodi – e le scenografie ormai pronte per la prima. È trascorso quasi un anno da allora ma l’attesa è stata ampiamente ripagata da un lavoro capace di concludere eccelsamente la trilogia. A questo punto ci si augura che Teatro Linguaggicreativi, a conclusione del tour che attende questo dramma, voglia emulare Testori e mettere in cantiere la produzione di una nuova trilogia, parimenti entusiasmante.

Silvana Costa

Lo spettacolo continua:
Teatro Franco Parenti – Sala AcomeA
via Pier Lombardo, 14 – Milano

fino a domenica 9 febbraio 2020
www.teatrofrancoparenti.it

La purezza e il compromesso
Omaggio a Visconti e Testori

scrittura scenica e regia di Paolo Trotti 
con Stefano Annoni, Michele Costabile, Diego Paul Galtieri, Margherita Varricchio
scene e costumi Francesca Biffi
luci Gabriele Santi
responsabile di produzione Simona Migliori
produzione Teatro Linguaggicreativi

con il sostegno del Centro Residenza della Toscana (Armunia Castiglionecello – CapoTrave/Kilowatt Sansepolcro)
durata 1 ora e 20 minuti
prima nazionale
www.linguaggicreativi.it
 
In tour:
13 febbraio
Massafra (TA) – Teatro Comunale

14 febbraio
Gioia del Colle (BA) – Teatro Rossini

6 marzo
Teramo – Teatro Comunale

7 marzo
Orsogna (CH) – Teatro Comunale

8 marzo
Pescara – Teatro G. Cordova

21 marzo
Coriano (RN) – Teatro Corte

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