Nel segno di Caravaggio

Lo storico dell’arte Stefano Zuffi conduce i lettori dentro i capolavori di Michelangelo Merisi per indagare ogni singolo dettaglio della composizione e ricostruire così il percorso creativo dell’artista che ha rivoluzionato la pittura europea agli albori del XVII secolo.

Le recenti mostre milanesi dedicate a Caravaggio hanno puntato la luce sulla carica innovativa di uno stile che sovverte la pittura europea, sull’energia straordinaria che sprigionano capolavori capaci di far sentire l’osservatore partecipe della scena e non mero spettatore. L’effetto emotivo è dato da una composizione orchestrata meticolosamente nei dettagli in studi che, come raccontano gli atti d’archivio, il pittore trasforma in palcoscenici.
Con gran disappunto degli affittacamere di turno, Caravaggio dipinge alcune pareti degli appartamenti dove vive con gli stessi toni scuri utilizzati per preparare le tele, aprendo sorgenti di luce naturale dall’alto, predisponendo piattaforme a diverse altezze su cui dispone quegli oggetti descritti con dovizia di dettagli negli inventari stilati dagli ufficiali giudiziari dopo le tumultuose fughe dalla città in seguito a debiti o delitti. Egli lavora a lungo per  articolare la scena, posizionare i modelli e far prendere loro la giusta espressione, passando quindi direttamente alla fase della pittura su tela, tralasciando i bozzetti.
Aneddoti raccontano infatti come Caravaggio dipinga esclusivamente copiando dal vero, trascorrendo ore a studiare i cadaveri alla guisa di Leonardo, o ponendosi davanti ad uno specchio quando non ha abbastanza soldi per pagare un modello, o collezionando armi e suppellettili come il prezioso specchio a scudo che compare in Marta e Maria Maddalena (1599) a simboleggiare la vanità.
A questo e ai tanti altri dettagli che punteggiano i dipinti di Caravaggio lo storico dell’arte Stefano Zuffi – specializzato nel periodo tra Rinascimento e Barocco – dedica Nel segno di Caravaggio, un prezioso volume ricco di strepitose immagini a doppia pagina. In apertura è posta la cronologia che ripercorre le tappe fondamentali della vita dell’artista di origini lombarde, morto non ancora quarantenne, caratterizzata da episodi violenti che, a lungo, hanno gettato ombre pesanti sulla produzione di Caravaggio. Giudizio morale e artistico per secoli si sono infatti sovrapposti, portando i critici a liquidare le tele come drammatiche espressioni di un animo tormentato e popolate dagli stessi briganti e prostituite incontrati nelle bettole. Tra l’altro, nel capitolo degli Autoritratti nascosti Stefano Zuffi gioca con il pittore che – come farà Hitchcock nei suoi film – si diverte a nascondersi tra i personaggi che affollano le sue tele e, per quanto presto sia stata troncata la sua vita, di quadro in quadro si vede Caravaggio maturare da giovane imberbe a uomo tenebroso, consumato dal lavoro e dalla vita dissoluta.
Sebbene con i suoi capolavori segni i pittori a lui contemporanei e getti le premesse per lo stile barocco, il nome di Caravaggio cade nell’oblio per essere poi rispolverato e consegnato all’Olimpo dell’arte solamente verso la metà del XX secolo. I detrattori sembrano dimenticare gli agi in cui l’artista vive a Roma, a Palazzo Madama ospite del potente cardinale Del Monte: egli è un’autentica star e possedere una sua tela è indice di prestigio per i prelati e i nobili romani.
Il libro presenta l’elenco in ordine cronologico delle opere analizzate da Stefano Zuffi nei capitoli che seguono, ciascuna accompagnata dalle relative dimensioni per aiutare il lettore a capire le proporzioni del dettaglio proposto, fattore tutt’altro che trascurabile per apprezzarne la qualità d’esecuzione. Dettagli che ritroviamo eseguiti con pari maestria sia nelle imponenti pale d’altare concepite per essere ammirate anche dai fedeli inginocchiati lontani – si pensi alla Decollazione di San Giovanni Battista (1608) grande 361×520 cm – sia nel celeberrimo Canestra di frutta (1596) di soli 31×47 cm.
Zuffi nell’introduzione al volume spiega la scelta dell’oggetto dell’analisi compiuta. Il dettaglio “è un aspetto funzionale della scena: aiuta la comprensione dell’episodio narrativo, richiama alcuni aspetti simbolici dei temi o dei personaggi, ma solo raramente ha una sua propria autonomia espressiva. Le composizioni italiane puntano infatti alla sintesi creativa, spesso monumentale” (pag. 7). Lo storico prende il lettore per mano e lo conduce indietro nel tempo, nello studio e nella mente di Caravaggio, spiegando il motivo della scelta compiuta, il richiamo a soluzioni analoghe – si vedano gli orecchini con perle e nastro nero a terra in Maddalena penitente (1595/96) e indossati dalla protagonista della tela Giuditta e Oloferne  (1597/98) – oltre a curiosità di costume.
Sono ben nove le categorie e, quindi, i capitoli in cui Zuffi ripartisce i dettagli dei capolavori caravaggeschi posti sotto esame: Nature morte, Lame e acciaio, I sensi, Teste mozzate, Autoritratti nascosti, Modelli in posa, Gesti & espressioni, Il corpo, Animali.
La pubblicazione non è dunque il classico manuale sull’arte e sulla sciagurata vita di Caravaggio ma un’indagine che dai tanti indizi sul campo cerca di ricomporre un raffinato processo creativo. Zuffi, non di rado, evidenzia elementi in penombra che l’occhio, sedotto dall’azione principale, coglie distrattamente e gli restituisce il dovuto peso allegorico con ricchezza di informazioni tecniche e rimandi allegorici. Sono proprio le spiegazioni dell’autore, nell’epoca di Internet in cui sullo schermo del tablet, con l’ausilio di due sole dita, sarebbe possibile entrare nei capolavori di Caravaggio sparsi nei principali musei del mondo, a rendere unica la straordinaria rassegna di particolari raccolti in Nel segno di Caravaggio. Di capitolo in capitolo Stefano Zuffi, come un’appassionata guida turistica, indirizza con sapienza il lettore verso gli elementi più interessanti e glieli spiega senza pedanteria, in testi snelli e immediati come un post.

Silvana Costa

Stefano Zuffi
Nel segno di Caravaggio
Skira, 2017
edizione italiana, inglese e francese
24×32,5 cm, 288 pagine, 165 colori, cartonato
prezzo: 45,00 Euro    
www.skira.net

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