Shinobu Kikuchi

Shinobu Kikuchi, musicista giapponese, ha parlato del suo rapporto con la cultura avita suonando, cantando e spiegando pezzi della tradizione popolare della sua terra d’origine.
Una serata magica quella organizzata da Gratosuol per il terzo appuntamento con Le biografie degli altri: Shinobu Kikuchi ha trasportato il pubblico nei villaggi dell’Impero del Sol Levante, in un mondo lontano nel tempo e nello spazio in cui la quotidianità si dissolve tra leggende e tradizioni.
L’artista, in Italia da oltre vent’anni, ha condiviso il suo percorso interiore che dallo studio dei classici violino, pianoforte e canto lirico l’ha spinta, nel momento in cui si trovava nella patria del bel canto, a ritornare alle sue origini culturali, a riscoprire e studiare la musica dei suoi antenati per arrivare infine a capire chi lei veramente fosse.
Durante la serata, con la pacatezza e la dolcezza tipica della cultura orientale, ha spiegato il senso del termine Den-sho, combinazione di due ideogrammi che indicano il gesto di chi sta inginocchiato con le mani tese per ricevere un fardello prezioso, per custodirlo e trasmetterlo ad altri. Un concetto complesso che coinvolge più persone – chi dona, chi trasmette e chi riceve – in quello che, per rispetto agli antenati ed alla propria cultura, diventa una vera e propria missione di divulgazione. La stessa missione che Shinobu Kikuchi ha scelto di perseguire con il progetto musicale, da lei stessa concepito, intitolato per l’appunto Den-sho, che prevedere di avvicinare i suoni di oriente ed occidente, dando vita a nuove e più complesse sonorità.
Il fardello degli antenati è il titolo che secondo la musicista meglio descrive il suo concerto/racconto cui Vito Schiraldi, ideatore e tra gli organizzatori della rassegna, ha voluto aggiungere i termini ricerca, disciplina, percorso e creatività che gli permettono di sintetizzare le principali doti di una personalità tanto affascinante quanto complessa: “la nipponica disciplina con cui affronta il mestiere, l’ostinata coerenza nel percorso umano, la serietà nella ricerca artistica e un grande talento creativo.”
Un parte di questo fardello è stata trasmessa ai presenti attraverso una piacevole alternanza di nozioni culturali e territoriali di un Paese agli antipodi, per molti ancora avvolto dal mito; di melodie popolari; di spiegazioni di come sia nato ciascuna di esse, di cosa significasse e in che contesto venisse eseguita; di conoscenza degli splendidi strumenti a corda che ha portato con sé per accompagnarsi nel canto. Minyo è il termine con cui in Giappone si indicano i canti popolari, alcuni nati nei villaggi dei pescatori o dai contadini durante le lunghe giornate nei campi, altri ninnananne tristi di bambinaie ancora bambine, mandate lontano da casa per contribuire al modesto bilancio domestico, altre ancora filastrocche dell’infanzia usate anche per scacciare i demoni che popolano le ore notturne. Un viaggio dall’isola di Okinawa posta a sud dell’arcipelago sino al nord della regione di Tsugaru e ritorno, passando per boschi di ciliegi e campi di riso, per convenire con Shinobu che le nostre culture abbiano molti punti in comune da scoprire. Grazie dunque a Gratosoul che offre momenti di scambio come questo, molto graditi dal pubblico che lo ha ben dimostrato con il fuoco incrociato delle domande e dei commenti.
Ad ogni appuntamento, prosegue il racconto che Nicolàs Schiraldi, giovane artista locale, ci fa della sua biografia attraverso i dipinti ed disegni usati come sfondo all’oratore di turno; per la serata dedicata al suono, ha scelto di esporre il suo zoo personale: animali domestici e mitologici accomunati dal suo personalissimo stile espressivo.

Silvana Costa

Lo spettacolo continua:
C.A.M. Gratosoglio
Via Saponaro 30 – Milano
ingresso libero
www.gratosoul.it

Le biografie degli altri
Ciclo di incontri
Il suono
Fardello dagli antenati. Ricerca, disciplina, percorso e creatività.
con Shinobu Kikuchi
venerdì 9 marzo ore 20.30
 
Prossimi appuntamenti:
Il gioco
Uscire dal noto. Ripartire dal corpo. risvegliarsi e raccontarsi con il corpo.
con Lele Tori
venerdì 13 aprile ore 20.30
 
L’espressività
La maschera che rivela. Costruisco il racconto, affermo la mia verità.
con Salvatore Fiorini
venerdì 11 maggio ore 20.30
 
Lo stupore
Errare nei sentieri. Inoltrandomi nel buio i miei occhi scoprono le stelle.
con Gianni Latino
venerdì 8 giugno ore 20.30

Fotografie di Nino Romeo/CSM

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