Filippo, life is now

Il piccolo Filippo torna a casa dopo oltre 5 anni di tour trionfale con Skianto, la pirotecnica performance sulla disabilità utilizzata quale metafora del disagio esistenziale che oggigiorno induce un numero crescente di persone a isolarsi dalla realtà.

Filippo Timi è di nuovo in scena con Skianto al Franco Parenti di Milano, teatro da dove, ormai un lustro fa, ha preso il via il tour italiano. Il lungo viaggio ha rappresentato un’occasione per crescere e rivedere alcuni passaggi del testo al fine di mettere a punto uno spettacolo coinvolgente, commovente e divertente al tempo stesso. Timi si ripresenta oggi al pubblico milanese con uno spettacolo rinnovato e una sorpresa finale.
Rimangono tuttavia inalterate la struggente trama di Skianto e la sua struttura, basata su una sequenza di quadri intervallati dalle performance di Salvatore Langella che alle canzoni unisce divertenti coreografie. La musica, al pari dei costumi e dei riferimenti, affonda le mani nella cultura pop degli anni Ottanta e Novanta. Sono decenni di eccessi, di colore e di allegria; sono i decenni dell’infanzia e dell’adolescenza di Timi che di Skianto è autore, regista e interprete.
Sulle pareti spoglie della palestra della scuola che fa da fondale sono proiettati spezzoni del cartone animato Candy Candy – che fa indignare il piccolo Filippo per le sventure che perseguitano la protagonista – o di Fantastico con i balletti di Heather Parisi che tanto piace al nonno. Il nonno è il parente per cui il piccolo Filippo prova più simpatia: adora i racconti bislacchi che gli propone e il fatto che lo tratti più come un complice che per il bambino disabile che è. Il suo cervello infatti non si è sviluppato come avrebbe dovuto e ciò rende complicato – se non impossibile – comunicare e muoversi. Quanto impegno gli è costato imparare a controllare le mani e che fatica scendere i gradini per andare in giardino nonostante l’aiuto di papà. Davanti ai suoi occhi scorre la vita di una famiglia semplice ma la forte fantasia, unita all’ingenuità peculiare dell’infanzia, lo guidano a costruire un mondo fantastico.
L’utilizzo dell’importante cadenza del dialetto perugino conferisce già di per sé forti pennellate di colore alla narrazione. A questo si aggiunge la tagliente ironia del bambino dalle gote pittate di rosso come Heidi che commenta con divertito disincanto le vicende intorno a lui – sesso incluso – dimostrando una visione estremamente lucida dei fatti della vita. Il piccolo Filippo, nonostante le tante cose da dire gli escano tramutate in uno spaventoso grugnito, non trattiene quel desiderio di esprimersi e interagire che lo porta a cantare con Salvatore Langella sul palco del teatro. È questo un chiaro monito a non perdersi il piacere della partecipazione, chiudendosi in un mondo virtuale, sprecando così i doni della vita.
Lo spettacolo, a dispetto dell’irriverenza del Filippo adulto, affronta la disabilità con rispetto e delicatezza incomparabili. “Life is now!”, la vita è adesso incita il piccolo Filippo tra un volo e un giro sui pattini, tra un travestimento da cow boy e uno da mini pony. Bisogna vivere ogni esperienza con slancio e curiosità, pronti ad accogliere con entusiasmo qualunque novità si prospetti all’orizzonte.
Entusiasmo per la vita e le sue sorprese che accomuna lo spettacolo al primo “one monster show” della tv italiana, condotto da Filippo Timi e in onda su Rai 3 il 13 e il 20 febbraio 2020. Il titolo? Skianto, ovviamente.

Silvana Costa

Lo spettacolo continua:
Teatro Franco Parenti – Sala Grande
via Pier Lombardo, 14 – Milano

fino a domenica 2 febbraio 2020
www.teatrofrancoparenti.it

Skianto
uno spettacolo di Filippo Timi

con Filippo Timi
e con Salvatore Langella
luci Gigi Saccomandi
costumi Fabio Zambernardi
canzoni Filippo Timi, Salvatore Langella
assistente alla regia Daniele Menghini
produzione Teatro Franco Parenti
spettacolo nato nel 2014 in coproduzione con il Teatro Stabile dell’Umbria
durata 1ora e 15 minuti

Ultime date della tournée:
4/9 febbraio

Torino – Fonderie Limone

11/12 febbraio
Orvieto – Teatro Mancinelli

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