Teatro Spazio Tertulliano|Stagione 2019/20

A metà novembre si inaugura la nuova Stagione dello Spazio Tertulliano con un’avvincente sequenza di tre produzioni interne in prima assoluta.

Lo Spazio Tertulliano, con quella che inizierà il prossimo 14 novembre, giunge alla decima Stagione d’attività. Un traguardo di tutto rispetto per il teatro collocato nel comparto Sud-Ovest di Milano dove l’area residenziale si sfrangia progressivamente per incunearsi tra i mercati generali e i campi del Parco della Vettabia. Un comparto forse non problematico ma caratterizzato da forte mix etnico e grande eterogeneità generazionale, dove il palcoscenico del Tertulliano, al centro di un ex complesso produttivo convertito alla cultura e alla formazione, è consolidato punto d’incontro.
Già questo fattore da solo dovrebbe essere un bel motivo d’orgoglio per Giuseppe Scordio, il direttore artistico che crede nell’istituzione e lotta per mettere in piedi ogni singola nuova Stagione. Se scorriamo il repertorio però troviamo un’ulteriore ragione per cui andare fiero del lavoro svolto: negli anni ha creato un ponte generazionale accostando attori di fama e nuovi talenti ma soprattutto, come lui stesso ama sottolineare, in 10 stagioni ha invitato circa 200 compagnie, molte ai loro primi passi, che qui si sono fatte le ossa con il pubblico e oggi sono di casa sui più prestigiosi palcoscenici italiani.
Il calendario 2019 – 2020 offre forse un numero ridotto di spettacoli ma ospita una sorprendete percentuale di nuove produzioni, tra cui le tre dello stesso Tertulliano, incentrate sul tema del valore della vita. L’onore di inaugurare la Stagione spetta a Giacobbe Fragomeni. Forse… “lassù qualcuno mi ama” (14 novembre-15 dicembre), un monologo scritto, diretto e interpretato dallo stesso Scordio. Protagonista della storia è Giacobbe Fragomeni, il pugile campione del mondo WBC nel 2008 per la categoria dei pesi massimi leggeri. Fragomeni nasce in periferia, nello stesso quartiere di Giuseppe Scordio, e ha un’infanzia solcata da gravi problemi famigliari e lutti che, crescendo, lo conducono all’abuso di droga e poi sull’orlo del suicidio. Dopo la vittoria del titolo mondiale sono uscite diverse biografie di Fragomeni che ne ripercorrono la vita, identificando nel pugilato un’occasione per rinascere e crearsi un futuro migliore, applicando nella lotta alle dipendenze la medesima disciplina mentale rispettata in allenamento. A differenza dei predecessori, Scordio sceglie di dare al proprio testo un taglio forse meno epico ma più introspettivo, indagando le ragioni che hanno trattenuto l’amico dal suicidarsi e gli stimoli cui aggrapparsi per uscire dalla bolla di solitudine che lo isola dal mondo. Scordio ancora una volta porta in scena una storia di sport, meticciando il teatro con altre discipline da cui mutua il linguaggio per attrarre e comunicare anche con quel mondo. Inoltre, come denuncia il titolo, egli si diverte a citare anche altri autori e registi celeberrimi, a iniziare da Robert Wise che nel 1956 dirige il film Lassù qualcuno mi ama con Paul Newman, ispirato alla biografia di Rocky Graziano, il campione di boxe italoamericano degli anni Quaranta.
Dopo la pausa natalizia, la programmazione riprende nel nuovo anno con Il talento di vivere (16 gennaio-2 febbraio), la riduzione per le scene a cura di Fausto Malcovati del racconto Una storia noiosa di Anton Čechov. Il Prof. Malcovati minimizza timidamente il proprio compito, confessando come ogni racconto dell’autore russo contenga una struttura teatrale già pronta, fattore che gli ha consentito di lavorare con grande rispetto dell’originale, agendo solamente nello sciogliere alcuni nodi narrativi. Protagonisti sono Camilla Violante Sheller, un’attrice che – come Irina ne Il gabbiano – è assolutamente priva di talento, e Massimo Loreto, un prestigioso professore che, scoprendosi in fin di vita, si interroga sul senso della propria esistenza e sull’aver messo a frutto tutto il talento di cui disponeva.
Vivi ! Come il mare. Pièce per due delfini (13-28 febbraio), scritto da Giuseppe Scordio e Giulia Lombezzi, è la storia di una fuga rocambolesca e drammatica – eppure a tratti comica per le dinamiche che si creano tra i protagonisti – di una coppia di delfini, padre e figlio, che lasciano la gigantesca isola di plastica presso cui vivono alla ricerca di acque incontaminate. Il testo è scritto con la consulenza di Marevivo Onlus nel tentativo di rendere gli spettatori ancor più consapevoli delle problematiche degli oceani: le isole di plastica, le microplastiche che, scambiate per plancton, uccidono pesci e uccelli e lo scioglimento dei ghiacciai. È importante salvaguardare l’oceano perché, oltre che fonte di cibo, contribuisce alla creazione di una significativa porzione dell’ossigeno che respiriamo e assorbe il calore ritardando il collasso climatico che i governi sembrano disinteressati a scongiurare.

Giulia Lombezzi è la co-autrice anche di Un capitano (12-15 marzo), la trasposizione teatrale della drammatica attraversata dall’Africa all’Europa di Amr Abuorezk. L’opera non è tanto una testimonianza sulle disumane condizioni in cui gli scafisti fanno viaggiare il loro carico di vite umane quanto il racconto epico dell’impresa che trasforma un ragazzo egiziano in eroe suo malgrado. Non sempre infatti la vita lascia possibilità di scelta come accade nel 2013 ad Amr che, alla ricerca di un futuro migliore, durante la navigazione nel Mediterraneo si rende conto che le persone al timone del gommone non lo sanno condurre. Conscio del pericolo, forte dell’esperienza accumulata lavorando per anni sui pescherecci, Amr si fa avanti ed esige di prendere il controllo della situazione impartendo ordini su come pilotare il natante. Nasce così un copione che ondeggia dalla drammaticità della catastrofe imminente al lirismo di ispirazione omerica con Amr nei panni di un novello Ulisse che incita la ciurma a non perdere le speranze di tornare a Itaca.
Daniela Quarta informa su come gli uomini vivano le interruzioni spontanee di gravidanza in Un altro come me (5-8 marzo), offendo a questa metà del cielo la possibilità di far conoscere come affronta una tematica sempre analizzata dal punto di vista femminile. Paola Giacometti è autrice e interprete di L’enigma di Maria Maddalena (2-5 aprile), una pièce dedicata ad approfondire la sfaccettata figura di questa figura dei Vangeli e dei Vangeli apocrifi. L’opera, diretta da Luca Ligato, vuole tratteggiare il ritratto di una peccatrice che trascorre gli ultimi anni della vita in eremitaggio per fare un bilancio della propria esistenza e purificarsi al fine di potersi ricongiungere con Cristo.
Microfoni aperti (19-22 marzo) è lo spettacolo di musica e pensieri con cui Martino Corti cerca una ricetta per salvare il mondo prendendo spunto dai cantautori che ultimamente hanno conquistato il mercato del pubblico più giovane. L’ironia, il sarcasmo, lo humor e la profondità dei concetti sono l’inconfondibile marchio d fabbrica delle performance di Martino Corti, pronto a balzare con volo pindarico da considerazioni cosmiche all’ansia del ruolo di padre perennemente spiazzato dai pensieri disarmanti, lucidi e illuminati che solo i bambini riescono a elaborare.
Non sono più bambini ma non si sentono ancora adulti i protagonisti di Amore (16-19 aprile) di Matteo Gatta, la cronaca del rapporto tra un ragazzo e una ragazza, complicata dalle parole di amici e parenti. Un rapporto che, non sapendo come classificare, viene sbrigativamente definito amore.

In Scena Veritas produce Radiostrambodramma (19-20 dicembre), uno spettacolo a documentazione di cosa facciano gli attori mentre recitano in un radiodramma. Un lavoro che lo spettatore può scegliere di vivere con pathos appassionandosi alle vicende dei personaggi o divertendosi nel seguire le azioni degli attori in scena, a seconda che tenga gli occhi chiusi o aperti.
La giovane compagine di attori diretti da Francesco Scarpace Marzano si cimenta con un grande classico: le perverse dinamiche delle due coppie di coniugi di Chi ha paura di Virginia Woolf (25-27 marzo).
Alberto Corba ha scritto Il re dei segreti (7-9 maggio) affascinato dalla figura di Robert Philip Hanssen, l’uomo insospettabile, dalla vita integerrima, che per 20 anni vende ai sovietici i segreti dell’FBI. Smascherato e catturato ottiene di scontare l’ergastolo in regime di massima sicurezza, nell’impossibilità fisica di costruire nuovi segreti ma fermamente determinato a non rivelare il motivo del suo tradimento agli USA.
Chiude la stagione Kalimero (15-16 maggio), lo spettacolo vincitore della seconda edizione del concorso per compagnie non professionistiche che si svolge ogni estate allo Spazio Tertulliano. Con il titolo ispirato alle disavventure del pulcino Calimero che, sporcatosi di nero non viene riconosciuto nemmeno dalla madre, la compagnia Òstudios Teatro riflette sulla difficoltà di accettare il diverso da sé, a prescindere dalla forma in cui esso si manifesti. Ambientato in una cittadina tedesca negli anni Settanta, Kalimero denuncia la crudezza con cui la comunità locale tratta il nuovo arrivato dalla Grecia che con i suoi modi vivaci rompe i loro ritmi quotidiani.

Silvana Costa

Gli spettacoli andranno in scena:
Spazio Tertulliano
via Tertulliano 70 – Milano

www.spaziotertulliano.it

Stagione 2019 – 2020
14 novembre – 1 dicembre
e 12 – 15 dicembre
Giacobbe Fragomeni
Forse… “lassù qualcuno mi ama”
Tratto da una storia vera
scritto, diretto e interpretato da Giuseppe Scordio
produzione Spazio Tertulliano                           
prima nazionale

16 gennaio – 2 febbraio
Il talento di vivere
tratto dal racconto Una storia noiosa di Anton Čechov
con Massimo Loreto e Camilla Violante Sheller
regia Fabrizio Visconti
riduzione teatrale Fausto Malcovati
produzione Spazio Tertulliano
prima nazionale

13 – 28 febbraio
Vivi ! Come il mare
Pièce per due delfini
di Giuseppe Scordio e Giulia Lombezzi
con Giuseppe Scordio e Gabriele Boria
produzione Spazio Tertulliano
prima nazionale
 
5 – 8 marzo
Un altro come me
con Alessandro Negri
testo e regia Daniela Quarta
scene e costumi Francesca Biffi
produzione Banda Sciapó

12 – 15 marzo
Un capitano
di Giulia Lombezzi e Amr Abuorezk
con cast in via di definizione
regia Eleonora Gusmano

19 – 22 marzo
Microfoni aperti
uno spettacolo di Martino Corti
di e con Martino Corti
produzione Cimice

2 – 5 aprile
L’enigma di Maria Maddalena
di e con Paola Giacometti
regia Luca Ligato
produzione Teatrouvaille

16 -19 aprile
Amore
di Matteo Gatta
con Grazia Capraro, Matteo Gatta, Viola Marietti, Matteo Principi
regia Viola Marietti
produzione Progetto Goldstein e Teatro Studio Uno

Altre storie…
19 – 20 dicembre
Radiostrambodramma
di Manuela Calaga
con Manuela Malaga, Alessandro Chieregato, Caterina Bellosta, Simone Caputi, Cristiano Callegari
produzione In Scena Veritas

25 – 27 marzo
Chi ha paura di Virginia Woolf
di Edword Albee
con Elena Boat, Luigi Cianciaruso, Maurizio Gigliotti, Raffaella Alberti
regia Francesco Scarpace Marzano

7 – 9 maggio
Il re dei segreti
di Alberto Corba
con Corrado Calda e Camilla Turrini
regia Alberto Corba
produzione Teatro dei Lupi

15 – 16 maggio
Kalimero
di compagnia Òstudios Teatro
con Giada Bonanomi, Francesco Cundò, Riccardo Dell’Orfano, Camilla Lamorte, Elisa Munforte
regia compagnia Òstudios Teatro
produzione compagnia Òstudios Teatro
spettacolo vincitore della seconda edizione del concorso per compagnie non professionistiche Il sogno di una notte di mezza estate

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