Un comico fatto di sangue

alessandro-benvenuti-comico-fatto-di-sangue-41Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare“. Solo John Belushi in Animal House? Certo che no. Anche il nutrito pubblico che ieri sera, Against all odds, si è spinto Ai confini della realtà, per godersi una serata a teatro, non è stato da meno. Con buona pace per chi afferma che il teatro è morto.

Un vento da Cime tempestose, una strada buia in un boschetto in stile Cappuccetto Rosso, un freddo pungente decisamente fuori stagione, una signora che – per ripararsi – si infila in testa un sacchetto di plastica, un fazzoletto di un metro quadrato sul quale recitare di fronte a una platea che barbella – e il Cielo può attendere. Stasera Alessandro Benvenuti interpreta forse il suo personaggio più nero, striato di una vena ironica che fa ridere il pubblico per un’intera ora, anche amaramente.
Recuperando uno dei tre episodi di Comici fatti di sangue (in scena nel 2013 al Teatro Rossini di Pontasserchio, con due episodi intinti nello humour nero di Ugo Chiti), Benvenuti sceglie di approfondire la storia di cui era già autore, aggiungendovi il punto di vista della moglie del protagonista, Mara. E non a caso, essendo uomo intelligente, chiede la collaborazione di una donna in carne e ossa, Chiara Grazzini, che si dimostra non solamente autrice all’altezza dei succitati drammaturghi, ma incisiva al punto tale da rendere la sua Mara un esempio lampante ma non scontato, verisimile ma non stereotipato, di quelle tante, troppe donne, che si vedono la vita scorrere davanti tra fornelli e ricordi, figli indecifrabili e mariti assenti (ma non lontani), fino a un epilogo tanto inatteso quanto può esserlo un tuffo nella realtà per chi abbia sempre navigato tra i sogni.
Un comico fatto di sangue inquadra il prima, i quindici anni di pseudo-felicità che portano Un uomo tranquillo a trasformarsi in un omicida. Le situazioni sono tratteggiate con mano ferma e il quadro si staglia di fronte agli occhi dello spettatore meglio che se lo vedesse ripreso su pellicola. Ogni immagine, ricca di humour, ha un che di verisimile che riporta immediatamente alla mente volti di amici, racconti di parenti, storie di vicini, perfino la propria esperienza diretta con i mille piccoli grandi contrattempi, delusioni, illusioni e bruschi risvegli che l’esistenza ci presenta in conto a ogni respiro. L’Ascensore per il patibolo (essendo in Italia, il ricovero in una Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) scende lentamente: il deterioramento psicologico va di pari passo con quello materiale della casa – il luogo che dovrebbe accogliere e includere, rassicurare e difendere – e delle relazioni familiari – sempre più borderline, dove la violenza da implosiva si fa esplosiva, e da verbale diventa fisica. Estremamente sagace, in questo senso, il tratteggio di un malessere che ribolle sotterraneo, interessando fin nelle viscere tutte le componenti del nucleo familiare: un modo di vivere il rapporto con l’altro da sé sempre più menefreghista ed egocentrico e, nel contempo, autodistruttivo e aggressivo che coinvolge tutti. Come se la marea nera che fagociterà l’intera famiglia, avesse covato tra le sue fondamenta ben aldilà del pater familias.
Lo humour di Benvenuti è chiaroscurale e – rispetto ai finali neri degli episodi di Chiti – la tragedia è solo accennata. Ma il portato non cambia: il cosiddetto genere giallo, dai tempi degli hard boiled fino a James Ellroy e Henning Mankell, può fotografare la realtà che stiamo vivendo con audacia e precisione. Lo humour nero in stile Dottor Stranamore o Brian di Nazareth può renderla più lieve ma non edulcorarla. Al contrario: le risate diventano amare come lacrime salate e non c’è speranza né per i vinti né per i vincitori – in altre parole: non c’è trippa pe’ gatti.
Resta il ricordo di una serata iniziata sotto i peggiori auspici che si è trasformata nella più pura forma di teatro: un attore che racconta una storia a una platea in attesa di ascoltare e capire.

Simona M. Frigerio

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Lo spettacolo è andato in scena nell’ambito di Utopia del Buongusto:
B&B Arpaderba

Il Castellaccio (LI)
sabato 12 agosto, ore 21.30
www.guasconeteatro.it/Utopia-del-Buongusto-1.htm

Arca Azzurra presenta:
Un comico fatto di sangue
di e con Alessandro Benvenuti
collaborazione drammaturgica Chiara Grazzini

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