Gene Gnocchi, nel nuovo spettacolo in questi giorni in scena a Milano, ripercorre mezzo secolo di improbabili lavori e lancia anticipazioni sui programmi per il futuro.
Gene Gnocchi è in tour con il nuovo spettacolo, Una crepa nel crepuscolo, e per la tappa milanese attualmente in corso sceglie di esibirsi al Teatro Franco Parenti. Le repliche proseguono fino a domenica 25 maggio.
Ideato insieme a Luca Fois e Massimo Bozza e portato in scena con quell’egregia spalla comica che è il chitarrista Diego Cassani, Una crepa nel crepuscolo si inserisce nel solco dei precedenti spettacoli di Gnocchi, sospesi tra una disillusa analisi della contemporaneità e la seriosa narrazione di eventi surreali. È questa infatti la cifra stilistica che da sempre lo contraddistingue, accompagnata da un tono di voce pacato e una faccia assolutamente imperturbabile che – se non si seguissero quotidiani e telegiornali – renderebbero impossibile distinguere fantasia da realtà. Una realtà già incredibile di suo, tra infelici uscite dei politici, programmi televisivi discutibili, mode assurde e celebrità che sembrano partorite dalla fantasia di un romanziere.
Una realtà che Gnocchi, giunto ormai al suo sestultimo spettacolo, dichiara di non tollerare più e nel titolo riassume scherzosamente questo disagio. Una crepa intacca la diga costituita dalle regole della civile convivenza sino a farla crollare e Gene Gnocchi, come un fiume in piena, travolge il pubblico in sala con considerazioni graffianti e una satira feroce che non risparmia nessuno, da Bruno Vespa al generale Vannacci, dai Queen a Pupo, senza scordare il grande protagonista di questi ultimi anni: il Covid.
Il crepuscolo è invece un riferimento a questa fase della propria carriera, preannunciando un prossimo – ma, per fortuna, nemmeno troppo vicino – ritiro dalle scene. Gnocchi quantifica con precisione in cinque le nuove produzioni da mettere in cantiere e portare in tour prima di concedersi il meritato riposo.
La prima parte di Una crepa nel crepuscolo è dedicata a rievocare il proprio percorso lavorativo, in cui include pure le bizzarre attività in cui si cimenta prima dedicarsi a tempo pieno allo spettacolo, a iniziare dall’incarico di spargere la granella di zucchero sui Buondì. Lungi da noi l’idea di rovinare ai lettori il piacere di scoprire tutti gli altri lavori svolti da Gene Gnocchi e ridere della naturalezza con cui racconta le esperienze più improbabili. Le esperienze televisive ovviamente non sono da meno, tra proposte strambe ricevute e allucinati reportage di quanto osservato dietro le quinte. Si uniscono a tutto questo le considerazioni personali sugli argomenti più disparati, da un pubblico che invecchia sempre più a strategie per sfuggire alle richieste di selfie, dai bambini a teatro agli argomenti di dialoghi con i taxisti.
La presenza di Diego Cassani gli consente poi di rinverdire i tempi in cui era il frontman de I Desmodromici, il gruppo di cui era parte anche il fratello Charlie, e di sbizzarrirsi nell’imitazione di cantanti, tra cui Gianni Morandi, Eros Ramazzotti e Ligabue, unendo doti vocali a sfacciata esasperazione delle peculiarità caratterizzanti l’originale.
È doveroso scrivere che alcune situazioni – con le relative battute – sono riprese da spettacoli precedenti ma Gene Gnocchi, come una brava sartina che ridà vita a un vecchio abito ormai fuori moda, è abile nell’inserirle nel contesto di Una crepa nel crepuscolo. Il risultato è ineccepibile: un’ora e mezza di tagliente ironia e racconti surreali porti con disarmante candore a sciogliere anche lo spettatore più arcigno in una risata continua.
Silvana Costa
Lo spettacolo continua:
Teatro Franco Parenti – Sala Blu
via Pier Lombardo, 14 – Milano
fino a domenica 25 maggio 2025
www.teatrofrancoparenti.it
Una crepa nel crepuscolo
di Gene Gnocchi, Luca Fois, Massimo Bozza
con Gene Gnocchi, Diego Cassani (chitarra)
Luna Di Miele produzioni
durata 1 ora e 35 minuti
