Uno scandalo che dura da diecimila anni

Il romanzo di Elsa Morante prende vita al Teatro Franco Parenti in uno spettacolo firmato da Marco Archetti per la drammaturgia e da Fausto Cabra per la regia.

Teatro Franco Parenti di Milano, in vista delle celebrazioni del 25 aprile, porta in scena La Storia. Uno scandalo che dura da diecimila anni, uno spettacolo liberamente ispirato a La Storia di Elsa Morante e coprodotto con Fondazione Campania dei Festival – Campania Teatro Festival e Centro Teatrale Bresciano.
Il celeberrimo romanzo pubblicato per la prima volta nel 1974 in Italia, per i tipi di Giulio Einaudi Editore, racconta le vicende di Ida Ramundo e dei suoi due figli negli anni compresi tra il 1941 e il 1947. Un’opera corposa e affascinante in cui le vicende personali di queste tre persone si intrecciano con la Storia con la S maiuscola: le leggi razziali, le violenze perpetrate dai militari tedeschi, Roma sotto le bombe, le camicie nere, i partigiani e la ricostruzione con le speranze che trascina con sé.
La Storia. Uno scandalo che dura da diecimila anni, come recita il sottotitolo, riesce efficacemente a riprodurre le dinamiche che nel romanzo regolano i rapporti tra gli esseri umani, mostrando come, al di là delle azioni individuali, il destino di ciascuna persona venga schiacciato da meccanismi più grandi, in un continuo conflitto tra violenza e amore, tra innocenza e tragedia.
Marco Archetti condensa l’essenza di La Storia in un testo teatrale di forte impatto, messo in scena con la regia di Fausto Cabra e con Franca Penone, Alberto Onofrietti e Francesco Sferrazza Papa interpreti rispettivamente di Ida, Nino e Useppe. In poco meno di un’ora e mezza di spettacolo si assiste alla rappresentazione degli episodi più significativi della famiglia di Ida Ramundo, vedova Mancuso, restituendo al pubblico in sala – anche a quanti non hanno mai provato il piacere di perdersi nella lettura del romanzo di Elsa Morante – la complessità della trama e lo spessore dei personaggi, inclusi quelli con cui man mano i protagonisti incrociano il proprio destino. Non mancano nemmeno gli escamotage narrativi per dar vita a Bella, il pastore maremmano che sin dal suo arrivo in famiglia vive in simbiosi con Useppe.
Archetti crea un parallelismo tra il presente e gli anni Quaranta, immaginando una madre in aeroporto, in viaggio per raggiungere i figli; un imprevisto ritarda la partenza del volo così lei inganna l’attesa dedicandosi alla lettura de La Storia. Una lettura che prosegue anche durante il volo, sino al momento in cui può abbracciare i figli.
Roberta Monopoli concepisce una scenografia spartana, composta di pochi elementi essenziali che, una volta collocati sul palcoscenico, contribuiscano a rendere, da un lato, lo scorrere degli eventi e, dall’altro, le ristrettezze sofferte dalla popolazione a causa della guerra, costretta a vivere in rifugi di fortuna o in edifici danneggiati dalle bombe. Il piccolo Useppe a un certo punto scoppia infatti in lacrime, manifestando alla madre quanto sia stanco di vivere in una simile situazione.
Lo spettacolo, pur strizzando l’occhio al cinema neorealista ambientato tra le macerie della città eterna, si sviluppa con la cadenza veloce di molte produzioni moderne. Una cadenza che tuttavia si fa distesa nei momenti preganti di La Storia, permettendo agli interpreti di restituire in tutta la sua potenza il testo di Elsa Morante. Fausto Cabra inanella veloce il racconto, configurandolo come una sequenza di istantanee in cui i dialoghi e le azioni dei protagonisti prendono il sopravvento sulla voce narrante di Ida. Alla donna è delegato il compito di introdurre ogni scena mentre sullo sfondo scorrono immagini e video dell’epoca montati da Giulio Cavallini.
L’interpretazione offerta dai tre attori – tutti artisti di casa al Teatro Parenti – è magistrale e coinvolgente. Franca Penone riesce a toccare i cuori di tutti gli spettatori nel ruolo di Ida, una madre divisa tra il lavoro di insegnante e l’amore assoluto per i figli, messa continuamente alla prova dalle scelte di vita di Nino e dalla malattia che consuma Useppe, pur sforzandosi di mantenere sotto controllo l’apprensione per non turbarli. Ida è un personaggio descritto con meticolosità e amore da Elsa Morante che Franca Penone restituisce in tutta la sua struggente complessità in scena.
Alberto Onofrietti interpreta Nino lungo l’arduo passaggio dall’adolescenza alla maturità – più anagrafica che reale –, senza mai abbandonare l’impulsività di chi ambisce ad avere tutto con il minimo sforzo, connotandolo con la parlata popolare, il linguaggio volgare e i gesti ampi. La sua presenza scuote la scena, trascinando con l’energia di Nino gli altri personaggi.
Francesco Sferrazza Papa, prima con le fasce da neonato e poi con i calzoncini corti da bimbetto, strappa invece sorrisi e suscita tenerezza nell’esprimere la grande curiosità di Useppe verso il mondo man mano compie le proprie scoperte e si avventura nella vita.
La Storia. Uno scandalo che dura da diecimila anni è uno spettacolo ben riuscito, capace, proprio grazie all’essenzialità cui è ridotto il romanzo di Elsa Morante, di metterne in luce il significato profondo. Offre innumerevoli spunti di riflessione in un periodo in cui sembra si sia scordata la devastazione connessa alle scelte scellerate compiute nel Novecento. Una riflessione doverosa alla luce degli eventi che stanno infiammando il mondo perché, per quanto il destino sia ineluttabile, l’uomo può sempr tentare di porvi argine con l’intelligenza e la volontà.

Silvana Costa

Lo spettacolo continua:
Teatro Franco Parenti – Sala Grande
via Pier Lombardo, 14 – Milano
fino a domenica 26 aprile 2026
www.teatrofrancoparenti.it

La Storia
Uno scandalo che dura da diecimila anni
liberamente ispirato a La Storia di Elsa Morante, edito in Italia da Giulio Einaudi Editore
by arrangement with The Italian Literary Agency
drammaturgia Marco Archetti
regia Fausto Cabra
con Franca Penone, Alberto Onofrietti, Francesco Sferrazza Papa
scene e costumi Roberta Monopoli
drammaturgia del suono Mimosa Campironi
luci Marco Renica, Fausto Cabra
video Giulio Cavallini
regista assistente Anna Leopaldo
consulenza movimenti scenici Marco Angelilli
produzione Teatro Franco Parenti, Fondazione Campania dei Festival – Campania Teatro Festival, Centro Teatrale Bresciano
durata 1 ora e 20 minuti