Venezia. Le grandi navi

Gianni Berengo Gardin 1Una mostra con le straordinarie fotografie di Gianni Berengo Gardin per denunciare quello che Philippe Daverio – senza complessi giri di parole – definisce “il disastro eco estetico delle grandi navi che attraversano il canale della Giudecca”.

Venezia, insieme al complesso sistema storico ambientale della sua laguna, nel 1987 è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Per preservare i capolavori artistici delle sue isole e l’ecosistema del fitto intrico di terre emerse e canali è stato promulgato un poderoso sistema normativo che – come ironizzano in molti – finirà per trasformarla in un enorme museo a cielo aperto. Alla luce di tutto ciò restiamo basiti quando, seduti a un caffè di piazza San Marco con l’intento di ammirare il panorama, la visione di San Giorgio Maggiore ci viene preclusa da una nave. Non una gondola, né un vaporetto ma una ciclopica nave da crociera che, con il suo carico di turisti estasiati transita indisturbata a pochi metri da palazzi che l’intero mondo ci invidia.
È inutile spendere miliardi per realizzare Mose e proteggere la città dall’acqua alta se poi si permettere alle navi da crociera di far vibrare edifici secolari con il volume d’acqua che il loro semplice passaggio smuove. Senza dimenticare che, dopo il disastro dell’Isola del Giglio, l’ansia che un errore di manovra possa provocare un incidente è sempre più pressante. Le autorità poste a vegliare su Venezia, dimostrando una sconvolgente superficialità di giudizio, permettono tutto ciò per il mero fino di ottenere introiti dalle grandi compagnie di navigazione. Denari che rischiano di dover essere interamente spesi per preservare la solidità statica delle costruzioni storiche e per gli interventi ambientali. Il fatto che i veneziani non siano i soli a mostrare tanta ottusità – pensiamo per esempio ai concerti che le Autorità mantovane autorizzano nella meravigliosa piazza Sordello, salvo poi stupirsi delle lesioni provocate dalle onde acustiche nei palazzi medievali – non giustifica il loro operato.
Ben venga allora il sigillo giallo di “Save Italy” che Philippe Daverio ha conferito a Venezia. Le grandi navi, l’esposizione di fotografie di Gianni Berengo Gardin aperta al pubblico a Milano sino al 16 novembre alla Biblioteca del Daverio. La mostra, già presentata nel capoluogo lombardo nel 2014 a Villa Necchi con la curatela di Alessandra Mauro di Fondazione Forma, è visitabile anche a Venezia, sino al 6 gennaio, nel Negozio Olivetti di piazza San Marco, capolavoro progettato da Carlo Scarpa nel 1958 e gestito dal FAI. Essa si compone di trenta fotografie, stampate in bianco e nero, realizzate da Gianni Berengo Gardin tra 2013 e 2014, accompagnate da un catalogo compatto dove alle vedute recenti della laguna sono accostate immagini d’epoca.
Venezia è la città d’origine della famiglia di Berengo Gardin e lui, alla vista delle navi, alte ben più del campanile di San Marco, decide di intervenire con severo piglio giornalistico documentando la situazione con la sua macchina fotografica. “Ero turbato soprattutto dall’inquinamento visivo. Vedere la mia Venezia distrutta nelle proporzioni e trasformata in un giocattolo, uno di quei suoi cloni in cartapesta come a Las Vegas mi turbava profondamente”. Questa la dichiarazione del fotografo conscio che, comunque, il transito delle navi da crociera nel canale della Giudecca è solo uno dei tanti problemi che affliggono la città, ormai ostaggio dei turisti.
Paziente, come un bravo cacciatore di immagini deve essere, Gianni Berengo Gardin si apposta per mesi tra calli e campielli studiando lo scorcio migliore per realizzare scatti sensazionali che possano colpire l’opinione pubblica come un pugno nello stomaco. Le immagini dall’alto rendono appieno le proporzioni di queste presenze estranee, lunghe centinaia di metri per un’altezza pari a quella di palazzi di una dozzina di piani, al cospetto delle quali annichiliscono le cupole delle chiese, gli archi a sesto acuto dei palazzi nobiliari e i lunghi fronti in laterizio dei magazzini del porto. Come un muro chiudono la prospettiva visuale a chi percorre le strette calli, spuntano minacciose alle spalle del Museo Peggy Guggenheim o, col loro lento avanzare, sembrano inghiottire Palazzo Ducale con tutti i suoi capolavori. Al loro passaggio trasformano i Giardini della Biennale in un modesto parco di pertinenza dei casermoni che punteggiano le periferie di una qualsiasi città industriale. Ma i turisti a bordo scattano foto e il loro entusiasmo si trasforma in monete sonanti che riempiono le casse delle compagnie di navigazione e – ci auguriamo – degli Enti locali.
Si esce dalla mostra emozionati per la straordinaria bellezza delle immagini eppure indignati dall’evidenza dei fatti, domandandoci se la testimonianza di uno dei Maestri indiscussi della fotografia italiana, riverberata sempre più dai media grazie anche a mostre come questa organizzata da Philippe Daverio a Milano, riesca a scavare nella roccia delle coscienze di chi amministra la res publica.

Silvana Costa

Gianni Berengo Gardin

http://www.youtube.com/watch?v=ij0xXxklpOA
Leggi l’intervista a Philippe Daverio

La mostra continua:
Biblioteca del Daverio
piazza Bertarelli 4 – Milano
fino a lunedì 16 novembre 2015
orari: da lunedì a venerdì 10,30 – 13 e 15-19, sabato 10,30-13
ingresso libero

Negozio Olivetti
piazza San Marco 101 – Venezia
fino a mercoledì 6 gennaio 2016
orari: da martedì a domenica 10.00-18.00
www.negoziolivetti.it

Venezia. Le grandi navi
fotografie di Gianni Berengo Gardin
organizzata da Contrasto
in collaborazione con la Biblioteca del Daverio e Teseo Arte

Catalogo:
Venezia e le Grandi Navi
Berengo Gardin Gianni

19x21cm; cartonato; 40 fotografie in b/n; 88 pagine
prezzo: 19,00 Euro
www.contrastobooks.com

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