Vincenzo Gonzaga 1562-1612. Il fasto del potere

Mantova dedica una mostra al suo quarto duca nell’anniversario della morte celebrandone lo sfarzo a corte, ricordandone la spettacolarità delle cerimonie pubbliche ma anche menzionandone le dispendiose campagne militari nel tentativo di espandere i confini della signoria ed eguagliare il valore degli antenati.
Il 18 febbraio 1612 si spense Vincenzo I Gonzaga: duca di Mantova dal 1587; signore del Monferrato dove pochi anni fa vennero rivenuti i disegni di Bernardino Facciotto, architetto di corte, che permisero di ricostruire la storia e l’aspetto originario di molti suoi interventi; imparentato con le principali signorie europee; condottiero in Pannonia contro i turchi anche se le sue spedizioni rimangono alla storia più per i fasti che per le epiche battaglie; mancato signore dell’Albania e, alla morte di Rodolfo II d’Asburgo, mirò alla nomina imperiale di Re dei Romani con identica sfortuna; fondatore nel 1608 dell’Ordine equestre del Redentore o del Preziosissimo Lateral Sangue di Cristo. Munifico mecenate, ospitò a corte Torquato Tasso, Claudio Monteverdi e Rubens senza dimenticare la lunga lista di architetti, ingegneri e cartografi che lavorarono alle sue dipendenze; è tra i protagonisti dei Segreti dei Gonzaga, volume storico scritto nel 1947 da Maria Bellonci ma forse maggior fama presso il grande pubblico è legata a Una vergine per il Principe, film del 1965 di Pasquale Festa Campanile con Vittorio Gassman, in cui si evoca la prova cui lo sottopose la famiglia Medici prima di concedergli Eleonora come seconda moglie.
Durante gli anni del suo governo spese circa venti milioni di scudi d’oro; per le proprie esequie, invece del tradizionale saio volle gli abiti ducali, ordinando di essere sepolto su un trono di marmo con la sua spada al fianco. In verità le sue spoglie non sono mai state rinvenute ma a quattrocento anni dalla sua morte il Museo Diocesano di Mantova gli dedica una mostra il cui sottotitolo “Il fasto del potere” sintetizza efficacemente lo sfarzo del suo regno, apoteosi della casata prima del periodo di decadenza sino all’alienazione di molti dei beni ed all’estinzione.
Nei cinque ambienti del percorso espositivo sono raccolti preziosi volumi d’epoca, arazzi, dipinti, opere di fine gioielleria divisi per le seguenti tematiche: l’Ordine del Redentore con gli stemmi araldici di alcuni dei membri oltre che i disegni del prezioso collare; il collezionismo con una selezione di dipinti che lui aggiunse al già ricco museo di famiglia che annoverava capolavori di Mantegna, Perugino, Correggio e Tiziano; la famiglia e la corte con ritratti dei congiunti e le opere autografe di alcuni degli artisti suoi protetti; l’oreficeria tra cui alcuni preziosi reliquari destinati a ospitare i vasi con la sabbia intrisa del sangue di Cristo che il legionario Longino raccolse ai piedi della croce, conservati nella basilica di Sant’Andrea; la corona e la spada, i simboli del potere che indossa nei ritratti ufficiali e la contrapposizione della sua figura a quella ben più morigerata del padre.
Raccomandiamo di completare l’approccio alla figura di Vincenzo I con la visita degli appartamenti nella Corte Vecchia di Palazzo Ducale che fece ristrutturare dall’architetto cremonese Antonio Maria Viani. Le stanze, che in occasione di questo evento sono tutte eccezionalmente aperte al pubblico, sono tra le più fastose di tutta la reggia: ambienti di rappresentanza, sono impreziosite da ricchi apparati decorativi, motti e ricercate allegorie a celebrazione delle imprese del duca, in origine ospitavano le corpose collezioni di dipinti e gioielli. Nella Sala degli arcieri, così chiamata perché vi stazionava il corpo di guardia, osservato dai magnifici cavalli del duca che fanno capolino da dietro le tende, è esposto il celebre dipinto ad olio su una tela di dimensioni 3,81×4,77 m (ma in origine si ipotizza fosse più larga) intitolato Trinità adorata dalla famiglia Gonzaga eseguito da Pieter Paul Rubens.
La mostra è suggestiva, evoca perfettamente il periodo di opulenza della corte gonzaghesca a cavallo del XVII secolo; i materiali sono di indubbio interesse anche se molti di proprietà dello stesso Museo Diocesano, custode dei resti delle collezioni di oreficeria gonzaghesche, e quindi normalmente visibili in quella stessa sede.
Durante la visita non sono mancate le note dolenti, inerenti la mancanza di coordinamento tra i due poli coinvolti nelle celebrazioni, Museo Diocesano e Palazzo Ducale: non sono previste riduzioni o biglietti cumulativi tra le due sedi perciò vi suggeriamo di munirvi della Mantova Musei Card, un biglietto cumulativo che a soli € 15, nel corso di un anno, consente l’ingresso ai principali poli espositivi cittadini.
Programmando la visita, vi invitiamo a scorrere il fitto elenco delle iniziative collaterali per far eventualmente coincidere la data prescelta con uno dei momenti di approfondimento in cartellone e ci raccomandiamo di considerare l’orario di apertura del Museo.

Silvana Costa

La mostra continua:
Museo Diocesano Francesco Gonzaga
Piazza Virgiliana 55 – Mantova
Orari da martedì a domenica: 9.30 – 12.00 15.00 – 17.30
Ingresso mostra intero: € 6,00
Sono previste riduzioni e agevolazioni per chi visitasse anche il Museo Diocesano
www.museodiocesanomantova.it
 
in collaborazione con
Museo di Palazzo Ducale
Piazza Sordello 40 – Mantova
Orari da martedì a domenica: 8.15 – 19.15
www.mantovaducale.beniculturali.it
Sul sito sono disponibili le informazioni sulla Mantova Musei Card

Vincenzo Gonzaga 1562-1612. Il fasto del potere
aperta sino a domenica 10 giugno 2012
Catalogo: Edizioni Publi Paolini, Mantova
www.vincenzogonzaga.it

Eventi ed iniziative collaterali
Il duca e il patrono. Vincenzo tra calcolo e devozione
Conversazione di Roberto Brunelli
Domenica 18 marzo, festa di Sant’Anselmo patrono di Mantova, ore 16.00
 
I luoghi di Vincenzo a Palazzo Ducale
Visita guidata da Renato Berzaghi

Sabato 24 marzo ore 15.30
 
Quaresima col duca
Cena con menu quaresimale in base a ricette dell’epoca; presentazione di Bruno Cavallaro
Domenica 25 marzo ore 20.00
 
I ritratti della famiglia ducale
Conversazione di Paolo Bertelli, con visita delle relative opere in mostra
Sabato 31 marzo ore 16.00
 
L’Ordine cavalleresco del Redentore
Conversazione di Giancarlo Malacarne
Sabato 14 aprile ore 16.00

Il banchetto nuziale del duca
Cena in base alle ricette delle nozze di Vincenzo con Magherita Farnese
Introduzione storica di Bruno Cavallaro
Venerdì 20 aprile ore 20.00
 
La Mantova di Vincenzo
Passeggiata in città, con Roberto Brunelli
Domenica 22 aprile ore 16.00
 
Basilica di Santa Barbara. Musiche sacre per il duca Vincenzo
Damiano Rossi all’organo Antegnati; gruppo vocale Lusit Orpheus
Domenica 22 aprile ore 17.30
 
Vincenzo, duca del Monferrato
Conversazione di Roberto Maestri, del Circolo Culturale “I Marchesi del Monferrato”
Sabato 28 aprile ore 16.00
 
Vincenzo e gli ebrei
Conversazione di Mauro Perani
Domenica 6 maggio ore 16.00
 
1585: Giapponesi a Mantova
Conversazione di Daniela Ferrari, a cura dell’Associazione Kokeshi
Con mostra di antiche armi e bambole giapponesi
Sabato 12 maggio ore 16.00
 
Forse che sì forse che no. Vincenzo tra Isabella d’Este e D’Annunzio
Conversazione di Diego Furgeri, con audizione del madrigale di Marchetto Cara

Domenica 13 maggio ore 19.00
 
Aula Magna del Seminario. Il filo di Arianna
Musiche di Claudio Monteverdi, a cura del Conservatorio “L.Campiani” di Mantova
Sabato 19 maggio ore 21.00
 
Pasticci ducali
Degustazione di piatti del tempo di Vincenzo; introduzione di Bruno Cavallaro
Ristorante “Marasca”, piazza L. B. Alberti; prenotare presso il ristorante entro il giorno 10.
Domenica 27 maggio ore 19.00
 
Il fasto del potere
Visita alla mostra, guidata da Marco Rebuzzi
Domenica 3 giugno ore 16.00
 
 
Didascalie
01. Ritratto di Vincenzo Gonzaga, olio su tela
02. Gioiello con monogramma di Cristo, 1562, oro, smalti e gemme
03. Leandro Bassano, Il diluvio, olio su tela
04. Urna di Santa Barbara, 1570, ebano quarzo e argento dorato
10. Compendio delle sontuose feste, 1608, carta

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