Filippo Timi riporta al Teatro Parenti l’originale adattamento della tragedia shakespeariana con cui, oltre una decina di anni fa, conquista definitivamente la scena milanese e non solo.
È lo spettacolo che segna l’inizio del sodalizio artistico tra Andrée Ruth Shammah e Filippo Timi quello in scena al Teatro Franco Parenti di Milano fino al 31 dicembre: Amleto 2.
Lei stessa nel presentarlo ammette che non è il genere teatrale che ama ma rimase affascinata dal talento di quell’attore al punto da volergli assegnare un camerino tutto suo e da produrre molti suoi lavori seguenti.
Lui, dal canto suo, guardando con il senno di poi, dimostra anche un notevole fiuto nello scoprire talenti: le tre attrici al suo fianco, Lucia Mascino, Marina Rocco e Elena Lietti, sono oggi artiste affermate il cui percorso professionale le ha riportate più volte a esibirsi in ruoli da protagoniste anche sullo stesso palcoscenico del Parenti. Come scordare la Rocco nella strepitosa La Maria Brasca o in Una casa di bambola e in Gli innamorati tutti diretti da Andrée Ruth Shammah.
C’eravamo anche noi, una dozzina di anni fa ad assistere al debutto sulle scene del Parenti di Amleto 2 e, nel nostro piccolo, siamo rimasti conquistati dal genio dissacratorio di Filippo Timi. Genio visto all’opera dopo tale data in molte altre occasioni eppure, non ce ne voglia, il nostro entusiasmo non ha più raggiunto gli apici di quella prima volta. Non sino a ora.
Amleto 2 non è esattamente lo stesso spettacolo visto nell’estate 2012. È normale: l’artista nel corso delle repliche ne ha messo progressivamente a punto i meccanismi e i tempi comici ma, soprattutto ora, sia lui sia le tre attrici al suo fianco, sono più maturi acquisendo, strada facendo, maggior consapevolezza del proprio talento. Questo non vuol dire che la Marilyn di Marina Rocco abbia perso quel dubitare del proprio talento che ha condotto l’originale alla morte quanto che l’interprete ha preso le distanze dal proprio personaggio.
In generale tutto il cast ora impersona i ruoli con meno tensione, abbandonando l’ansia da prestazione a favore della leggerezza, della gioia di stare davanti agli spettatori, portando divertimento e divertendosi loro in primis, complice anche una colonna sonora che pesca a piene mani dai grandi successi italiani, da Lucio Battisti a Lorella Cuccarini.
Il palcoscenico è trasformato dalla scenografia in una gabbia per bestie feroci come quelle che – ci si augura di non vedere più – al circo ospitano l’esibizione di leoni e tigri. Amleto (Filippo Timi) è infatti una sorta di domatore, con la blusa di paillettes e gli stivali, che si aggira nervoso, assetato di vendetta, ansioso di veder scorrere il sangue degli assassini del padre. Gli animali che addestra sono due attori (Lucia Mascino e Gabriele Brunelli) incaricati di ricostruire dinnanzi alla corte l’episodio dell’avvelenamento del padre: è strepitosa l’idea di far impersonare la regina Gertrude come una bambola, a sottintendere come soggiaccia alla volontà di Claudio che fa leva sulla lussuria per soddisfare le proprie brame di potere.
È invece poi Amleto a recitare il ruolo del folle al cospetto della dolce Ofelia (Elena Lietti), tornando a mostrarle il lato umano dietro la maschera quando ormai è troppo tardi.
Amleto² è la perfetta dimostrazione della duttilità dei testi shakespeariani e della potenza del sottotesto. Filippo Timi è abile nell’estrapolarne solamente alcuni passaggi chiave – sufficienti a evocare la potenza dei sentimenti umani e l’intrico della storia – e porgerli al pubblico con la consueta carica di irriverenza e ironia. Il pubblico finisce così per altalenare tra le emozioni, dalle risate allo struggimento, dalla sorpresa alla tenerezza.
Silvana Costa
Lo spettacolo continua:
Teatro Franco Parenti – Sala Grande
via Pier Lombardo, 14 – Milano
fino a martedì 31 dicembre 2024
www.teatrofrancoparenti.itAmleto²
uno spettacolo di e con Filippo Timi
e con Lucia Mascino, Marina Rocco, Elena Lietti, Gabriele Brunelli
adattamento luci Oscar Frosio
assistente alla regia Beatrice Cazzaro
direttore di scena Mattia Fontana
cura del suono Emanuele Martina
sarta Giulia Leali
elettricista Federico Calzini
scene costruite presso il laboratorio del Teatro Franco Parenti
costumi realizzati presso la sartoria del Teatro Franco Parenti
produzione Teatro Franco Parenti, Fondazione Teatro della Toscana
durata 1 ora e 40 minuti

