I Capolavori di Pellizza da Volpedo

A Milano è in corso un’eccezionale mostra monografica dedicata a Pelizza da Volpedo intesa a ripercorrerne la carriera artistica, dalle prime sperimentazioni divisioniste alla realizzazione di capolavori quali Il Quarto Stato, Il sole, Sul fienile o il trittico L’amore nella vita.

GAM – Galleria d’Arte Moderna di Milano ospita sino a domenica 25 gennaio la mostra monografica Pellizza da Volpedo. I Capolavori, a cura di Aurora Scotti e Paola Zatti, composta da trentanove opere di cui ben trentatré dipinti ad olio.
Il titolo è indubbiamente ambizioso eppure va riconosciuto alle due curatrici il merito di essere riuscite a far arrivare a Milano i dipinti più dignificativi dell’artista piemontese, disponendoli in una sequenza cronologica che approfondisca le diverse fasi affrontate dall’artista nella sua breve carriera. Egli infatti si toglie la vita alla soglia dei trentanove anni, impiccandosi nello studio della natia Volpedo, dove si era ritirato a lavorare al termine del percorso formativo svolto nelle principali città italiane. I Musei di Pellizza di Volpedo, in occasione della mostra, non a caso propongono degli itinerari di visita al paese e al circondario per conoscere i luoghi frequentati dall’artista – in gran parte rimasti come congelati nel tempo – e realizzare quanto la tranquillità che là vi si respira gli abbia consentito di entrare in simbiosi con la natura.
Pellizza da Volpedo. I Capolavori è co-prodotta da Comune di Milano, GAM e METS Percorsi d’Arte, l’associazione culturale cui si devono molte delle recenti esposizioni dedicate all’arte italiana dell’Ottocento tra cui, in particolare, quelle recensite da Artalks al  Castello Visconteo Sforzesco di Novara. Si tratta della prima mostra monografica sull’artista realizzata nell’ultimo secolo: la precedente risale infatti al 1920, svoltasi sempre a Milano, alla Galleria Pesaro.
La mostra si articola in cinque sale al piano terra, corrispondenti ad altrettante sezioni, e si conclude al primo piano, alla Sala XXIV, con Il Quarto Stato (1898/1901), accompagnato per l’occasione da una serie di cartoni preparatori. La Sala XXIV è dal 2 luglio 2022 la sede de Il Quarto Stato, qui ritrasferito dal Museo del Novecento dove, sin dall’inaugurazione il 6 dicembre del 2010, era esposto all’ingresso del percorso di visita, isolato dal resto della collezione, quale sintesi delle diverse esplorazioni condotte nel corso dell’Ottocento e premessa delle avanguardie del nuovo secolo. Era per molti versi una collocazione infelice che, da un lato, ne enfatizzava la carica simbolica ma, dall’altro, lo privava del contesto storico e artistico necessario a comprenderne la genesi. L’attuale disposizione alla GAM consente al visitatore, dopo aver osservato l’evoluzione dei movimenti ottocenteschi e una importante serie di opere simboliste, di coglierne appieno la forza del messaggio e la qualità tecnica e compositiva del lavoro di Pelizza.
È doveroso ricordare che Il Quarto Stato è dal 1920 proprietà del Comune di Milano, acquistato grazie al contributo dei cittadini – in molti partecipano, ciascuno in base alle proprie possibilità economiche – come poi avvenne nel 1952 anche per la Pietà Rondanini di Michelangelo, ora esposta al Castello Sforzesco. Nel catalogo della mostra, pubblicato per i tipi di Dario Cimorelli editore, il capitolo Centonovantasette sottoscrittori per Il Quarto Stato. Una mappa sociologica di Sergio Rebora rievoca l’episodio storico.
Il Quarto Stato è in mostra l’approdo di un percorso complesso che associa all’attenzione alle problematiche sociali in corso a fine Ottocento a una profonda conoscenza dell’arte classica. Pelizza da Volpedo in gioventù ha l’occasione di frequentare le Accademie di Brera a Milano, di San Luca a Roma e l’Accademia di Belle Arti a Firenze: pur non traendo grande soddisfazione da questo percorso formativo tuttavia in quei grandi contesti urbani ha modo di appassionarsi all’arte antica. Studiare dal vivo l’arte del passato gli consente di costruirsi un impeccabile bagaglio che riversa, per esempio, nella realizzazione di ritratti. La Sala I – La formazione di un pittore 1887-1891 presenta, oltre all’Autoritratto a figura intera (1897/99), una selezione di ritratti eseguiti tra il 1888 e il 1891 non solamente per esercitarsi nella raffigurazione della figura umana dal vero ma pure per potersi mantenere in mancanza di altre risorse. Un esercizio propedeutico a Il Quarto Stato che, in fondo, altro non è che una rassegna di ritratti giustapposti, per cui posano molti compaesani che – molto attento alla questione sociale – si premura di ricompensare per le ore di lavoro nei campi perse.
Pelizza da Volpedo nel 1892 partecipa all’Esposizione Colombiana di Genova con il quadro Mammine con cui si aggiudica la medaglia d’oro. In quell’occasione ritrova l’amico pittore Plinio Nomellini che lo induce a compiere le prime sperimentazioni divisioniste, alcune esposte nella Sala II – L’avventura divisionista 1892-1894. La sequenza dei dipinti qui proposti esemplifica il percorso di progressivo affinamento della tecnica, cambiando via via la forma della pennellata con cui stende i colori primari, dai grandi punti di Panni al sole (1894/95) ai sottili filamenti di Sul fienile (1893/94 circa). È questo il periodo in cui l’artista inizia a cimentarsi con tele di grandi dimensioni: nel 1891 avvia il lungo percorso che lo porterà a Il Quarto Stato (283 x 550 cm) e un paio di anni dopo inizia la pittura di Sul fienile (133 x 243,5 cm).
La mesta rappresentazione della morte di un lavoratore nomade nella penombra di Sul fienile, mentre la natura splende indifferente alla sorte umana, come accade anche con la pastorella dal cuore spezzato di Speranze deluse (1894), anticipa al visitatore la tematica sviluppata nella Sala III – Simbolismi 1895-1901. I dipinti là esposti, arricchiti rispetto ai precedenti di significati psicologici, simbolici e sociali, nascono dall’intenso lavoro di approfondimento compiuto da Pelizza sia attraverso lo studio, sia con un intenso confronto con colleghi artisti – a iniziare da Giuseppe Segantini che lo ritiene l’unico pittore suo pari per abilità tecnica e per sentire –, critici e letterati. Nascono in tale periodo Fiore reciso (1906), il trittico L’amore nella vita (1901/02) e il purtroppo sempre attuale Lo specchio della vita (E ciò che l’una fa, e l’altre fanno) (1895/98).
Il successo de Il Quarto Stato corrisponde tuttavia a un calo della fortuna del suo autore, colpevole di aver dato troppa visibilità alle proteste in corso di lavoratori che rivendicano i propri diritti. Egli dunque mette momentaneamente da parte l’attualità per rifugiarsi nella natura, arrampicandosi ogni giorno prima dell’alba sulle colline attorno a Volpedo per realizzare Il sole (1904), lo straordinario capolavoro, comprova di un rigoroso studio dell’ottica, giunto in prestito dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, che monopolizza l’attenzione dei visitatori nella Sala IV – Oltre Il Quarto Stato 1901-1906.
L’esposizione al piano terra della GAM si conclude con la Sala V – Tra Volpedo e Roma. L’amore per il paesaggio 1902-1907. Il titolo scelto dalle curatrici invita ad andare oltre il soggetto in primo piano di opere quali Membra stanche (Famiglia di emigranti o Emigranti) (1903/06) o Il ponte (1904), con cui si tributa omaggio alla famiglia quale elemento fondante della società. Un’osservazione più attenta non può infatti tralasciare lo sfondo, dominato dalle Alpi, emblema della potenza e della bellezza della natura, oltre che, come sottolineano Scotti e Zatti, omaggio a Segantini con cui Pelizza da Volpedo sente una grande affinità.
Non resta quindi che salire al piano nobile di Palazzo Reale per ritrovarsi al cospetto de Il Quarto Stato, degno coronamento di un percorso concepito dalle curatrici non come mera sublimazione di un’opera celeberrima ma come sua contestualizzazione in un percorso artistico e in un periodo storico al fine di coglierne appieno ogni singola peculiarità, sia visibile, sia sottesa.

Silvana Costa

La mostra continua:
GAM – Galleria d’Arte Moderna di Milano

via Palestro 16 – Milano
fino a domenica 25 gennaio 2026
martedì-domenica 10.00-19.00
lunedì chiuso; giovedì aperto fino alle 21.00
ultimo accesso un’ora prima della chiusura
www.gam-milano.com

Pellizza da Volpedo
I Capolavori
a cura di Aurora Scotti, Paola Zatti
promossa e prodotta da Comune di Milano, GAM Milano, METS percorsi d’arte
in collaborazione con Musei di Pellizza da Volpedo

Catalogo:
Pellizza da Volpedo
I Capolavori
a cura di Aurora Scotti, Paola Zatti
Dario Cimorelli editore, 2025
23×28 cm, 168 pagine, cartonato
prezzo 30,00 Euro
www.dariocimorellieditore.it