Corrado d’Elia si confronta con il celeberrimo racconto di Antoine de Saint-Exupéry, elaborando un ritorno sulla terra del Piccolo Principe quale escamotage per parlare delle contraddizioni e delle disfunzionalità che affliggono la contemporaneità.
È tornato!
Il Piccolo Principe, il protagonista di uno dei racconti più tradotti e letti della letteratura, a distanza di ottant’anni torna sulla Terra e nella vastità del deserto incontra il figlio ormai adulto dell’aviatore conosciuto nel corso della sua prima visita. È infatti il 1943 quando a New York la casa editrice Reynal & Hitchcock pubblica la traduzione in lingua inglese e l’originale in francese.
Il 10 dicembre ha debuttato al Teatro Litta di Milano Teatro Litta di Milano Il ritorno del Piccolo Principe della Compagnia Corrado d’Elia, non un mero adattamento teatrale del racconto ma un vero e proprio seguito. Corrado d’Elia partendo dal testo di Antoine de Saint-Exupéry scrive una drammaturgia originale immaginando che, molti anni dopo quell’incontro, il Piccolo Principe torni sulla Terra e si imbatta nel figlio dell’aviatore.
Il figlio dell’aviatore è ormai un uomo e segue le orme paterne pilotando aerei. È cresciuto ascoltando di quel bambino venuto dall’asteroide B-612 alla ricerca di una pecora e del suo complesso rapporto con la rosa che accudisce. Ha pure avuto modo di sfogliare i numerosi quaderni sparsi per casa riempiti dal padre con disegni di pecore e, magari, gli è anche capitato in mano quello di un elefante mangiato da un boa.
Il Piccolo Principe è quindi una presenza costante – per quanto solamente evocata alla guisa di un eroe mitologico o di un lontano parente – che accompagna da sempre la vita dell’uomo e forse mai avrebbe sperato di poterlo conoscere. Eppure accade, come un sogno che prende consistenza e diventa reale.
Riconosciutisi a vicenda, entrano immediatamente in sintonia tra loro, prendendo a parlare come due amici d’infanzia che si rivedono dopo molto tempo e il Principe prende a rievocare i bizzarri personaggi in cui ultimamente si è imbattuto e le interessanti conversazioni con alcuni animali. È proprio nel creare queste nuove figure, umane e animali, delineandone con una manciata di battute le peculiarità di modi e pensiero, che Corrado d’Elia esprime al meglio il proprio talento nella scrittura.
I personaggi umani rappresentano una rielaborazione in chiave moderna di quelli presenti ne Il Piccolo Principe. Una rielaborazione o, se si preferisce, una modernizzazione ma certamente non un’evoluzione, non quantomeno nel senso scientifico e sociale con cui si usa comunemente intendere il termine. D’Elia con impietoso realismo traccia attraverso queste figure un ritratto della nostra contemporaneità, esasperandone – ma nemmeno troppo – i modi sino a renderli grotteschi e caricaturali, lasciando perplesso oggi più di allora il piccolo visitatore dallo spazio. Il vanitoso, per esempio, trova corrispondenza nella pièce di d’Elia in un influencer mentre, per contrasto, il lampionaio che desiderava solo poter dormire, l’unico tra tanti incontri di cui il Principe possa constatare che “si occupa di altro che non di sé stesso”, cede il posto a chi costruisce muri per tenere separate le genti.
È un quadro desolante cui i due protagonisti assistono con curiosità e impotenza, rifugiandosi con ignavia nel loro angolo di deserto, lontano da tutto e tutti, dove si parla la bizzarra lingua inventata dal Principe, ispirata a quella dei bambini ancora incapaci di pronunciare correttamente le parole, il cui grande pregio è che non può essere utilizzata per litigare o mentire. Un grazioso espediente che tuttavia non fa che rendere uno dei bambini più assillante della letteratura ancor più fastidioso.
Il ritorno del Piccolo Principe sembra sfilarsi dalla consueta produzione drammaturgica di Corrado d’Elia: sia quando rielabora per la propria Compagnia i grandi classici, sia quando presenta testi originali, racconta storie di uomini e donne improntati all’azione, mossi dalla brama di fare, si voglia per vendetta come Amleto o Achab, per burla come la bella Mirandolina o per amore come Cyrano, per rivoluzionare l’ordine delle cose come Steve Jobs o Galileo oppure, più semplicemente, per cercare sé stessi come Van Gogh. Il ritorno del Piccolo Principe è diverso: il Piccolo Principe osserva quanto gli accade intorno per rielaborarlo in forma di racconto mentre l’aviatore si limita ad ascoltare, a differenza del padre che prendeva parte attivamente alla storia proponendo diverse opzioni di pecora. È un forte discostamento dell’autore dal proprio ambito di sicurezza che tuttavia ben si confà alla feroce critica all’attuale deriva sociale, all’anestesia di un’umanità compiaciutamente individualista, la cui sensibilità verso quanto accade nel mondo non va al di là di un post di biasimo o, al massimo, di una manifestazione di piazza, ideale, tra l’altro, per scattare selfie da condividere – non con gli amici ma con i follower – sui social media.
Corrado d’Elia ritaglia per sé proprio il ruolo dell’aviatore, Chiara Salvucci è il Piccolo Principe mentre un camaleontico Flavio Innocenti interpreta i vari personaggi surreali che punteggiano lo spettacolo. I tanti minuti di applausi finali, obbligandoli a tornare in scena più e più volte, sono la diretta testimonianza di uno spettacolo ben recitato, riuscendo a ricreare quell’allure di sogno e poesia che ammanta il racconto originale.
La scenografia, come nella gran parte delle produzioni della Compagnia, ideata ancora una volta da Chiara Salvucci, è apparentemente minimale eppure di grande impatto emotivo: al centro del palcoscenico si staglia un grande masso a richiamare l’asteroide B-612 degli acquerelli di Antoine de Saint-Exupéry utilizzati per illustrare le varie edizioni de Il Piccolo Principe. Il pubblico tuttavia non può fare a meno di notare, posata ai bordi del palcoscenico, la scatola con i tre buchi per respirare, utilizzata per portare sull’asteroide la pecora: cosa contenga lo si scoprirà a fine spettacolo.
Le repliche proseguono al Teatro Litta sino a domenica 21 dicembre: non perdete l’occasione di incontrare il Piccolo Principe.
Silvana Costa
Lo spettacolo continua:
Teatro Litta
corso Magenta 24 – Milano
fino a domenica 21 dicembre 2025
orari: martedì – sabato 20.30
domenica 16.30
www.mtmteatro.it
Il ritorno del Piccolo Principe
di Corrado d’Elia
con Corrado d’Elia, Chiara Salvucci, Flavio Innocenti
scene di Chiara Salvucci
assistente alle scene Luna Maiore
costumi Giulia Giovanelli
tecnico luci Francesca Brancaccio
tecnico audio Gabriele Copes
produzione Compagnia Corrado d’Elia
durata: 60 minuti

