Vita e mistero di García Lorca

Maria Pilar Pérez Aspa, di nuovo in scena ad Alta Luce Teatro, commuove il pubblico con la biografia e i poemi di Federico García Lorca.

Alta Luce Teatro di Milano chiude la prima parte della Stagione 2025/26 con Federico. Vita e mistero di García Lorca di e con Maria Pilar Pérez Aspa, andato in scena venerdì 28 e sabato 29 novembre.
Lo spettacolo è uno struggente omaggio dell’attrice al proprio Paese natale, rievocandone uno dei periodi più bui attraverso la biografia di uno dei suoi autori più celebri: Federico García Lorca, poeta, drammaturgo, regista, omosessuale e acceso repubblicano, fucilato all’alba del 19 agosto 1936 per ordine della giunta militare nazionalista instauratasi al potere dopo il colpo di stato avvenuto un mese prima.
La Guerra Civile Spagnola è uno dei più importanti eventi storici del Novecento europeo e segna la nascita del reportage di guerra, richiamando fotografi da tutto il mondo, a iniziare da Robert Capa e Gerda Taro, che qui mettono a punto le nuove macchine, più piccole e maneggevoli, e strategie poi utili nel corso della Seconda Guerra Mondiale. La fitta sequenza di fatti che conducono al conflitto tuttavia occupano poco spazio nei libri di storia italiana al fine di lasciare spazio alla Prima Guerra Mondiale e all’escalation di Benito Mussolini. Maria Pilar Pérez Aspa colma questa lacuna, ripercorrendo la fitta sequenza di governi succedutisi in Spagna a partire da inizio secolo. Fatti che non sono un mero sfondo su cui si staglia la vita di Federico García Lorca ma elementi fondanti del suo lavoro: egli è un artista figlio del proprio tempo, curioso al limite del vorace, attento a quanto accade intorno a lui. Garcia Lorca durante gli studi stringe amicizia con Luis Buñuel e Salvador Dalí, resta affascinato da avanguardie artistiche quali il simbolismo e il surrealismo e nel corso di viaggi all’estero, tra cui i soggiorni a New York e Cuba, esplora altre dinamiche sociali. Fattori questi che, unitamente ai fatti in corso in Spagna, riversa nelle proprie opere, mosso dal duende, incurante delle conseguenze che possano trascinare con sé.
Il duende, come spiega lo stesso Garcia Lorca in Gioco e teoria del duende, una disquisizione risalente al 1933 durante il suo soggiorno in America, “è un potere e non un agire, è un lottare e non un pensare”, una forza che si sviluppa dentro e si diffonde in tutto il corpo come il sangue e guida ogni azione, come accade per esempio al torero nell’arena. Una forza che impedisce a Garcia Lorca di voltarsi dall’altra parte e tacere dinnanzi alle ingiustizie commesse dai governi via via in carica. Una forza che lo porta senza rimpianti dinnanzi al plotone di esecuzione ad appena trentott’anni.
Maria Pilar Pérez Aspa, con gli abiti dimessi di una donna degli anni Trenta nella Spagna flagellata dalla Guerra Civile, racconta di Federico con il tono carezzevole e, al contempo, disperato di chi lo ha conosciuto e ha sofferto nell’assistere all’ostinazione con cui salvaguarda la propria arte e le proprie idee da qualsiasi (auto)censura, pur consapevole delle conseguenze di ogni parola messa su carta. Il personaggio narrante, come lei stessa spiega, è “una tra i tanti, tanti spagnoli che avrebbero voluto sentire ancora la sua voce, ancora leggere i suoi versi, ancora assistere al suo teatro, ancora presenziare il miracolo del suo Duende, ma a cui un momento storico terribile strappò assieme presente e destino”.
Federico. Vita e mistero di García Lorca è indubbiamente interessante dal punto vista storico per la minuzia con cui, da un lato, viene ricostruita la biografia dell’autore e, dall’altro, ne ribadisce la piena partecipazione al proprio tempo, rielaborandone in chiave personale, mosso dal duende, idee e avvenimenti.
Il duende anima pure Maria Pilar Pérez Aspa interprete di questa sua pièce del 2011 con immutato ardore, coinvolgendo il pubblico in un turbine di indignazione e commozione. Esile e minuta al centro del palcoscenico, con il viso dolce rigato dalle lacrime, declama anche brani dei poemi di Garcia Lorca in lingua originale e ascoltarla è un’esperienza impagabile: la magistrale restituzione che ne offre – complici le sonorità tipiche della lingua d’origine – trasmette appieno lo stato d’animo e gli intenti con cui sono stati scritti.
È doveroso porgere un ringraziamento a Elizabeth Annable, la direttrice artistica del teatro, perché anche in questa Stagione ha inserito in calendario uno spettacolo di questa straordinaria artista, permettendo al pubblico di godere di una performance teatrale cui è impossibile restare indifferenti

La Stagione riprende a gennaio: venerdì 23 e sabato 24 debutta in prima nazionale Beyond Therapy, la nuova produzione di Alta Luce Teatro. È una divertente commedia scritta nel 1981 da Cristopher Durang, portata sul grande schermo nel 1987 con il titolo in italiano di Terapia di gruppo e la sceneggiatura firmata dallo stesso Durang insieme a Robert Altman che ne cura pure la regia. In scena saranno presenti Monica Faggiani, Arturo Di Tullio, Enrico Ballardini, Elizabeth Annable e Daniele Cauduro diretti da Arturo Di Tullio.

Silvana Costa

Lo spettacolo è andato in scena:
AltaLuceTeatro

Alzaia Naviglio Grande 190 – Milano
28 e 29 novembre 2025
www.altaluceteatro.com

Federico
Vita e mistero di García Lorca
di e con Maria Pilar Pérez Aspa
produzione ATIR