Ragazzi di vita

Fabrizio GifuniA quarant’anni dalla scomparsa dell’intellettuale friulano, Fabrizio Gifuni porta in scena al Teatro Franco Parenti di Milano Ragazzi di vita, romanzo che racconta la storia di Riccetto e dei suoi amici, giovani esistenze figlie delle borgate romane dell’immediato dopoguerra.

Gifuni porta in scena il capolavoro di Pasolini restituendogli in teatro, con la sola lettura e con la sua straordinaria arte drammaturgica, una dimensione propria e del tutto inedita.
La voce del narratore non si limita a descrivere le giornate dei giovani personaggi immortalate dal genio friulano, ma conduce per mano lo spettatore dentro le vite di quest’ultimi: così, in maniera disincantata, ne mette a nudo il comico e il grottesco, il tragico egoismo e la conseguente violenza.
In scena, un solo personaggio, una sedia ed un leggio, eppure sembra di assistere a qualcosa di più complesso: Gifuni da un lato racconta le storie di questa umanità figlia delle borgate, dei palazzoni e delle periferie romane che si muove verso il centro, dall’altro riempie il vuoto del palcoscenico con una gestualità e una mimica che rende il viaggio di questi giovani protagonisti una sorta di epifania della prima giovinezza, un tragico viaggio dall’infanzia alle porte del mondo degli adulti.
Gifuni non si limita a leggere, infatti con il suo impressionante lavoro di recitazione entra ed esce dai personaggi narrati e dalle loro storie, dalla pagina scritta al palco in un moto unico senza soluzione di continuità come ago che tesse un ricamo sulla tela preparata dal grande Pasolini, accendendo di vita propria ogni riga del romanzo.
La vita di questi ragazzi delle borgate rivive e nel frattempo viene storicizzata dall’attore: tutto si svolge nella Roma del secondo dopoguerra.
I protagonisti, adolescenti appartenenti alle classi sociali più infime della realtà urbana, vivono alla giornata, di espedienti, arrangiandosi come possono per sopravvivere alla miseria e alla fame più nera.
Tra questi vi è Riccetto, che ha come suo primo maestro di vita un imbroglione napoletano che lo introduce all’arte del gioco di strada per eccellenza, quello delle “tre carte”.
Da qui è tutto un crescendo di umanità che arranca e delle sue storie, la vita di Riccetto e le vite dei suoi amici come foglie in balia del vento, un lento e inevitabile ammassarsi di foglie ai piedi di un albero che si avvia all’inverno in attesa di qualche folata che porti via qualche foglia e scompigli quel disordine esistenziale mutandone la forma ma non la sostanza.
La narrazione ha come filo conduttore la vita di Riccetto e la storia del suo animo che muta.
Emblematiche due scene descritte da Pasolini grazie alla narrazione di Giffuni.
La prima, vede Riccetto giovanissimo, durante un giro in barca, rischiare seriamente la vita gettandosi in acqua per salvare una rondine che sta per annegare: il gesto dimostra la sua grande generosità, sebbene si comporti sovente da ladro e delinquente.
La seconda, quella conclusiva, mostra lo stesso Riccetto e gli amici sopravvissuti ad anni di strada, rincontrarsi al fiume, dove facevano di solito il bagno da piccoli; uno dei più piccoli per emulare il Riccetto, attraversa il fiume ma poi non è più in grado di ritornare sull’altra riva e muore sotto il ponte trascinato sott’acqua dai mulinelli. Gli amici non possono fare nulla per salvarlo e restano lì impotenti a contemplare la tragica scena. Riccetto di nascosto assiste alla disgrazia, ma non si tuffa per aiutarlo piuttosto se ne va, non visto da nessuno: ormai è definitivamente cambiato, non è più il ragazzino che alcuni anni prima aveva rischiato la vita gettandosi in acqua si è integrato con il mondo individualista che lo circonda.
Tra queste due scene una serie di eventi drammatici, dalla tragica morte della madre dello stesso Riccetto alla scomparsa di alcuni suoi compagni di strada.
Alla fine rimane al pubblico un senso di sgomento, di vuoto esistenziale, lo stesso lasciato da Pasolini a tutti quelli che lo amavano e Giffuni, sommerso da un fiume di applausi, si avvicina al pubblico cercando di colmare quel vuoto con un unico immenso abbraccio.

Rosario Adamo

Fabrizio Gifuni 1 

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Franco Parenti – Sala Tre Grande
via Pier Lombardo, 14 – Milano
11-15 novembre 2015
www.teatrofrancoparenti.it
 
Fabrizio Gifuni in
Ragazzi di vita
di Pierpaolo Pasolini

produzione Solares delle Arti