Non sarò mai Elvis Presley

Filippo Timi fa tappa a Milano con lo spettacolo che segna il suo debutto nel mondo della canzone.

Filippo Timi è un artista eclettico, capace di sorprendere a ogni nuovo spettacolo, spaziando dal dramma classico – ma rivisitato in dissacrante chiave personale – alla commedia noir. Vederlo esibirsi al Teatro Franco Parenti di Milano in veste di cantante in Non sarò mai Elvis Presley. Si è tutti bestie davanti al capolavoro è tuttavia un’esperienza quantomeno spiazzante.
L’anello di congiunzione tra le ballate di Elvis e le canzoni composte da Filippo però esiste, costituito dalla vena di malinconia che le attraversa come, per esempio, nel raccontare della madre anziana e stanca in Le tue caviglie secche, madre. Al padre dedica invece E allora evviva Peter Griffin ricordando come anche negli anni Ottanta continuasse a vestirsi seguendo lo stile del decennio precedente.
Ogni canzone è accompagnata da un monologo introduttivo a svelarne aneddoti legati alla scrittura. I ricordi d’infanzia trascinano con sé inevitabile nostalgia che, come nei due brani sopracitati, si trasforma in dolore nell’assistere impotente all’inesorabile ciclo della vita e al decadimento fisico e mentale delle persone care. L’ironia si rivela quindi un utile strumento per affrontare il dolore e per superare i piccoli grandi ostacoli in cui ci  si imbatte cammin facendo. Nascono così brani come Candelina – che, tra l’altro, riprende uno dei testi dello spettacolo Cabaret delle piccole cose –, incentrato sulla storia di una candelina di compleanno nata senza lo stoppino e, per tale ragione, gettata nel cassetto dove vengono riposti gli oggetti danneggiati. Lì incontra nuovi amici che le spiegano come la padrona sappia trovare loro un uso alternativo e il suo umore si risolleva e, con esso, il ritmo della canzone, facendosi travolgente. Travolgente come quello di Pulce d’acqua dedicato al crostaceo dal ciclo di vita della durata di un solo giorno, trascorso in buona parte cercando una femmina con cui riprodursi. Timi racconta anche dei pensieri di una Lumaca e, in I fiori del paradiso, del rapporto tra gli angeli Gabriele e Lucifero. Marilyn Monroe è come la Coca Cola, discende dalle scimmie è un dissacrante omaggio a uno dei miti della cultura a stelle e strisce e dello stesso Timi, evocata in molti spettacoli e protagonista del libro Marilyn, edito da Feltrinelli nel 2023.
Lorenzo Minozzi accompagna con la musica la performance canora di Timi, prestandosi all’occorrenza anche come sua spalla comica. Va tuttavia aggiunto per dovere di cronaca che pure Timi suona uno strumento, il curioso l’handpan dalle sonorità misteriose che evocano civiltà lontane e inducono ad aprire l’anima, di chi canta ma pure di chi ascolta.
Immagini di paesaggi scorrono sul fondale del palco, come li si stesse osservando dal sedile dell’automobile con cui da piccoli si compivano viaggi con l’intera famiglia invece che da una poltrona di teatro. L’intero pavimento del palcoscenico è occupato da un paracadute con i ventilatori che ne gonfiano i bordi a creare una sorta di enorme anello salvagente al cui centro siedono Timi e Minozzi, quasi a cercare rifugio dalle critiche che questa incursione nel mondo della canzone potrebbe scatenare loro contro.
Inutile dire che è una precauzione inutile: il pubblico a ogni racconto e a ogni canzone si spende in un applauso che arriva a Timi caldo come un abbraccio, trasmettendogli incoraggiamento e creando un clima di grande intimità nonostante le 500 persone che riempiono la Sala Grande del Teatro Parenti in ogni ordine di posto.
Non sarò mai Elvis Presley è una performance indubbiamente curiosa ma sicuramente riuscita, per quanto certi che definirla un capolavoro sia eccessivo. Lo spettacolo merita di essere visto in virtù dell’abilità di Filippo Timi nel trascinare il pubblico nel suo fantastico mondo interiore più che per suo reale talento canoro.
Timi per primo asserisce di non voler partecipare come cantante in gara al prossimo Festival di Sanremo: nei prossimi mesi si scoprirà se davvero così è.

Silvana Costa

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Franco Parenti
via Pier Lombardo, 14 – Milano
dal 20 al 25 luglio 2025
www.teatrofrancoparenti.it

Non sarò mai Elvis Presley
Si è tutti bestie davanti al capolavoro

di e con Filippo Timi,
musicista Lorenzo Minozzi
consulenza luci Oscar Frosio
produzione Flippo Timi, Teatro Franco Parenti, Argot
durata 1 ora e 20 minuti