La vita movimentata di un grande soprintendente di Brera

Le avvincenti memorie di Ettore Modigliani sfatano decisamente l’idea che il direttore di un grande museo si dedichi a mera vita contemplativa. Pagina dopo pagina si scopre come il soprintendente che ha saputo traghettare Brera nell’era moderna abbia preso parte alle vicende storico-artistiche della prima metà del XX secolo con piglio da Indiana Jones.

La Pinacoteca di Brera è uno dei più importanti musei al mondo per il valore delle opere esposte. A breve aprirà al pubblico anche l’adiacente Palazzo Citterio dove troverà degna collocazione la collezione d’arte moderna, completando così il disegno della Grande Brera. Il progetto, concretizzatosi faticosamente nell’arco di molti decenni, affonda le sue radici nel lavoro tenace e visionario dei tre grandi direttori che hanno guidato la Pinacoteca, quasi senza interruzione, dal 1908 al 1977, attraversando due conflitti di portata mondiale: Ettore Modigliani (dal 1908), Fernanda Wittgens (dal 1940) e Franco Russoli (1957/77).
Percorrendo la storia a ritroso, in questi ultimi anni la casa editrice Skira ha dedicato alle gesta di ciascuno di essi una ricca monografia. Nel 2017 pubblica Senza utopia non si fa la realtà. Scritti sul museo (1952-1997) di Franco Russoli, il più visionario tra i tre direttori, abile nel dialogo con il mondo politico e consegnato alla storia per aver contribuito alla fondazione di importati istituzioni quali il Ministero dei Beni Culturali, l’ICOM – International Council of Museum e il FAI – Fondo Ambiente Italiano. L’anno successivo viene dato alle stampe “Sono Fernanda Wittgens”. Una vita per Brera, il ritratto del primo direttore di sesso femminile di un museo statale italiano, di una donna dal forte senso morale che non esita a sfidare il governo di turno ponendo a rischio non solo la carriera ma anche la sua stessa vita; grazie a lei la Pinacoteca diviene un luogo di educazione all’arte e un’istituzione in continuo dialogo con la città.
È ora la volta di Ettore Modigliani con la prima edizione delle Memorie stese tra il 1943 e il 1945, durante il confinio con la famiglia tra gli Appennini abruzzesi. Gelosamente custoditi dai discendenti e sinora noti ai soli addetti ai lavori che li hanno consultati per ricostruire significativi capitoli della storia museale italiana, i manoscritti sono ora condivisi con il grande pubblico grazie all’interessamento di James Bradburne – attuale direttore della Pinacoteca e ideatore di questo trittico letterario – e alla curatela di Marco Carminati. Il volume si completa con una sezione dedicata ad Approfonimenti di episodi narrati nelle Memorie redatti dalle studiose Sandra Sicoli, Amalia Pacia e Emanuela Daffra.
Modigliani è uno storico dell’arte, formatosi sia nelle aule universitarie sia viaggiando a lungo in Europa, nominato nel 1908 direttore della Pinacoteca di Brera dove nel corso degli anni, con l’esempio, ha saputo dar vita a una struttura capace di assorbirne valori e principi, tramandando il senso profondo di tali metodologie di lavoro sino ai giorni nostri.
Ettore Modigliani. Memorie. La vita movimentata di un grande soprintendente di Brera è un avvincente libro d’avventura in cui l’autore racconta – non sempre in rigoroso ordine cronologico – episodi significativi della sua esperienza braidense, svelando i retroscena di eventi che hanno catalizzato per settimane l’attenzione dei media. Pagina dopo pagina il piacevole stile di Modigliani coinvolge sempre più nella lettura e sviluppa un profondo senso di gratitudine per la dedizione al lavoro di salvaguardia del patrimonio storico-artistico italiano che egli pone anche prima della famiglia. Scopriamo intorno a lui una rete di personaggi curiosi e interessanti, figure come Gabriele D’Annunzio, i fratelli Albertini giornalisti al Corriere della Sera, Monsignor Ratti – il futuro Papa Pio XI – con cui condivide una notte di grande fatica fisica per salvare dalle acque i preziosi volumi della Biblioteca Ambrosiana o il pittore Luigi Cavenaghi che persegue principi ferrei nel restauro dei dipinti antichi tutt’ora in auge. Non tralasciamo infine imprenditori e collezionisti, a volte illuminati come coloro che offrono le proprie competenze gestionali per salvaguardare villa Carlotta a Como o quelli che anticipano il denaro necessario ad acquistare la collezione Sambon attorno cui si è costituito il Museo Teatrale alla Scala. A volte sciagurati come i nobili che tentano di far cassa vendendo sottobanco i tesori di famiglia a magnati americani.
L’incarico di funzionario pubblico in una regione ricca di capolavori come la Lombardia è estremamente complesso e, come anticipa il sottotitolo La vita movimentata di un grande soprintendente di Brera, porta Modigliani ad affrontare anche avventure al cardiopalma: prendere al volo treni per Parigi; fuggire da Ravenna occupata dalle squadre fasciste; sfidare in nave le tempeste dell’Atlantico; smascherare falsari; arrestare venditori senza scrupoli; requisire tra la furia popolare i piccoli grandi capolavori custoditi dalle comunità locali per metterli in salvo dalla furia bellica. Una mansione che lo vede scontrarsi sempre più spesso con il governo fascista e la vanità del Duce, assolutamente disinteressato all’arte se non di epoca imperiale, trattando tutto il resto come ciarpame, arrivando a ordinare la demolizione di intere porzioni di città per realizzare imponenti palazzi e ampi viali che testimonino il potere del regime.
A tratti le Memorie hanno il sapore epico de Il Milione: nel capitolo dedicato all’organizzazione della mostra Italian Art 1200-1900, inaugurata il 31 dicembre 1929 alla Royal Academy of Arts di Londra, ritroviamo il coraggio di Marco Polo nell’attraversare tra mille pericoli l’Asia per portare al Gran Khan doni preziosi dall’Occidente. Modigliani, coadiuvato da un ristretto staff, seleziona oltre 600 pezzi tra “quadri, sculture, arazzi, disegni avorii, smalti, maioliche, codici miniati, formanti uno stupefacente museo di capolavori “ (pag 188) per far scordare agli inglesi le precedenti esposizioni dedicate agli autori fiamminghi (nel 1927) e olandesi (nel 1928). Più degli onori ricevuti rimane vivo nella mente del soprintendente il  turbolento viaggio verso Londra a bordo della nave Leonardo da Vinci – quale nome più indicato per portare in tour i simboli del genio italico? – scortata da Teseo, rimorchiatore d’alto mare della Marina Militare.
Il capodanno del 1914 Ettore Modigliani lo trascorre invece in terra francese, dopo aver riaccompagnato a casa la Gioconda trafugata mesi prima dal Musée du Louvre e rispuntata a Firenze dove il ladro cerca di rivenderla a un antiquario. Delicato il ricordo dell’autore che, prima della separazione, si concede due ore a tu per tu con il celebre dipinto per ammirarlo in ogni suo dettaglio, alla ricerca del segreto di un fascino capace di annullare tutto quanto lo circonda.
Spetta ancora a Modigliani – ormai uomo di fiducia del Ministero per l’Istruzione – supportare la missione italiana alla Conferenza di Pace di Parigi quale consulente per le questioni artistiche. Il suo compito è approfittare di tale occasione per farsi restituire i frutti delle “rapine perpetrate in Italia dove l’Austria s’era accampata per pochi anni come a Napoli dal 1708 al 1734, o aveva dominato solo per alcuni decenni come nel Veneto, o aveva commesso spogliazioni soltanto per mezzo di parentele indirette (Firenze, Modena): questa Italia che l’Austria aveva considerato spesso niente altro che territorio di occupazione” (pag 225). L’elenco è talmente lungo e denso di pezzi eccelsi da far sbottare d’indignazione chiunque. Lungo come la complessa serie di incontri che Modigliani tesse tra Parigi e Vienna per portare a casa la vittoria e, con essa, i tesori.
Tutto ciò sembra non bastare per sottrarre Modigliani, reo di essere di origini ebraiche, alla mannaia delle Leggi razziali che lo mortificano a livello sia professionale sia umano. Ettore Modigliani. Memorie. La vita movimentata di un grande soprintendente di Brera si chiude con un brevissimo capitolo intitolato 11 febbraio 1946: è quella la data del suo reintegro quale soprintendente di Brera. La guerra si è conclusa da poco; la Pinacoteca è ridotta a un cumulo di macerie e serve prodigarsi per restituirla a Milano più bella ed efficiente di prima: non è più tempo per distrarsi con la scrittura, ora si deve riprendere a lavorare tenacemente.

Silvana Costa

Ettore Modigliani. Memorie
La vita movimentata di un grande soprintendente di Brera
a cura di Marco Carminati
con un saggio introduttivo di James M. Bradburne
Skira, 2019
15 x 21 cm, 320 pagine, 21 b/n, brossura
prezzo: 25,00 Euro
www.skira.net

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