Voci del verbo “Fare”

La figura femminile, declinata nelle divertenti composizioni lignee di Valentina Musiu e nelle sensuali stratificazioni di vetro inciso di Giorgio Gessi, è protagonista della mostra in corso allo Spazio Espositivo PwC  a Milano. I due artisti, nello sviluppo della tematica proposta, trovano un momento di dialogo dai risultati inattesi e particolarmente divertenti.

È aperta sino a venerdì 3 maggio Voci del verbo “fare”, la mostra curata dalla critica d’arte Fabrizia Buzio Negri. Il percorso di visita mette a confronto artisti con tecniche molto differenti tra loro ma accomunati da un tema che, in questa occasione, è la certosina pazienza nella lavorazione dei materiali.
Valentina Musiu espone originali riletture di capolavori universalmente noti, realizzate con tessere in legno, mentre Giorgio Gessi riversa l’ammirazione per la figura femminile e la passione per l’arte giapponese in raffinate sovrapposizioni di vetri incisi e dipinti. In un’epoca gender-fluid crea comunque sorpresa immaginare la minuta artista sarda alle prese con i poderosi macchinari da falegnameria, pardon, della sua Valegnameria e l’estroverso Giorgio con una tecnica che richiede concentrazione infinita per non compiere nessuno sbaglio nel vergare il vetro con un trapano a punta diamantata.
A Valentina Musiu basta una manciata di tasselli dai colori squillanti per comporre volti di personaggi iconici, sfidando il pubblico a riconoscerli, per passare poi a proporre rivisitazioni dei baci di Klimt e Canova. Il pezzo di punta della rassegna sulla sua produzione è rappresentato da ELEvazione? il grande collage in multistrato in cui la Venere botticelliana non esce dalla schiuma del mare ma si trova immersa in una cascata di omini – e donnine – in bombetta di Magritte cui, per l’occasione, Musiu conferisce un volto. Le citazioni d’arte si completano con un dovuto tributo alla terra natia, in particolare a Maria Lai e al ciclo dei telai che hanno contribuito a consolidarne la fama.

Di primo acchito le figure femminili di Giorgio Gessi appaiono molto più eteree, la sezione a lui dedicata si apre con l’omaggio ad Alfons Mucha proponendo una trasposizione su vetro di una delle serie dedicate a Le quattro stagioni. Poco oltre la vezzosità delle donne dell’Art Nouveau lascia spazio alla sensualità dei nudi degli Studi. Quelli che da lontano sembrano schizzi, avvicinandosi rivelano la loro vera natura: sono lastre di vetro nero su cui Gessi ha inciso i profili di corpi distesi. Tratteggio dopo tratteggio la luce squarcia l’oscurità e scolpisce le sinuose curve della donna.
Un vetro blu elettrico fa da sfondo ad Attimo d’estasi, l’incisione che potremmo definire come l’anello di congiunzione tra le due principali componenti della poetica di Gessi: la figura femminile e il Giappone. Il ritratto della ragazza addormentata sulle rive di un fiume è circondato da un alto bordo lavorato con la ricchezza di un pizzo, quasi a richiamare la Sardegna di Valentina Musiu e far concorrenza alle creazioni delle merlettaie della sua isola. Il motivo decorativo alterna foglie e fiori a libellule, insetto simbolo dei valorosi samurai.
Gli ideogrammi di poesie dedicate alla natura accompagnano deliziose composizioni di uccelli e fiori che, forse più di altre opere, rendono evidente il gioco delle stratificazioni delle lastre, su ciascuna delle quali è dipinta o incisa o aerografata una parte della composizione. Sovrapponendole si conferisce all’insieme un senso di profondità. L’aerografo invece permette a Gessi di creare quella leggera nebbiolina che si alza dallo stagno dove fanno il bagno le gru della Manciuria, simbolo di longevità e saggezza, in Alba invernale a Hokkaido.
Oltre all’estetica delle stampe e dei paesaggi dell’Impero del Sol Levante, Giorgio Gessi ne esplora anche la filosofia con lavori quali Meditazione in cui esprime la scissione del sé – il tempio rosso in primo piano – dal contesto di cui si perde cognizione durante la meditazione e, per questo, lo rappresenta in bianco e nero.

La solidità del legno e la fragilità del vetro dialogano a distanza attraverso lo Spazio Espositivo PwC trovando un giocoso punto di confronto in uno degli animali cari alla mitologia sia occidentale sia orientale: il drago. Gessi gioca con il proprio nome e trasforma Giorgio, il più celebre dei santi sauroctoni medievali, in un possente samurai che dal ponte della nave trafigge il mostro marino. L’opera, dominata dalla brillantezza del blu zaffiro e del verde smeraldo, è intitolata Omaggio a Hokusai e dal Maestro degli ukiyoe mutua  lo stile umoristico nel descrivere le avventure del Mondo Fluttuante. Valentina Musiu invece non viene meno alla sua visione femminile della storia e propone una geisha che con il potere dello sguardo seduce e ammansisce in un sol colpo drago e pubblico.

Silvana Costa

 

La mostra continua:
Spazio Espositivo PwC
Palazzo Renzo Piano – il Sole 24Ore
viale Monte Rosa 91 – Milano
fino a venerdì 3 maggio 2019
orari: open – h. 24
ingresso libero

Voci del verbo “Fare”
a cura di Fabrizia Buzio Negri
mostra d’arte con le opere in legno di Valentina Musiu e i lavori in vetro di Giorgio Gessi
www.buzionegri.it


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